E niente, la faccio breve. Per una settimana siamo andati in cerca di un nuovo asilo, resosi necessario soprattutto dal fatto che laPicci sembra pronta per il potty training ma le maestre del vecchio asilo, con le quali avevo parlato due settimane fa prima delle nostre vacanze, avevano smorzato il nostro entusiasmo dicendoci che prima dei due anni non avrebbero seguito la bimba nell’autonomia. La direttrice era in vacanza, noi eravamo gia’ seccati da altre piccole cose, Via, cerchiamo un nuovo asilo.

Dopo lunghi scazzi e sbattimenti di capoccia al muro perche’ i soldi quelli sono e purtroppo non li fabbrichiamo, decidiamo per un asilo nei dintorni metodo Reggio Emilia. La struttura non mi convince del tutto, e’ buia, ha il soffitto altissimo e le classi sono senza pareti ma delimitate da una bassa muratura. Rimbomba tutto, c’e’ una enorme confusione. Mi dico proviamo. La direttrice ci mostra la struttura ed in giardino (un po’ abbandonato a se’) indica il gruppo dei bimbi cui laPicci avrebbe fatto parte, gruppo 2-3 anni. La cosa che mi convince meno e’ che la scuola, col relativo giardino, affaccia su una strada di collegamento tra due vie, e non c’e’ altra recinzione esterna. Insomma, storco il naso ma pecunia non olet e allora.
Ieri, Labor Day e negozi aperti, abbiamo comprato l’uniforme, un pantalone ed una gonna, mentre le magliettine le avremmo acquistate li.
Stamattina arriviamo al nuovo asilo eccitati e pieni di speranza.

Ci portano in un gruppo di bimbi. Piccoli. Troppo. La maestra si relaziona a loro in modo appropriato per la loro eta’ ma non per quella di bimba, che gia’ e’ smarrita e spaventata, con questi neonati accanto ancora di piu’. Due bimbi sono quasi come lei: una ci guarda coi suoi occhioni blu senza dire ba, l’altro sbavoso piange senza sosta, e’ il primo giorno anche per lui. Sono tutti vestiti come gli pare e non con l’uniforme come ci avevano detto. Al momento c’e’ lezione con una maestra di musica dal temperamento nervoso. A pelle non mi piace.

Chiedo alla maestra, in spagnolo, Ma questo sara’ il gruppo di bimba? Dice di si. Arriva una seconda maestra, si presenta, in inglese dice che sara’ la maestra di bimba insieme a sbavoso e occhi blu. Tre bimbi piccoli? Giovedi’ scorso erano nove e coetanei??

Passa la direttrice e chiedo anche a lei, Ma non doveva essere nel gruppo con gli altri bambini? Lei mi dice che stara’ con questi qui fino al compimento dei due anni. Mancano tre mesi. Resto spiazzata.
Decido di parlare con My che intanto sta compilando moduli.

Gli esprimo le mie perplessita’ e lui mi dice che la direttrice e’ appena andata via. Allora mi rivolgo alla assistente e dico, Scusate ma giovedi ci avete detto altro. Lei si mostra ragionevole e ci chiede di provare a mettere bimba, che nel frattempo piange disperata pensando che l’abbia lasciata li’ coi mocciosi, con i grandi. La maestra di musica ora e’ con loro, bimba piange, tutti si fermano ad ascoltare le urla di Picci, spiego alla maestra la situazione, chiedo scusa e usciamo.

Dico a mio marito e all’assistente che sono molto perplessa, che avevo messo in conto i pianti e l’ansia da abbandono ma non lo stare con i neonati. LaPicci e’ abituata a giocare e correre con pari eta’, non a rotolare sul tappeto. Lei ribadisce che il gruppo di bimba e’ un altro, le dico che stare con due bambini e’ ben diverso che avere nove compagni come ci era stato detto.
Insomma, ce ne andiamo.

E torniamo al vecchio asilo. Dove, si, le maestre parlano solo spagnolo, sono a volte un po’ spicce e distratte, ma laPicci si trova bene.

E in quel mentre entra la direttrice, le diciamo al volo del potty training, lei dice no problem, aiuteranno bimba. Speriamo.

Ora non sono piu’ tanto convinta di voler cambiare, con My abbiamo deciso di prenderci ancora del tempo per pensarci. E magari la soluzione arrivera’ da se’. Pero’ che stress ragazzi.

Annunci