Tutto inizia qualche settimana fa. Gli studenti che hanno gia’ un certo numero di crediti hanno una data di iscrizione prioritaria rispetto agli altri, percio’ ricevo la mail che mi avverte che avrei potuto registrarmi al Fall Term a partire dal 19 giugno. Il 18 bella bella conquisto il mio Pert, il giorno dopo vado e mi dicono di tornare, venerdi’ sono li’ ma dopo il giro dei Campus, che gia’ lo sapete, torno a casa con mezze pive nel sacco: avevo incontrato la direttrice del servizio studenti internazionali e le avevo detto Carissssssssima! Ho un problema con la registrazione, mi hanno detto che e’ legato alla mia assicurazione. E lei Ma infatti il tuo fascicolo e’ sul mio tavolo.

Parentesi:
Ogni studente internazionale deve avere una copertura assicurativa. Quella che mi proposero appena arrivati qui scoprii non essere troppo conveniente – ero incinta e le visite si moltiplicavano, il copay era basso ma mi arrivarono dei conti non chiari dal laboratorio di analisi, insomma, entrai nell’assicurazione di My. Tra i vari requisiti che la copertura assicurativa di chi viene a studiare qui deve avere c’e’ il rimpatrio della salma in caso di morte; quella di My non la prevedeva, cosi’ comprammo una polizza a parte. Siccome son soldi, la stipulavo semestrale e mandavo copia della copertura al College.
Il tutto e’ andato bene per un anno. A marzo provvedo per il summer term – non avrei seguito alcuna classe ma se si rimane in Usa il rimpatrio dello studente morto bisogna pagarlo uguale – e mando copia alla direttrice di cui sopra. Mi scrive che ha bisogno di sapere a cosa faccia riferimento quella polizza. E io le mando copia del summary of benefits dicendo che per ragguagli poteva sentire l’agente assicurativo, di cui le do’ il numero. L’agente mi richiama dicendo Hanno bisogno di sapere qualcosa riguardo la tua assicurazione principale. Le do’ gli estremi (e’ la stessa compagnia), lei mi dice che avrebbe richiamato, non sento piu’ nessuno.

Per due mesi.

Fino a scoprire che il mio fascicolo e’ sul tavolo della direttrice.
Chiusa parentesi.

E le dico, Ma io non ti ho piu’ sentita e pensavo fosse tutto a posto.
Mi spiega, dopo un tira e molla di dieci minuti in cui lei tirava fuori documenti che le avevo inviato via email, e io Ma questo e’ del 2012! Ma questa e’ la polizza di gennaio! Ma a questa mail ti ho gia’ risposto!, finalmente mi spiega che la prova di cui avevano bisogno da gennaio non era quella del rimpatrio, ma dell’assicurazione principale, per un qui pro quo che si era creato lo scorso settembre ma mai chiarito. Felice di aver trovato mezza soluzione al problema, torno a casa. Compro il rimpatrio con scadenza dicembre 2013, chiamo la rappresentante per l’assicurazione di My e le dico di cosa ha bisogno il College, mando intanto copia dell’acquisto del rimpatrio, e aspetto fiduciosa. Era venerdi’ 21. La direttrice andava in ferie per due settimane.

Lunedi’ mando un sollecito alla rappresentante, la quale martedi’ manda tutto al College. Provo a registrarmi, ancora niente. Chiamo International e chiedo quale sia il problema. Mi risponde la simpaticisssssssima assistente della direttrice in ferie che mi dice secca Ti mando una mail con le istruzioni. Vogliono prova dell’assicurazione. Rispondo che dovrebbe essere gia’ arrivata in mattinata. Allora mi risponde che vogliono il rimpatrio. Le dico che l’ho gia’ mandato alla direttrice venerdi’, glielo rimando.
Tutto tace ma non riesco a registrarmi.

Mercoledi’ mi scrive un broker che lavora per il college e mi dice, Carissssssssima, i tuoi documenti non vanno bene, vedi attachment. Apro l’attachment e trovo il rimpatrio che avevo comprato a marzo, scadenza giugno.
Carissssssssssima, le rispondo, vedi che ti hanno dato il documento sbagliato. Ho fatto il rinnovo fino a dicembre.
Mi risponde che due parametri sono sbagliati.

bureaucracy
image

Replico Carissssssssssima, siccome non sono Americana, ne’ sono un’agente assicurativo, ci capisco una sega dei parametri. Facciamo che siccome in quell’ufficio fanno un po’ di confusione, ti mando tutto in allegato – rimpatrio nuovo e assicurazione principale sperando che si tratti solo di un equivoco.
Carissssssssssima, mi risponde, mi dai il tuo numero di telefono?
Fornisco.
Chiama.
Carissssssssssima, mi spiega, e’ proprio l’assicurazione principale ad avere un problema. 
E allora perche’ mi hai allegato il rimpatrio? 
Perche’ non va bene nemmeno quello. Per l’Obamacare in vigore da gennaio, i massimali assicurativi sono cambiati, e la tua copertura non va piu’ bene.
Oh scit.

Morale. Devo ri-cambiare assicurazione. Se non altro, finira’ sta storia delle due polizze separate. A conti fatti andiamo a risparmiare, ma dobbiamo pagare subito e sull’unghia la copertura annuale.
Tanto, di ‘sti tempi, navighiamo nell’oro.
In tutto questo la mia ansia saliva non tanto per il pericolo di perdere la Visa – basta che paghi e tutto si risolve – quanto perche’ se nel frattempo le classi che io avevo scelto (da 30 posti ciascuno) si erano riempite con le iscrizioni generali, correvo il rischio di avere lezioni buttate a casaccio nell’arco della giornata come e’ capitato alla mia amica, e come faccio con laPicci? Che, la lascio 12 ore al daycare o dalla nanny?
Facciamo money order, compilo il modulo, venerdi’ pomeriggio vado al college e consegno tutto (avrei potuto farlo per email, ma sai com’e’).
C’e’ il solito tipo, Hi, Joaquin. Ma poi che era successo alla tua assicurazione? Spiego. Ah, capisco. Allora noi adesso facciamo copia del tuo pagamento e poi ti puoi registrare da sola. By today? – chiedo titubante. Yeah, by today, dice con sufficienza.
Torniamo a casa, mi collego, inserisco i codici delle classi che avevo scelto.
Sono registrata.
E ora, anche se non mi aveva fatto per niente una buona impressione, compilero’ il modulo per spostare tutti i miei documenti al nuovo college. Oh, sto diventando un’esperta burocrate.

E ovviamente l’assicurazione di cui non si usufruisce manda il rimborso. Burocrazia si’, ma non e’ l’Italia.

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