Vite in seconda classe

Lei ha origini italiane, anche se della nostra lingua non ha un grande vocabolario visto che non lo ha parlato se non che per pochi anni. I suoi nonni sono emigrati dal Sud Italia negli anni ’60, la mamma e’ cresciuta in Argentina e dopo la morte dei suoi genitori non avevano piu’ nessuno con cui praticare l’italiano. Lo capisce, pero’. Ed è stata in Italia un paio di volte, perché è attaccatissima alle sue radici. Lei e’ immigrata negli Stati Uniti quando aveva 3 mesi, poi i genitori si sono separati, la mamma e’ tornata in Argentina, il papa’ e’ morto … Continua a leggere Vite in seconda classe

Street food e pranzo al sacco

In Italia sappiamo come organizzarci quando andiamo al mare, o in gita fuori porta: si va dal fornaio e si comprano panini o pizza per un pranzo al sacco. Ma a Miami? Lo street food qui non e’ diffuso come in altre citta’ di America, o comunque non lo e’ nelle zone piu’ frequentate dai turisti. Paradossalmente, i furgoncini che vendono cibo si trovano per lo piu’ in aree di uffici e sono quasi sempre peruviani, o comunque latini. Nel caso in cui siate in visita a Miami e volete avere un pranzo veloce senza spendere molto, avete un paio di possibilita’. … Continua a leggere Street food e pranzo al sacco

Virginia Key Beach and Park

Sono da poco iniziati i Miami Open di tennis ed i prossimi due fine settimana il mio amato Crandon Park, proprio di fronte ai campi, sara’ preso di assalto. Tralascio il fatto che le temperature sono bruscamente calate, siamo a Miami e già oggi tornera’ il caldo che fino alla scorsa domenica era davvero inusuale per il periodo. L’ingresso di Virginia Key e’ di fronte al Seaquarium, al semaforo sulla sinistra. Come gli altri parchi protetti si paga un ingresso di 8$, ben spesi per la qualita’ del servizio – anche se purtroppo qui l’educazione civica non e’ proprio il massimo. La spiaggia principale … Continua a leggere Virginia Key Beach and Park

ero Lucy cambia

La scorsa estate, ben prima di iniziare a lavorare, avevo avuto una folgorazione sul destino di ero Lucy rendendomi banalmente conto che era tutto gia’ scritto nel nome che avevo scelto nell’aprile 2011 in previsione di un futuro trasferimento. Non sapevo ancora che solo otto mesi dopo avrei lasciato l’italia, sapevo però che non avrei più fatto la psicologa, e avevo scelto l’incertezza nel sottotitolo. Sono arrivata qui, ho iniziato a studiare inglese, sono rimasta incinta, sono diventata mamma in un paese straniero, lontana da amici e famiglia. Sono passata poi ad Hospitality Management, ho raccontato della bimba che cresceva, di … Continua a leggere ero Lucy cambia