Roma, via del Corso. Luglio.
Avete presente quelle statue viventi? Ce ne sono alcune davvero fantastiche, non so come facciano a stare così immobili e resistere al caldo, al freddo, alle risa delle persone, alla stanchezza.
Svolto da piazza san Silvestro e mi trovo davanti la Statua della Libertà.
Sotto quell’abito così celeste un pakistano o giù di lì, perché poverino il viso dipinto di azzurro aveva assunto una colorazione verdastra. Non stava fermo un secondo, quel braccio con la fiaccola si spostava a destra e a sinistra, le gambe erano in cerca di un nuovo baricentro. Chissà da quante ore era lì. Mi ha fatto una pena incredibile. Credo che dismesse le rose la nuova tratta degli schiavi passa da qui.

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