Avendo una Student Visa mi e’ vietato lavorare. Per gli studenti internazionali il mio College ammette solo job in campus (ovviamente retribuito) per un massimo di 20 ore settimanali, praticamente impossibile da ottenere (ci sono dieci miliardi di cubani prima degli international); per gli stranieri al regular college e’ invece previsto l’Optional Practical Training, una sorta di externship che permette di lavorare out of campus previo pagamento di una tassa di circa 400$. Ma fondamentalmente si e’ full time students con divieto di lavorare. Si e’ pero’ residenti temporanei negli Stati Uniti. Il governo chiede quindi agli studenti internazionali di fare richiesta per la propria posizione fiscale: in alternativa al Social Security Number (assegnato solo a chi ha work permit) a noi F-1 Visa si attribuisce l’ITIN, Individual Taxpayer Identification Number.

La scorsa primavera, quindi un anno dopo aver iniziato il College, l’ufficio studenti internazionali mi manda una mail sul seminario per l’assegnazione dell’Itin. Ne so niente, vado a sentire che roba sia. Una impiegata del College cerca di spiegare in quaranta minuti ad una ventina di studenti internazionali come compilare il modulo W-7 e spedirlo all’Irs ad Austin, Texas. Alcuni lavorano, altri no, altri fanno volontariato, e’ un delirio di domande e sta pora asiatica urla cercando di stare nei tempi. Capisco solo che quello che a me interessa di compilare, Ni hao, se vedemo.
Torno a casa, compilo il modulo e faccio quello che mi hanno detto: barro la casellina f as Nonresident alien student. Piego, metto nella busta, spedisco.

Qualche settimana dopo l’Irs mi risponde che non possono far fronte alla mia domanda perche’ non ho allegato il passaporto. Posso mandare l’originale che mi verra’ restituito entro 6 settimane. Seeee, e che perdo il mio passaporto? Faccio fotocopia del passaporto e della Visa e rispedisco.

Giugno. Ariarriva la lettera che non e’ possibile processare la domanda. Nel frattempo mio marito grazie ad un commercialista idiota ha un ritardo nel suo tax refund (vi ricordate si’ che il 2013 e’ stato l’anno dei pasticci burocratici tra cui l’assicurazione e la mia negritudine, vero?) percio’ andiamo in un H&R Block (una agenzia con dei consulenti che ti aiutano a compilare il tax refund). La tipa ci dice che avremmo dovuto mandare copia certificata del passaporto. Tu ce lo puoi fare? Si sono notaio (esattamente come in Italia, guarda). Certifica la mia identita’ sulla copia del passaporto, paghiamo 10$ e dice, Magari e’ meglio che andate di persona all’ufficio. Mio marito era appena stato all’ufficio. Giugno e’ mese fiscale sia per l’America che per l’Italia, e se avete idea di cosa sia l’Agenzia delle Entrate in primavera potete capire. Si era trovato davanti tipo 6 ore di fila quando, ascoltando una conversazione, bluffa dicendo all’agente di guardia che deve parlare con Miguel (nome inventato) e consegnargli un foglio (adavede che ‘amo passato). Noi, sicuri della certificazione e fondamentalmente pigri imbuchiamo tutto all’Irs again.

Ovviamente la lettera torna indietro di nuovo. Stavolta il tono e’ un po’ piu’ perentorio: entro il 16 ottobre devo regolarizzare la mia posizione. Secondo un altro notary public che consultiamo il documento non doveva essere certificato ma ufficializzato da impiegato IRS. Cominciamo a pensarlo anche noi.

Ohmmmmmmmmmm

Tra giorni off di My che non si incastrano col mio College, la congiuntivite di bimba, poi la mia, poi quella del marito, le visite di controllo, il primo giorno libero per andare all’Irs e’ il primo ottobre. Andiamo li’ sotto una pioggia torrenziale sperando di sculare, e invece no: e’ in corso lo shutdown. Quando riaprono gli uffici? Non si sa.

Ohhmmmmmmmmmmmmmmmm

Riaprono il 16, ovvio, il giorno in cui dovrei mandare la mia documentazione.

Nel frattempo che i mesi scorrevano mi ero fatta la mia personalissima idea di quale fosse il problema, e cioe’ quella caxxo di letterina f. Forse avrei dovuto barrare Spouse, casellina e. Il giorno della riapertura degli uffici vado da sola. Zero fila o quasi, aspetto tipo venti minuti. Spiego la mia situazione ad un impiegato il quale conferma la mia ipotesi; nel frattempo pero’ c’e’ ancora da risolvere il problema del marito che Miguel non aveva del tutto risolto – suo malgrado. Devo tornare con My.

Qualche settimana dopo siamo di nuovo li’. Poca fila di nuovo, ci accoglie una impiegata che dopo aver ascoltato mezza frase ci fa cenno di tacere perche’ deve capire dallo storico sul pc. Giuro che ho la sensazione di avere davanti una psicotica. E sugli psicotici – anche se italiani – non mi sono mai sbagliata. La donna ha lunghe unghie che ticchettano sulla tastiera; indossa una parrucca che si gratta sovente spostandola dalla sommita’ della testa; ha grandi labbra che corruccia nel leggere lo schermo mentre dirige una immaginaria orchestra col dito indice. Entrambi, My ed io, siamo convinti che stiamo perdendo tempo. Ma Murphy e’ cosi’, lo sapete.

Scrive scrive scrive scrive. Le chiedo di poter parlare, acconsente. Le dico che secondo me l’errore e’ la casellina, dice di no. Poi chiede se ho mai ricevuto lettere dall’Irs, le do’ il paccozzo, lei si irrigidisce, Dovevi dirmelo prima, E ma non ho potuto parlare. Insomma. Dice di poter risolvere solo mezzo problema di My, e che dobbiamo compilare un altro modulo da portare ad un commercialista perche’ loro li’ certe mediazioni non possono farle.

E cosi’ conosciamo Gas, enorme omone ex giocatore di football che ha aperto uno studio tributario. Gratuitamente – cosa rara per gli Stati Uniti – ci spiega che la parruccona ci ha detto un po’ di cagate, che lui non puo’ risolvere e che per il mio problema dobbiamo tornare all’Irs. E’ costernato ma e’ cosi’.

Aridaje. E’ dicembre ormai. Stavolta ci dice culo – perche’ caxxo, ogni tanto pure a noi e poi lo sfiga2013 e’ ormai agli sgoccioli – e l’impiegata e’ una donna incintissima e raffreddatissima davvero carina. Legge tutto al pc, noi spieghiamo davvero poco ma dal nostro avvilimento capisce il girone infernale il cui siamo finiti. Ma quante volte siete venuti qui finora?

Con oggi cinque
.

Pazzesco. Vi chiedo scusa.

Giuro, ha detto Vi chiedo scusa. Mi viene ancora da piangere se ci penso.

In venti minuti risolve tutto. Sblocca la mezza pratica di My, prende il mio W-7 che ricompiliamo insieme, trascrive il mio passaporto e la mia Visa, fatto.
Dieci giorni dopo ricevo per posta il mio Itin number.
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