Ma a che ci servirà poi tutta questa consapevolezza? (cit.)

Sono figlia di quella generazione che si vanta di aver cambiato il mondo, anche se i miei genitori non hanno fatto il ’68, ma nel 1968 avevano 28 e 25 anni. Io sarei nata 6 anni dopo e ho sempre odiato la retorica del ’68. Sono nata due anni dopo l’introduzione al diritto di aborto e del divorzio, conquiste a cui sono grata, cinque anni prima il rapimento di Aldo Moro e degli anni di piombo. Mio padre era nato mentre iniziava la II Guerra Mondiale, mia madre nel mezzo, quando i russi invasero la Lapponia. Il mio prozio è … Continua a leggere Ma a che ci servirà poi tutta questa consapevolezza? (cit.)

Comunicazione reale vs. virtuale

Mi viene alla scrivania ‘sto vintino, uno che passa a salutarci ogni giorno e che ha deciso che mi chiamo Tisieeeen, rendendo il mio nome indiano come la sua provenienza. Ha i capelli lunghi e quotidianamente mi dice che gli piace come mi sono pettinata ma che se ci prova lui non gli riesce. Eh ma tu sei riccio, gli dico. È vero, riconosce. Poi dice Tu ti fai mai i ricci? Gli spiego di aver provato ma che reggono forse 1 ora, ho i capelli fini. (Thin, in inglese). Thick, dice. Non chiede, afferma. No, thin, dico. Ne ho … Continua a leggere Comunicazione reale vs. virtuale

ero Lucy cambia

La scorsa estate, ben prima di iniziare a lavorare, avevo avuto una folgorazione sul destino di ero Lucy rendendomi banalmente conto che era tutto gia’ scritto nel nome che avevo scelto nell’aprile 2011 in previsione di un futuro trasferimento. Non sapevo ancora che solo otto mesi dopo avrei lasciato l’italia, sapevo però che non avrei più fatto la psicologa, e avevo scelto l’incertezza nel sottotitolo. Sono arrivata qui, ho iniziato a studiare inglese, sono rimasta incinta, sono diventata mamma in un paese straniero, lontana da amici e famiglia. Sono passata poi ad Hospitality Management, ho raccontato della bimba che cresceva, di … Continua a leggere ero Lucy cambia

Il dilemma del prigioniero

Il dilemma del prigioniero e’ un fenomeno noto in psicologia sociale come un problema con due tipi di soluzioni, una delle quali danneggia se stessi e l’altra danneggia la collettivita’: Sospettati di un crimine violento, due criminali sono messi in celle separate senza che abbiano avuto il tempo per accordarsi. Vengono loro offerte due possibili strategie di comportamento: fare la spia, ovvero tradire il proprio complice; oppure scegliere di tacere. Sulla base di quanto promesso dal giudice che li interroga , i due carcerati si trovano di fronte ad esiti diversi sulla base delle differenti combinazioni di strategie che adotteranno: … Continua a leggere Il dilemma del prigioniero

Piccolo compendio di psicologia #7: La consulenza psicologica

Tante, tantissime persone mi scrivono (ora, prima me lo dicevano di persona) che stanno pensando di andare a parlare con uno psicologo. Il 95% di queste non lo farà mai, forse anche per timore di quello che non sanno, e quindi per loro vorrei provare a raccontare cosa succede in una consulenza psicologica. Il primo contatto con uno psicologo è di solito telefonico, e già questo crea uno scoglio. Di solito si ha avuto il numero da qualcun altro e si chiama un individuo sconosciuto per dirgli che c’è qualcosa che non va. Difficile, no? Diverso è il caso in … Continua a leggere Piccolo compendio di psicologia #7: La consulenza psicologica

Allargare i confini

Lavoravo in una scuola che aveva tre plessi, una centrale e due succursali, la più lontana delle quali era in aperta campagna al confine del Comune di Roma. Nella zona risiedono molte famiglie che hanno una scolarità bassa e qualcuna che invece ha scelto di fuggire dalla Capitale per vivere completamente immersi nel verde. La scuola pubblica della zona ha una unica sezione. I bambini iniziano a 3 anni in una classe e con le stesse persone arrivano ai 14. Undici anni con le stesse facce, gli stessi scambi relazionali, gli stessi pensieri condivisi, con poca possibilità di allargare le … Continua a leggere Allargare i confini

Fuori di me

Che poi uno magari pensa Ah sarai psicologa ma che ne sai davvero di certe cose. Al di la’ del fatto che uno per essere un buon pediatra non e’ che deve per forza aver avuto la varicella, vorrei raccontarvi cosa e’ successo a me otto anni fa. Perche’ la vita capita pure a psicologi e medici, e pure a quelli bravi. Il contesto e’ quello che ho raccontato qui. Per chi non ha voglia di leggere, quattro anni senza riuscire ad avere figli, quando siamo ad un passo dalla fecondazione assistita, alla fine di luglio 2007, lui mi lascia per un’altra. La sera in … Continua a leggere Fuori di me