Kindergarten a Miami: primo quadrimestre

Domani ricominciano le scuole e da 4 mesi ho voglia di raccontare l’ingresso di Picci nel sistema scolastico americano. Nel momento in cui sto per cliccare su “pubblica” lei sta avendo una mezza crisi di pianto perche’ non vuole tornare a scuola. Sta frequentando l’anno di mezzo del Kindergarten, giusto limbo tra l’asilo, qui chiamato daycare/preschool, e la elementary school.

È un giusto limbo perché permette ai bambini che non hanno frequentato l’asilo di accedere all’obbligo scolastico mettendosi in paro con tutti quelli che per n anni – la mia praticamente dalla nascita – hanno avuto a che fare con maestre, compagni, regole, cibo condiviso, orari, compiti. Perché qui molte scuole danno i compiti già all’asilo (una pagina da colorare magari, ma pur sempre un compito da consegnare al venerdì). Il limbo del kindergarten è estremamente utile anche ai genitori, anche a quelli che, come la sottoscritta, sono sempre stati sul pezzo ma all’inizio del kindergarten si sono ritrovati un po’ persi.

la prima settimana di scuola

Dopo aver scelto la scuola e atteso l’open day, durante il quale si inizia a familiarizzare con la nuova struttura, le aule, il personale e i futuri compagni, si riceve un plico con le regole della scuola. In pratica si viene immediatamente a conoscenza di cosa si puo’ e cosa non si puo’ fare, abbigliamento compreso. Parlando con amiche ho capito che piu’ o meno in tutte le scuole ci sono le stesse regole. Qui non si portano grembiuli ma uniformi, e al di la’ del colore e del logo ad esempio viene chiesto che la misura non sia troppo grande o troppo stretta, che non si rigirino i pantaloni sulla pancia se troppo lunghi, che non ci siano buchi o che i pantaloncini siano troppo corti. Le gonnelline devono avere gli shorts sotto, un modello che si chiama scooter e che credetemi e’ super comodo (esiste anche da donna).

Halloween: laPicci aveva i capelli blu

I capelli dei maschietti non devono essere lunghi, se a spazzola non devono essere piu’ alti di un tot, le femmine non possono indossare orecchini vistosi ne’ altra bigiotteria – salvo che al primo giorno di scuola ho visto una bambina delle medie con degli enormi orecchini pendenti con le frange.

Le regole sono tante ma e’ come quando educhi i tuoi figli, metti i paletti e loro sanno come muoversi all’interno. Proveranno ad infrangerle, a volte va bene, a volte no – e arrivano le notifiche dalle maestre: violazioni per uniforme non adeguata, colloqui con i genitori, colloqui con la preside.

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Il sistema scolastico pero’ si basa sul rinforzo positivo. Ad esempio in classe di mia figlia la maestra ha creato una tabella con i colori, e ogni giorno ai bambini viene attribuito un colore a seconda di come si comportano. Solo il sesto colore ha come conseguenza il colloquio con i genitori e deve essere qualcosa di davvero importante (noi siamo a due), gli altri sono solo un feedback per i bambini che imparano a rendersi conto delle conseguenze delle loro azioni. Inoltre ci sono i premi, all’inizio dell’anno magari caramelle, poi lo studente del mese, con attestato. Lo stesso principio e’ alla base degli attestati per honor roll (voti alti), Principal’s honor roll (tutte A, e’ la lista del preside), perfect attendance (mai un’assenza).

I genitori vengono informati all’inizio dell’anno che i bambini potranno fare un massimo di 10 giorni di assenza da scuola, ma nei fatti dopo 5 giorni si e’ messi un po’ sulla lista nera. Gli americani che amano tanto le statistiche sanno ad esempio che c’e’ una relazione diretta tra il successo scolastico e la frequenza scolastica. Dopo 10 giorni di assenze ai genitori puo’ essere revocata la patente, nei casi piu’ estremi si e’ segnalati ai servizi sociali. Certamente parliamo di assenze ingiustificate, tipo le vacanze fuori dai periodi prestabiliti (winter e spring break).

Pumpkin decoration contest

Ma niente di tutto questo mi ha colpito come invece il fatto che i bambini crescano velocemente una volta immersi in questo sistema scolastico.

Al primo giorno di scuola noi genitori siamo entrati con i bambini, portato il materiale scolastico che verra’ messo a disposizione della classe, e aspettato che i bambini si ambientassero un pochino. Stessa cosa al secondo giorno. Al terzo giorno siamo stati messi fuori la porta e i bambini entrano da soli: noi genitori facciamo la fila con la macchina fuori il cancello, dove il personale scolastico e altri bambini volontari (in eta’ di scuola elementare) aiutano ad aprire gli sportelli e a far scendere i bambini con gli zaini e le borse pranzo. La sua classe, tra parentesi, pranza alle 10.30 del mattino (il prossimo anno torneremo ad orari normali). Ci sono bambini che mangiano alla cafeteria, come si vede nei film, girano con il vassoio, prendono da mangiare e pagano alla cassa con una card prepagata dai genitori. Questa come pre-care, after-care e attivita’ sportive si pagano online (145$ al mese per noi per l’after care, 70$ per dance per 4 mesi). La cafeteria l’abbiamo cassata dopo aver visto il menu a base di pizza e chicken nuggets.

Ecco, quel giorno li’ ho visto mia figlia, emozionatissima, scendere dalla macchina senza nemmeno salutarmi. Due giorni dopo era gia’ padrona della situazione riconoscendo persone, luoghi e situazioni. L’ingresso a scuola e’ alle 8.30, ma gia’ dalle 8 posso lasciarla nel cortile dove si riuniscono insieme tutti i bambini e passano qualche minuto insieme socializzando e giocando. Per chi ne avesse bisogno, dietro pagamento di una retta mensile si puo’ usufruire del pre-care e lasciare i bambini a scuola gia’ dalle 7.30. Noi abbiamo scelto invece l’after-care, fino alle 6 del pomeriggio, dove fanno i compiti, giocano, guardano film o fanno sport.

I bambini che non hanno il doposcuola escono alle 2 e aspettano i genitori insieme alla maestra al cancello interno: il genitore passa con la macchina, la maestra legge sul cruscotto il nome del bambino (e dopo un po’ riconosce il genitore) e lo lascia salire in macchina. Solo le persone registrate presso la direzione possono prendere i bambini. Mi e’ capitato di andare a prendere laPicci prima delle 5, orario in cui di solito la recupero, e chi fosse alla reception mi ha chiesto il documento se non mi riconosceva. Per noi dell’after care c’e’ un sistema elettronico, quando arrivo scannerizzo il codice a barre della patente e firmo per il recupero. Ai due colloqui con la maestra ho ugualmente scannerizzato il documento e mi hanno rilasciato un badge adesivo come quelli che qui si usano in ospedale. Non entra nessuno che non sia autorizzato e registrato.

Thanksgiving

LaPicci aveva iniziato a leggere gia’ durante la playschool, durante questi 4 mesi e’ diventata completamente autonoma, e ha appena compiuto 6 anni. E’ iscritta a hip hop e a cheerleading, che fanno al pomeriggio alla scuola due volte a settimana. Ci sono anche tennis, baseball, basket, calcio, danza e karate. Al lunedi’ le assegnano i compiti per la settimana, da consegnare al venerdi’: sono 4-5 pagine di inglese (spelling, lettura, frasi) e altrettante di matematica, i cui esercizi si trovano su un libro con le pagine perforate che bisogna strappare e consegnare. In questo modo non si porta un pesante libro avanti e indietro. L’unico peso che mia figlia ha nello zaino e’ un’agenda scolastica che le hanno fatto comprare, piuttosto inutile, ma tant’e’.

Ogni mese le sono stati consegnati i voti, che non arrivano dalla scuola ma dal Miami Dade County. Si tratta infatti di un documento ufficiale, di cui la Contea manterra’ traccia insieme ad assenze, ritardi, riconoscimenti, provvedimenti disciplinari fino alla fine delle scuole superiori. In molti casi questi documenti sono un buon lasciapassare per l’ingresso al College.

Spanish Heritage: Mexican Culture
Non male aver indossato gli stessi colori della bandiera italiana

Mia figlia, un carattere molto socievole, in questi 4 mesi ha fatto amicizia con moltissimi bambini. Io ero tutto il contrario da piccola, lei esce da scuola e la sento gridare Hi Bianca! Hi Geraldine! Hi Luiza! Hi Jason!, indifferentemente che si tratti di bambini di 5 anni o 13 (la sua e’ infatti una scuola K-8), poi corre e li abbraccia, e perfino le grandi ricambiano con calore. Ma le sue amichette del cuore, quelle di cui parla sempresempresempresempre sono 3. Nei mesi passati abbiamo sperimentato i timori di non poter essere parte di un gruppo, mi e’ tornata a casa con nuove parolacce e anche con cibo non richiesto (trash food gentilmente regalato, a pacchi, dalla mamma di una delle amichette).

L’altro giorno invece ha detto di avere a crush per un tale Sebastian – ma non ha speranze, il suo boyfriend e’ sempre li’ nel suo cuore.

La maestra e’ simpatica ma non amichevole, un netto cambiamento rispetto alla preschool. Comunica con noi genitori attraverso una app in cui ci manda anche le foto che vedete in questo post, ma non sempre risponde alle domande che, immagino, ritiene poco opportune, in perfetto stile americano.

ultimo giorno di scuola

LaPicci e’ una bambina responsabile e assennata. Sa che bisogna fare i compiti, non ha mai fatto una storia – niente di trascendentale insomma. Fa fatica a svegliarsi al mattino ma poi e’ contenta di andare a scuola, non si e’ mai lamentata. Stasera ha iniziato a dire di non voler andare a dormire presto, e di non voler andare a scuola domani mattina. E’ noioso, non voglio andare a scuola! Voglio tornare alla scuola dei piccoli!, mi ha detto. La verita’ e’ che queste vacanze natalizie sono state un vero e proprio toccasana per noi, che entrambe eravamo arrivate al 21 dicembre davvero provate, esauste. Non abbiamo fatto nulla di particolare, abbiamo letto libri, frequentato parchi giochi, guardato film insieme, fatto lo slime e colorato. Stasera mi ha detto I want to stay with you mamy, ed e’ vero, credo che sia stata la prima volta che siamo riuscite a prenderci tanto tempo per noi senza avere impegni. Le vere vacanze, che ci hanno rigenerate. Senza contare che ha un po’ di ansia anche lei, che tra pochi giorni ci separiamo per la prima volta, per una settimana.

E lei in quei primi 4 mesi, dal 20 agosto al 21 dicembre, ha consumato 2 paia di scarpe della uniforme, due paia di scarpe da ginnastica, ha fatto un buco enorme nello zaino, ha cambiato una taglia di vestiti, ha voluto i buchi alle orecchie, ha perso due water bottles, una giacca dell’uniforme, gli incisivi superiori e due inferiori laterali. Ha iniziato l’anno arrivando a scuola in ampio anticipo tra le 7.50 e le 8 e l’ha finito arrivando tra le 8.28 e le 8.29.

Buona ripresa dell’anno a tutti!

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8 pensieri su “Kindergarten a Miami: primo quadrimestre

  1. Che emozione questa Picci ormai grande! È una scuola pubblica o privata? C’è stata una selezione all’ingresso oppure è aperta a tutti? E voi, come siete arrivati a sceglierla?

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    1. Ciao Isa! Allora, il primo criterio è la zona. La scuola pubblica è assegnata in base all’indirizzo di residenza, ma si può chiedere (almeno a Miami, dove le distanze sono impprtanti) un nulla osta presso la scuola più vicina al proprio lavoro per motivi pratici. La nostra è una scuola charter, privata ma finanziata pubblicamente. Abbiamo fatto richiesta per entrare e siamo state accettate subito. È una scuola con rating alti, una delle migliori della zona.

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  2. Che grande la Picci ♥️
    E che belle queste vacanze rigeneranti!
    Sai che l’argomento scuola mi sta molto a cuore, quindi ti faccio due domande:
    1) le assenze per motivi di salute fanno parte del calcolo dei 10 giorni?
    2) perché i maschi non possono portare i capelli lunghi?
    Un abbraccio grande!

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