Vivere in una bolla

Ho un po’ questa sensazione. Vivo in un posto meraviglioso, con l’uomo che amo, il clima e’ uno spettacolo, il College funziona e i prof sono sempre puntuali e rispettano le tabelle di marcia (no, Seal cattivo no, e’ un gran casinaro; e ora fa cosi’ sfoggio della sua ironia che dovro’ trovargli un altro soprannome, e’ davvero simpatico!) . Mi trovo a volte in una sensazione di irrealta’, e non credo dipenda solo dal fatto che il mio pacco Amazon e’ rimasto appoggiato alla porta di casa per quattro ore senza che nessuno lo prendesse.Mi capitava spesso, a Roma, di … Continua a leggere Vivere in una bolla

Fatemi capire #4

Ecco, questo articolo avrei potuto scriverlo io, ne condivido ogni singola parola. Credo davvero che si stia assistendo ad un eccesso di lassismo nell’educazione dei figli. Non riesco a capacitarmi quando i giudici sentenziano che un uomo, separato dalla moglie, debba continuare a provvedere al mantenimento agli studi in filologia romanza del figlio venticinquenne con l’assegno mensile da duemila euro, che e’ chiaramente solo una ritorsione familiare (o estorsione).Polito spiega bene anche perche’ Martone avesse ragione da vendere, altroche’. Dieci anni per una laurea, se non si e’ studenti lavoratori, fanno ridere. Ora gli stanno facendo le pulci e i … Continua a leggere Fatemi capire #4

Five random (nevrotic) facts

Ho pensato di rieditare il post di Emy perche’ il suo taglio mi e’ piaciuto tantissimo. Quindi prima del post che seguira’ mi sembra opportuno procedere cominciando dai lati piu’ abietti, che per un effetto di recenza spero verranno velocemente dimenticati a favore dei successivi. Che chissa’, magari poi ne mettero’ anche di peggiori. 1) Sono abbastanza fissata con la pulizia. Non raggiungo livelli maniacali, ma devo confessare che pulire e strofinare mi procura un certo benessere, ed e’ per me un ottimo antistress. Non mi pesa quasi nessun lavoro di casa, eccezione fatta per la stiratura. Il mio compagno per fortuna … Continua a leggere Five random (nevrotic) facts

Non mi chiedermi

Tornata da lezione ho aperto facebook e controllato la posta, e ho trovato un bel po’ di sorprese. Innanzitutto notizie meravigliose della mia amica belga: la polpettina e’ femmina!, e sara’ dolce e tenace come sua mamma, che ha faticato tanto per averla e alla fine e’ arrivata inattesa. Poi un post di Nina, molto molto bello, che ho deciso di condividere su facebook introdotto da uno stralcio delle sue parole. Ho scelto queste: […] quando una fredda diagnosi decreta che questa funzione primaria non può essere assolta dalla coppia, conta poco di chi sia la causa. La sfida da quel momento … Continua a leggere Non mi chiedermi

Ci vorrebbe un amico

Mi rendo conto di scrivere cose che molti expat avranno affrontato, ma per me è tutto nuovo, emozioni comprese. Tra l’altro le avevo già vissute di riflesso quando My si trasferì qui, ma non avrei immaginato sarebbe successo anche a me. Come ho già accennato, qualche amico è già latitante. Due anni fa My mi diceva che già dopo poche settimane i suoi amici si erano volatilizzati. Uno in particolare, cresciuto con lui fin dalla culla, che il giorno della partenza pianse come un vitello, disperato!!, perchè non si sarebbero più potuti vedere con la stessa frequenza, era diventato uccel … Continua a leggere Ci vorrebbe un amico

Spanglish

Come già dai coming out di maggio e di october, sono una rompina. Mi piacciono le cose precise, mi piacciono un certo tipo di certezze, sono una personalità tendenzialmente ossessiva. Non possiedo molta inventiva e ho scarsa creatività: se cucino un piatto, e cucino bene, seguo didatticamente la ricetta, è difficile che mi venga in mente di sostituire un ingrediente con un altro; se ho in mente di creare qualcosa con le mie mani, la più grande frustrazione è rendermi conto della discrepanza tra l’idea che avevo e la realizzazione concreta. Certamente ho altre qualità: sono molto pratica, nel problem solving … Continua a leggere Spanglish

ItalianS #2

Durante il mio ultimo volo Alitalia con destinazione Miami sono capitata seduta accanto ad un uomo, americano, che fin dall’ingresso a bordo ha cercato di fare conversazione, ma dal momento che non ero assolutamente in condizioni di avere un dialogo, se non con la tazza del water, ha presto desistito. Prima che cadessi in coma ha però fatto in tempo a fare una battuta sul mio abbigliamento cipollesco – tipico quando volo – e sottolineando che a Miami avremmo trovato 26 gradi ha ostentato i suoi shorts e le sue infradito: sì, bravo bellino, però l’ho visto che dopo quattro ore … Continua a leggere ItalianS #2