Little Havana, meglio conosciuta qui come La Pequena Habana, e’ un quartiere di Miami cosi’ chiamato dai Cubani che tra il 1950 ed il ’70 sono scappati da Cuba per sfuggire alla dittatura di Fidel Castro.

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Il loro arrivo cambio’ radicalmente la cultura di Miami, fino ad allora una qualsiasi citta’ agricola degli Stati del Sud, dandole una identita’ ed un fascino totalmente diversi da quelli del resto degli Stati Uniti. Ma ha portato con se’ anche un forte radicalismo politico verso Cuba. Chi visita la pequena Habana deve essere consapevole che trovera’ l’allegro folclore cubano ma anche idee politiche decisamente piu’ radicali.

via Viator

Se la SW 8th street attraversa completamente la citta’, da est a ovest, ed ospita negozi latini e alberghi ad ore, la zona della Calle Ocho che ci interessa e’ quella che inizia dalla 27th Ave e prosegue per pochi blocchi verso Brickell ed il Downtown.

Sulla strada si trovano in fila caffetterie con la finestra che da’ sull’esterno dove ordinerete il buonissimo caffe’ cubano. Troverete saloni di bellezza e parrucchieri, negozi di fiori, souvenir e articoli che richiamano la Santeria, una religione afro cubana. Incontrerete forni dove vendono il buon pane cubano ed i pastelitos di guava. E tutto intorno un incessante sottofondo di salsa, accompagnato dal canto dei galli ospiti nei giardini nelle strade delle case circostanti.

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I cubani vivono moltissimo in strada, li vedrete perennemente giocare a domino (al Domino park!), e urlano, esattamente come noi italiani. Abbiamo molte cose in comune.

via Freelance Wonderer

Questo sopra e’ il murales che celebra Celia Cruz, Tito Puente, Olga Guillot, e gli eroi come Abraham Lincoln e Jose Marti. L’anima della Calle Ocho e’ ben rappresentata dalla sfilata che ogni gennaio i bambini fanno in uniforme come tributo alla nascita di Jose Marti, e i residenti toccano e offrono fiori alla statua della Vergine Maria.

Il Cuban Memorial, il memoriale cubano composto da 7 monumenti, celebra insieme il dolore dell’esilio e l’uccisione dei cubani alla Baia dei Porci del 1961. “La patria e’ agonia e dovere“.

via Flickr

Il ristorante-pasticceria Versailles e’ il luogo storico dove gli esuli si ritrovavano per urlare la loro contrarieta’ alla dittatura di Castro, ed e’ tuttora il luogo-simbolo dove i candidati presidenziali, per ultimo Trump, vengono a fare campagna elettorale e conquistarne il voto. A breve distanza il Tower Theater, uno dei piu’ antichi di Miami, aperto nel 1926 e in stile deco, con di fronte la piccola hall of fame cubana. Se mai vi capitera’, andate a vedere il musical I love Lucy: non ha sicuramente piu’ il fascino della serie degli anni ’50, ma parla di come la cultura cubana ha fortemente influenzato quella americana.

via SFGate/Getty Images

Non mancano ovviamente i negozi di articoli cubani. Sigari fatti a mano, guayaberas (le camicie), cappelli, il gelato Abuela Maria (nonna Maria) fatto di cream cheese, pezzetti di guava, gallette Maria e vaniglia. Moltissimi cubani non vivono piu’ in questa zona ma ne mantengono alta la tradizione ad uso turistico. Ma non troverete il Che, ne’ Fidel.

via James and Karla Murray Photographers

Bambole, tazzine per il caffe’, magliette, portachiavi e tanti tanti altri articoli di souvenir si trovano al Little Havana Visitors Center, che si divide la piazza con il concorrente Little Havana To Go. Romero Britto non e’ cubano ma e’ presentissimo.

via SFgate/Getty Images

La Calle Ocho mantiene alta la tradizione storico-culturale anche con i Viernes Culturales, ogni ultimo venerdi’ del mese: il Latin Quarter Cultural Center e’ una organizzazione non profit che organizza concerti, esibizioni d’arte e conferenze a tema.

Alla sera potrete cenare al Rey de Las Fritas o a La Carreta, e poi a ballare salsa a Ball and Chain, con un ottimo mojito.

via msnbc.com

Se volete leggere articoli in inglese su la Calle Ocho e la cultura cubana:

Se invece siete curiosi di sapere come si vive in una citta’ di frontiera, cosi’ duplice e latina, leggete il mio Shock Culturale.

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