Datemi un insight!

Nel lavoro terapeutico la persona parla di se’, anche quando racconta cose banali, scegliendo delle parole al posto di altre. Il terapeuta ascolta e segue il filo del racconto, e viene colpito da alcune di queste parole scelte. Non sempre chi ascolta, nemmeno se terapista, ci acchiappa, spesso si va per tentativi. Ma di certo quando riesce a dare la giusta interpretazione ad una situazione, l’espressione della persona che si ha di fronte cambia completamente, ed anche il terapeuta sente un’emozione diversa dentro di se’. Lo sa che ci ha preso e che da li’ si smuovera’ qualcosa. Quel momento … Continua a leggere Datemi un insight!

Lavorare in gruppo always sucks #2

Ieri c’e’ stata questa presentazione di gruppo per il corso di Hospitality. Ci era stata assegnata una compagnia di crociera, arrivate alla fine se siete curiosi, della quale avremmo dovuto preparare un¬†powerpoint prezi (mooooolto piu’ figo di ppt!!). Il mio gruppo era composto dai ritardatari. Nel senso che il giorno che sono stati fatti i gruppi, io e altri 3 siamo arrivati tardi, ed e’ la nostra costante. Io arrivo regolarmente con 5/10 minuti di ritardo, piu’ o meno come E.; un altro ragazzo, S., varca la soglia tra le 9.20 e le 9.30, mentre C. anche alle 9.40. La … Continua a leggere Lavorare in gruppo always sucks #2

Un anno

Un anno fa avevo il mio controllo settimanale. All’ora in cui sto scrivendo. Era la trentanovesima settimana e avevo chiesto a bimba di resistere un poco perche’ era di turno la ginecologa che non ci piaceva molto. Nel pomeriggio un’amica mi invito’ ad uscire. Camminai tanto, avevo bisogno di muovermi e la casa era mezzo metro quadro, non ne potevo piu’. Alle 19 rientrai, cucinai le castagne di cui avevo parlato nel post, e un minestrone per la cena. My sarebbe rientrato tardi e mi avrebbe trovata in preda all’effetto genetico della castagna, come ho gia’ raccontato. Alle 23 eravamo … Continua a leggere Un anno

Capolavori ingegneristici

Che c’e’ questa cosa che mi entusiasmo per le piccole cose. Prendete con le pinze ‘sto post, sono una ex psicologa, mamma, aspirante tourism manager e sto per lanciarmi nell’analisi di un edificio. Parliamo quindi di ingegneria civile, giusto? (maaaamma gia’ sudo freddo) Qui in America quando si costruisce un quartiere, un centro commerciale eccetera, si progetta anche il parcheggio. Lo so che e’ strano per noi italiani per noi romani, abituati a vedere nuovi quartieri dormitorio senza, che so, la strada per poter raggiungere l’arteria principale. O senza i collegamenti ai mezzi pubblici. Vabbe’, dicevamo. In America i parcheggi, … Continua a leggere Capolavori ingegneristici

Aridateme Andrea

Erano tre settimane che rimandavo il parrucchiere. La signora da cui ero stata l’altra volta e’ troppo distante, e le due volte che eravamo da quelle parti c’era sempre bimba affamata/assonnata/sclerata ed e’ impossibile fare venti cose in Kendall tutte in un pomeriggio, bisogna darsi delle priorita’ e il mio taglio non lo era. Ieri, ormai stufa di assomigliare ad uno schnauzer dopo aver provato a regolare la frangia da sola, decido di andare da Supercuts, vicino casa, per prendere appuntamento per stamattina. Entro e ci sono due parrucchiere donne con due clienti donne, e un uomo in attesa. Un … Continua a leggere Aridateme Andrea

Hialeah e megalomanie

Credevo che avrei partecipato ad un tranquillo babyshower. Uno dei pochi inviti che riceviamo all’anno, gia’ era stato funestato dalla febbre di bimba – e d’altronde, il sabato che si pretende? Di uscire? Di fare una passeggiata? Ma no, siamo pecette a turno e stiamo a casa. E invece complici i trenta gradi mi son detta, Ma si’, dura due ore, andiamo e torniamo. Con noi anche la suocera, parente della futura mamma. Sale in macchina, la suocera, e da’ a My l’invito che era nelle sue mani da circa due mesi. Lui fa per prendere l’indirizzo da inserire nel … Continua a leggere Hialeah e megalomanie

La sindrome dell’emigrante

da Nonciclopedia – leggere Nessuno e l’Italia ūüėÄ Ascolto Radio Deejay da qualche settimana, e non riconosco piu’ niente. Non mi piace piu’ niente. Sento cantanti sconosciuti, dai nomi sconosciuti, e mi fanno cacare. Di tutte le canzoni italiane che passano mi e’ piaciuta solo quella di Max Gazze’. Leggo sul giornale di polemiche di un certo cantante¬†italiano, a me ignoto, che sarebbe venuto in America ad insegnare il rap e gli avrebbero detto Tornatene a casa che e’ meglio – e vorrei vede’, come se un Americano viene da noi per insegnarci a far la pizza, gli diremmo Poldo, … Continua a leggere La sindrome dell’emigrante

Ti mangio con gli occhi

Sono una buona lettrice. Imparo con gli occhi, da sempre, e con gli anni questa capacita’ si e’ affinata parecchio. Ora che ho poco tempo a disposizione, e visto che non riesco a rinunciare all’hobby della lettura – anche se purtroppo i romanzi sono ancora fuori dalle mie possibilita’ – tendo a leggere velocemente. In inglese ci sono due parole per definire l’operazione che faccio, e che non conoscevo (non mi risulta nemmeno ci siano in italiano): skimming e scanning. Cioe’ passare rapidamente sul testo con gli occhi per coglierne il senso generale, e andare alla ricerca delle parole chiave, … Continua a leggere Ti mangio con gli occhi

ItalianS #3

Quando sono arrivata qui e ho avuto la mia crisi di abbandono, ci sono stati dei connazionali che mi sono stati davvero tanto vicini e con i quali il rapporto si e’ poi intensificato. Alcuni vivono qui negli Stati Uniti, altri sono in Italia, altri altrove nel mondo e ci sentiamo scriviamo regolarmente. Sono delle bellissime persone che spero di poter conoscere davvero prima o poi, come e’ gia’ successo con Ilaria e con Elena, ma anche se non accadra’ e’ bello conoscersi anche solo virtualmente o telefonicamente. Altri, pur avendo provato ad agganciarli con email o numeri di telefono, … Continua a leggere ItalianS #3

Non mi chiedermi #2

E cosi’, ispirate dal post di Tiasmo, Ale e Simo mi hanno inviato le loro¬†Dieci frasi da non dire mai ad una mamma separata. 1) “Chiusa una porta si apre un portone.” A parte che quel portone me lo sono preso in faccia, e ho ancora i¬†segni della maniglia sulla fronte. Ma che consolazione √®, dato che¬†l’ultima cosa che vorresti in quel momento √® avere di nuovo una storia¬†con qualcuno? 2) “Ma perch√® non esci mai?? Tu che puoi..!” Sottinteso: La sera. Uscire. Uscire?? E con chi, che da quel d√¨ conosco solo coppie¬†sposate? E quando, visto che la sera … Continua a leggere Non mi chiedermi #2