Siamo andati a visitare villa Vizcaya, forse il piu’ bel museo di Miami. Si tratta di una vera e propria villa italiana costruita tra il 1914 ed il 1922, pochi anni dopo la fondazione di Miami (1896).

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via eye for design FL

Il proprietario, James Deering, ha creato la propria sontuosa abitazione invernale sulla base dell’architettura italiana ed europea del tardo 1800. Affascinato dall’epoca delle conquiste territoriali e della scoperta delle Americhe, ha voluto che la villa sorgesse nella baia di Biscayne e che fosse visibile dal mare aperto, integrandola nella lussureggiante vegetazione tropicale di Miami, e gli ha dato nome Vizcaya ispirato da un mercante spagnolo del 1600, Vizcaino, e dalla provincia (e pronuncia) spagnola di Biskaia – da cui “Biscayne” sembra derivare.

Vizcaya breakwater

Vizcaya breakwater - particular

Il frangiflutti centrale riproduce una caravella spagnola ornata da mitologiche creature Caraibiche, mentre la passeggiata ed i ponti laterali sono ispirati a Venezia.

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Vizcaya and Biscayne bridges

Vizcaya - bay

Vitcaya from the sea

La grandiosita’ delle aspirazioni di Deering erano tali che non solo fece arrivare a Miami marmi, tappeti, quadri e suppellettili dal Vecchio Continente, ma fece si’ che la sua tenuta invernale riproducesse esattamente le ville italiane del secolo precedente, con stanza della musica, quella della lettura, la biblioteca, un salone per il pranzo ed uno per la colazione, innumerevoli stanze per se’ ed i suoi ospiti. Entrare a Vizcaya e’ un vero e proprio salto nel tempo e nello spazio per chi come noi proviene dalla culla dell’arte, sia perche’ e’ un forte contrasto con la cultura pratica ed essenziale americana, sia perche’ la costruzione stride fortemente con quella che era l’architettura italiana negli anni della prima guerra mondiale.

credits: hredshoestravels.com

L’arredamento e’ opulento e barocco non solo nello stile ma proprio nella sua concezione, come la capacita’ dell’acustica delle stanze di esaltare il rumore del mare, o la perfetta simmetria delle scale a chiocciola che collega le due ali della villa. Per chi fosse interessato alla paradossale storia del direttore artistico della villa, Paul Chalfin, la sua storia e’ raccontata qui. Siamo rimasti affascinati dal sistema di comunicazione telefonica tra le varie camere e la cucina centrale, nonche’ dalla sontuosita’ delle sue suppellettili. Inoltre, Deering fece anche in modo di rirpodurre quel tipo di cultura sette-ottocentesca, con passaggi segreti tra le stanze per ospitare le sue concubine.

I giardini sono meravigliosi e meravigliosamente tenuti. Anche questi molto familiari nella loro architettura, progettati da Diego Suarez.

Vizcaya

 

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Le scale sono tante, dentro e fuori. Non e’ un posto per bambini piccoli, a mio parere, e non del tutto accessibile ai portatori di handicap.

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Le residenze della servitu’ erano distanti dalla villa, e tutto il percorso del giardino fino al gazebo e’ arricchito da sculture.

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Ecco il motivo per il quale ho scritto che Vizcaya merita assolutamente una visita da parte di chi viene in vacanza a Miami. Non e’ qualcosa che noi italiani gia’ conosciamo, e’ una somma di culture, un tentativo di integrare l’antico nel contemporaneo, l’Europa nei Caraibi. Considerate un paio di ore abbondanti per la visita completa.

Vizcaya Museums and Gardens, 3251 South Miami Avenue, Miami, FL 33129 (zona Coconut Grove, Fermata metrorail Vizcaya).
Chiuso il martedi’, Thanksgiving e Christmas day.
Ingresso 18$, 11$ per studenti previa presentazione di tessera identificativa, 6$ per bambini tra 6 e 11 anni, gratis sotto i 5 anni.

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