Questo e’ il mio dubbio. Ci si lamenta sempre di quanto il nostro paese sia arretrato, di quanto la nostra immagine sia legata al passato, al dopoguerra, al neorealismo, ai panni stesi sui fili il mandolino e la pizza e tutte ste cose qua, e quando ci capita un’occasione di puro marketing la buttiamo dalla finestra?
Mi spiego.
Non amo Moccia, ma indubitabilmente ha una grande capacita’ narrativa. Non si spiega altrimenti l’enorme successo di tutti i suoi libri. Mi piace ricordare che il primo della serie, Tre metri sopra il cielo, pare girasse ciclostilato dagli anni ’90 perche’ le 3000 copie edite andarono esaurite in breve tempo. Una decina di anni fa, forse di piu’ non ricordo, lo ricevetti piratato in formato txt, perche’ un’amica entusiasta decise che dovevo leggerlo, io, psicologa, appassionata di adolescenti. Poi la meritata gloria, che ben conosciamo.
E dico meritata, si’, perche’ questo autore e’ vituperato come Fabio Volo, come l’autrice delle 50 sfumature. Tutti li criticano ma tutti li leggono, e non credo facciano poi cosi’ schifo, altrimenti il passaparola ne distruggerebbe la reputazione in breve tempo. Quest’estate ho letto decine e decine di post sulle 50 sfumature di grigio. Tutte a scrivere che era una schifezza colossale, che il sesso descritto era una palla micidiale, che con un uomo cosi’ non ci sarebbero tornate manco la seconda volta, ma inspiegabilmente il tam tam continuava a funzionare. Ho due idee sul fenomeno, anche se non ho letto il libro e quindi prendetela come una pura impressione: la prima e’ che quel tipo di erotismo li’, nato nella testa di un’anglosassone, funzioni solo per un certo di tipo di cultura, post vittoriana e post puritana. Avete mai provato a leggere la saga I love shopping? Personalmente gia’ al secondo libro mi sembrava di avere a che fare con Paperino, due palle, ma succedono tutte alla Becky? Per non parlare poi di come si strutturano quei racconti, e’ sempre la commedia degli equivoci, al punto che anche quando la protagonista viene accusata di cose che non ha commesso lei non riesce a replicare e l’interlocutore se ne va lasciandola con un palmo di naso. Ecco, secondo me questo tipo di vignetta puo’ trovare una contestualizzazione solo nella cultura anglosassone. Da noi sarebbero partite le urla e gli strepiti, non credete? Eppure la Kinsella non e’ male tolte le avventure della Bloomwood, ma ecco, leggo lei e leggo Alan Bennett, anche se e’ un altro tipo di letteratura.
La mia seconda idea sulle Cinquanta sfumature e’ che ha venduto cosi’ tante copie grazie ad un doppio messaggio, tipo quelli schizofrenici: il pubblico sostiene che faccia cagare ma e’ il libro piu’ venduto dell’estate, ergo devo averne una copia per farmene un’idea. Lo leggo, mi piace ma non posso dirlo perche’ tutti lo criticano, e quindi mi uniro’ al coro dei detrattori:

Unico rammarico: non aver accordato fiducia alle tante recensioni negative! Tolte le scene di sesso, la trama non supera il minimo livello elaborativo e cognitivo di una mente adolescenziale. D’accordo che un romanzo, a qualsiasi genere appartenga, deve far sognare il lettore, però questo è talmente assurdo e ridicolo da rasentare l’insulsaggine ed il cliché: la protagonista è “la regina delle imbranate”, ingenua, inesperta, priva di rispetto per se stessa (visto che accetta una sorta di relazione SM suis generis degradante e squallida con un miliardario stereotipato che la presenta addirittura alla sua famiglia) e contraddittoria (prima si illude di poter cambiare il “suo” principe nero, poi scappa a gambe levate). Quanto alle scene di sesso, non le ho trovate per niente originali o scioccanti, bensì scontate e ripetitive, proprio come alcune frasi e/o dialoghi che sembrano essere stati copiati e incollati tali e quali nel corso della narrazione. Ciliegina sulla torta: stile elementare, periodi concisi, riflessione poca, superficialità tanta!

James (lei), Volo, Moccia.

Succede pero’ che nel caso di Moccia la realta’ superi la fantasia, e che Ponte Milvio venga preso d’assalto da orde di adolescenti sognanti che decidono di fare come Babi e Step – o chiunque fossero – e lasciare la loro prova d’amore legata alla catena e gettare la chiave nell’ormai non piu’ biondo Tevere.
Ok, pesano. Ci credo. Ma siamo sicuri che l’unico motivo per ordinare il loro spostamento sia questo? O non e’ forse che guardiamo sempre da snob col naso storto a tutte queste cose inutili, superficiali, pacchiane? Un genio ci ha pure fatto un sito, si chiama proprio lucchetti Ponte Milvio e vende merchandising. Per il resto, solo critiche. All’inizio del mese di settembre si era pensato di creare una sezione lucchetti nel museo etnografico Pigorini, ma ovviamente per i moderni esponenti del Pd questo era troppo, soprattutto perche’ Ponte Milvio cade nel XX municipio, storicamente di destra, e sia mai che un’idea degli avversari possa essere sostenuta. Oh si’ certo, solo quando si tratta di emolumenti:

Il Pd capitolino boccia il museo dedicato ai lucchetti. Il consigliere Dario Nanni, membro della commissione cultura di Roma Capitale, è lapidario: «I musei si fanno per cose importanti» Secondo Paolo Masini «le priorità per i romani sono altre, soprattutto in questo periodo di crisi».

Secondo me l’idea del Museo Etnografico non era male. 

Fare etnografia significa recarsi tra coloro che si vuole studiare per un certo periodo di tempo, ed utilizzare alcune tecniche di ricerca (come l’osservazione o l’intervista) allo scopo di collezionare un insieme di dati che una volta interpretati, rendano possibile la comprensione della cultura in esame. Riti, rituali, cerimonie, norme, valori, credenze, comportamenti, artefatti, sono i principali fenomeni di interesse dell’etnografo, attraverso i quali la cultura si rende intelligibile.

E questo non lo e’? Un fenomeno di massa che appartiene ad una specifica eta’ della vita e che verra’ ricordato come il Moncler ai miei tempi. C’e’ chi dice che gli anni ’80 sono stati gli anni di plastica (ma lo dite per invidia e solo perche’ non c’eravate), ma d’altronde abbiamo riabilitato la Fenech e Alvaro Vitali, accadra’ anche ai lucchetti di Moccia, ne sono certa. Quindi perche’ non renderlo un punto di forza? Perche’ non amplificare questa attrazione, che tanto lo e’ gia’? Soffocarla non serve assulutamente a nulla:

Appena passata la squadra dei bonificatori di Roma Capitale, sono riapparsi i venditori di lucchetti. Stranieri che evidentemente dal quel piccolo traffico traevano la loro fonte di sopravvivenza. Al tempo della tolleranza esibivano la loro merce su banchetti; oltre ai lucchetti (cinesi) di tre misure, fornivano pennarelli indelebili per completare il rito con data e iniziali.

Potrebbe diventare un luogo di attrazione turistica per le coppie innamorate come il balcone di Giulietta e Romeo a Verona, o come Terni a San Valentino (o San Valentino a Terni, visto che e’ anche una chiesa oltre che una ricorrenza). Nulla, noi distruggiamo, non guardiamo al futuro, siamo legati alle rovine, alle macerie, ai reperti archeologici (che nemmeno tuteliamo, peraltro) e non riusciamo a considerare oltre niente altro. Il Ponte della Musica? Massacrato di critiche. Se magari anziche’ criticare si desse una sfoltatina alla vegetazione intorno…

Per non parlare di quanto e’ bello il nuovo ponte all’Ostiense, degno di una capitale americana. Ma niente da fare, polemiche anche in questo caso
Quanti romani sono stati al Maxxi? Io no, e me ne vergogno. Non ho mai fatto lo sforzo di raggiungerlo. Eppure solo il nome mi affascina, Museo delle Arti del XXI secolo. 
E l’Auditorium di Renzo Piano? Solo a guardarlo da fuori e’ meraviglioso. 
Ma se sei di sinistra ci sono solo certi posti dove devi andare, o solo certi libri da leggere. Mica puoi leggere Moccia, se sei di sinistra: devi leggere Gabriel Garcia Marquez. A me Cent’anni di solitudine m’ha fatto due palle cosi’. Ecco. Questo link che gira e’ geniale, ma e’ anche tanto avvilente. 
Quando avevo vent’anni i miei amici sentivano solo De Gregori, e si’ che era bello, ma a me piacevano anche Baglioni e Battisti. Battisti?? Ma Battisti e’ di destra! Ecco, stiamo ancora cosi’ noi, nel derby perenne tra rossi o neri, Roma o Lazio, Alemanno o Rutelli, e No, noi la Bonino non la votiamo perche’ quarantamila anni fa ha fatto un accordo con Giulio Cesare e poi non ha accettato di entrare nel Pd e se ne e’ andata con Bruto e Cassio e allora sai che c’e’?, la Polverini ve la meritate tutta, e vi deve star bene cosi’, lei, Storace e Fiorito vestito da Batman.
Non siamo in grado di valorizzare nulla che ci appartenga, ne’ di monetizzarlo. Il turismo dovrebbe rappresentare il primo introito per una citta’ come Roma, e invece niente, siamo ancora li’ con le chiusure domenicali o con le guide turistiche che parlano solo romano antico. Pero’ tolleriamo i finti centurioni che taglieggiano i turisti davanti al Colosseo. 
Tornando a Moccia, una mia classmate e’ venezuelana e mi saluta sempre in italiano. Le ho chiesto: come fai a conoscere la mia lingua? Mi piace Federico Moccia, mi fa. Ho letto tutti i suoi libri  e ho visto i film (in italiano, si intende eh. Da quando sono qui e’ gia’ la terza persona che incontro che guarda i nostri film in lingua originale. Ce la diamo una svegliata?). E’ il migliore, come lui non c’e’ nessuno.
Avete presente dov’e’ e com’e’ il Venezuela, si’? Ecco. 
Questo mi ricorda che tanti anni fa, quando ascoltavo i Gipsy Kings a ripetizione, il fidanzato di mia sorella dell’epoca, che si divertiva a provocarmi, mi disse che erano degli sfigati e che in Spagna non li conosceva nessuno. Magari se lo era inventato li’ per li’, ma mi disse proprio cosi’. Fatto sta che onestamente sono piu’ felice di essere riconosciuta come conterranea di Moccia, o della Pausini, o di Tiziano Ferro, piuttosto che di Toto Cotugno, ma se capitasse che mi cantano Sono un’italiano ce devo sta’. A chi tocca nun se ‘ngrugna.
Ma ecco, almeno noi romani (i leghisti contituino con il dio eridanio e berghem e ste cazzate qua), abitanti della capitale d’Italia, non potremmo svecchiarci un tantino, aprirci al mondo e provare a pensare al futuro?
Non e’ una questione politica. E’ una questione di cultura. Che non e’ solo Pasolini.
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