Il quartiere dove vivo ora e’ considerato Europeo. Non sono molto esperta ma a quanto si dice a parte Miami Beach, prevalentemente italiana, il Doral, prevalentemente venezuelano, LIberty City, prevalentemente nera, Hialeah, prevalentemente cubana, Coral Gables e’ europea. E non solo perche’ per una buona parte si cammina a piedi, cosa che negli altri quartieri non esiste, ma proprio per la distribuzione delle culture.

Miracle Mile e’ il cuore commerciale di Coral Gables. E’ un mezzo miglio di strada piena di negozi di abiti da sposa e articoli correlati – fioristi, accessori, gioiellerie – e anche parrucchieri, negozi di arte e locali notturni. Di questi il piu’ frequentato negli ultimi mesi e’ Tarpon Bend, che soprattutto il venerdi’ sera e’ incredibilmente stracolmo di persone. Ci sono anche un teatro, Actors’ Playhouse, e una bellissima libreria della catena Barnes and Noble. Ma la parte grossa la fanno i locali di ristorazione.

Essendo zona di uffici, Miracle Mile e’ frequentatissima durante le ore diurne, e soprattutto nella pausa pranzo si riempie di persone. La scelta e’ amplissima, ci sono locali da qualsiasi parte del mondo, Messico, Iran, Thailandia, Asia, Patagonia, Colombia e Peru, ma l’Europa la fa da padrone. Di recente hanno aperto parecchi locali italiani, non solo Cibo, di cui ho scritto, ma anche Roma Eat, Caffe’ Italia, Panzerotti’s, Uvaggio. Un italiano, Tagliatelle, ha chiuso in pochi mesi ed e’ arrivato Lhardy, di impronta mediterranea edit: chiuso pure quello.

Ci sono brasserie francesi ed un negozio che vende solo macarons, Jeannette and co.

Ci sono ristoranti Siriani, Egiziani, Greci, Tunisini, e di tutto il bacino del Mediterraneo. Ci sono un ristorante spagnolo, una birreria tedesca ed una inglese. E camminando poco oltre Miracle Mile lungo Coral Way in direzione est verso Brickell, si trovano due ristoranti portoghesi ed ancora greci, spagnoli, libanese. D’altronde Coral Way e’ la zona in cui si trovano anche una sinagoga di fronte una chiesa cattolica di rito maronita. Quante cose si scoprono ancora a quarant’anni.

Miracle Mile e’ bellissima. Non so quanti italiani che vengono in vacanza qui la considerino meta turistica, ma secondo me vale la pena di passarci, dopo aver visitato Coral Gables. E non per lo shopping, ma proprio per ammirarne l’architettura e l’urbanistica, certo non pari a quelle italiane, ma completamente diversi dal resto di Miami. Da Miami Beach, dove purtroppo la maggior parte degli italiani alloggia, non e’ proprio ben collegata ed e’ anche parecchio distante, ma dal Port of Miami, dove c’e’ il centro commerciale Bayside, parte il Miami Trolley, gratuito, che porta fino a Miracle Mile, dove poi si trova il Coral Gables Trolley, pure gratis.

Il mio consiglio e’ pero’ di girare in macchina, perche’ oltre Miracle Mile inizia un quartiere bellissimo e verde che il piccolo mezzo pubblico non permette di visitare per bene: Coral Gables.

Per questo post dovete ringraziare la mia amica Jessica, la quale durante una festa mi ha presentato al suo capo come blogger, dicendole che scrivo interessantissimi articoli su Miami con recensioni di posti, parchi e ristoranti. Lei scoprira’ da queste righe che mi sono vergognata come una ladra, ma ecco, questo e’ il pubblico ringraziamento per avermi dato la spinta a scrivere ancora della bella citta’ che mi ospita, che conosco davvero ancora troppo poco e che forse grazie a questo stimolo potro’ decidermi a visitare meglio.

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