Quando ci si trasferisce dall’altra parte del mondo, in un paese dal clima piuttosto monotono come la Florida Miami, ci sono delle cose che e’ totalmente inutile portare con se’ e altre che invece risulteranno indispensabili perche’ introvabili.

Miami e’ una citta’ calda tutto l’anno e raramente le temperature scendono sotto i 18 gradi. I pochi giorni che scendiamo nei fifties, inteso come gradi Fahrenheit, qui si vedono stivali e giacche imbottite, ma puoi star certo che qualcuno continuera’ imperterrito ad esibire gambe e piedi nudi anche con 12 gradi centigradi.

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Cos’e’ quindi che davvero non servira’ piu’ quando ci si trasferisce definitivamente a Miami?

Roba invernale

L’abbigliamento invernale puo’ essere tranquillamente dimenticato, fatta eccezione pero’ per un paio di articoli in lana: qui tantissime case sono senza riscaldamento e se lavorate e’ molto probabile che nonostante la discesa delle temperature l’aria condizionata continui a soffiare sul vostro collo. La lana e’ un articolo introvabile a Miami, e quindi vedrete gente bardata con 18 strati uno sopra all’altro battere i denti perche’ tutto e’ rigorosamente di cotone.

Lo stendino

Sono stata ben quattro giorni senza asciugatrice e sono giunta alla conclusione che sebbene qui siamo in clima assolato e umido, stendere all’aperto lascia le cose cartonate. Ci si ritrova quindi davanti al dubbio amletico se continuare ad inquinare ed esaurire le risorse della terra utilizzando l’asciugatrice oppure farlo ugualmente perche’ si e’ costretti a perdere un paio d’ore del proprio risicatissimo tempo a stirare. Ci ho pensato un secondo e mezzo e no, lo stendino di emergenza che ho comprato all’ikea per 15 dollari finisce nel dimenticatoio.

Ah, a proposito della foto in anteprima: le mollette per i panni sono introvabili o costano un occhio della testa perche’ qui sono usate solo per i crafts. Fortuna che siamo sotto Thanksgiving e si trovano da Target quelle belline in legno tutte decorate, 3 per 1$.

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idea regalo via Wookmark

La rabbia

Sembra una provocazione ma no, giuro. Lasciate la rabbia in Italia, qui non c’e’ bisogno di andare in giro col coltello tra i denti e non avrete sempre torto a priori. Anzi.

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Pentole e padelle

Pentole e padelle fanno parte delle cose da non lasciare indietro. Se abbiamo gia’ discusso di quanto sia inutile portare con se’ le lenzuola visto che le dimensioni dei letti (di tutti i letti!) sono differenti, pentole e padelle sono invece quelle cose che in Italia trovi buone e a poco prezzo pure al mercato sotto casa e qua invece vai da Ross e paghi 40$ una presunta antiaderente che pero’ e’ firmata dal supermegachef che tu ignori ma sembra tanto autorevole con la sua bella giacca bianca, poi la metti sul fuoco, ti si appiccica tutto e capisci perche’ qui nessuno cucina e tutto e’ solo un bellissimo display.

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Liquerizie dure

Come ogni italiano all’estero che si rispetti, sono diventata estremamente patetica per quello che riguarda la ricerca del cibo saporito. E come ogni italiano all’estero che si rispetti ho la mia lista di cose introvabili che ogni volta mi illudo di trovare e invece no, non e’ proprio uguale a come la ricordo. Che poi e’ proprio il ricordo che ti frega, mi ricordo mio padre che rompeva le pa- con tutto quello che da bambino mangiava a Napoli e che invece a Roma non c’era, ma ecco il problema non era Roma, era che gli mancava Napoli, e allora ok avete capito cosa sto dicendo ma se a Miami si trova praticamente tutto io non sono ancora riuscita a trovare i pesciolini di liquerizia dura, quelli che compri da Castroni e ne mangi uno ogni dodici ore perche’ avoja a mastica’ ma sono buonissimi, fortuna che tra due mesi torno a Roma.

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via Il Caramellaio

Che a proposito, lo sapete che una mia collega ha osato chiedermi “Ma come mai in Italia avete il pane cosi’ duro?” Non ha detto croccante, ha detto proprio duro. Bella mia, sei te che nun sai che te magni.

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D’altra parte posso assicurarvi che i vostri standard qualitativi dopo 5 anni si abbasseranno tantissimo.

Pensare europeo

Ok, sono qui con la mia attitudine da maestrina a sottolineare che no, continuare a pensare in grammi, cercare monumenti, ragionare in gradi centigradi e imprecare sui costi della sanita’ non vi aiutera’ a muovere un singolo passo verso l’integrazione in questo paese. Provate a fare uno sforzo, impostate le temperature sul vostro cellulare in Fahrenheit, provate a pensare come gli americani. Nessuno vi fara’ il lavaggio del cervello ma riuscirete a vedere le cose da una prospettiva molto piu’ ampia. Che poi vedi, nel post Grammocentrismo mi chiedevo come facessero con le once. Ora ho scoperto che molti di loro non hanno idea di quante once ci siano in un gallone, ma dosare con le cups e’ facilissimo. E’ un popolo di gente pratica, mentre noi siamo decisamente piu’ abili a ragionare trasversalmente.

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L’ironia

Consapevole che anche questo post verra’ criticato da chi ne dedurra’ che io non ami gli Stati Uniti e da quelli che avranno pensato che io detesti l’Italia, vi auguro di non perdere mai il sorriso. Negli Stati Uniti viene apprezzato tantissimo.

PIP (Post in Progress)

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