Ma a che ci servirà poi tutta questa consapevolezza? (cit.)

Sono figlia di quella generazione che si vanta di aver cambiato il mondo, anche se i miei genitori non hanno fatto il ’68, ma nel 1968 avevano 28 e 25 anni. Io sarei nata 6 anni dopo e ho sempre odiato la retorica del ’68.

Sono nata due anni dopo l’introduzione al diritto di aborto e del divorzio, conquiste a cui sono grata, cinque anni prima il rapimento di Aldo Moro e degli anni di piombo. Mio padre era nato mentre iniziava la II Guerra Mondiale, mia madre nel mezzo, quando i russi invasero la Lapponia. Il mio prozio è stato reduce della Campagna di Russia, avevo 18 anni quando hanno ucciso Falcone e Borsellino.

Tra le mie amiche c’è quella la cui nonna ha divorziato quando ancora non era legale e ha cresciuto le figlie da sola, quella i cui genitori erano al secondo matrimonio, quella la cui madre erano straniera come la mia ma aveva la pelle scura, e quella che è stata adottata. Niente di speciale oggi, ma negli anni ’70 erano guardate con un misto di compatimento e stupore.

A Roma.

Ho visto la fine della Prima Repubblica e l’inizio e la fine della Seconda. Ho assistito alla proclamazione di vari leader che avrebbero dovuto salvare la Patria e che sono stati velocemente rinnegati. No, qualcuno in effetti ci ha messo una ventina d’anni. Perché ora dovrei credere alle stesse parole che ho già ascoltato tante volte?

Ho studiato per tutta la mia vita, ho smesso solo un anno fa, e probabilmente riprenderò. Sono una persona informata e intelligente, sono intuitiva e so interpretare correttamente uno scritto, so riconoscere immediatamente una bufala. La mia intelligenza emotiva è altrettanto alta, ero una psicoterapeuta. Ho fiducia nella scienza più che nella fede, purtroppo, e nella scienza trovo sempre le risposte che cerco.

Ho viaggiato. Un po’. Sono una persona positiva e che non indugia su se stessa. Per parafrasare un post della Tesio, io ero la sua amica che al mare si buttava in acqua senza prima sentire se era fredda. Quando ho divorziato avevo 36 anni, non avevo più un lavoro e mio padre e mia zia erano morti da sei mesi, e nonostante la persona che avevo accanto non abbia avuto alcun riguardo per me ho deciso di buttarmi: ho deciso di ricominciare da me con 10000 euro e un mutuo che ho ottenuto grazie a mia madre. I soldi sono finiti quasi subito ma nel frattempo mi ero rimboccata le maniche: avevo una partita Iva e poi è arrivato pure un fidanzato. Lui è andato via dall’Italia 8 mesi dopo che ci siamo conosciuti, io l’ho seguito 3 anni e mezzo dopo. D’altronde a 40 anni si ha sufficiente esperienza da poter bruciare alcune tappe.

Ho avuto il mio primo computer a 26 anni ed il mio primo cellulare a 28, ma conosco abbastanza la musica classica, parlo inglese e spagnolo e so leggere in francese e portoghese. Sono stata una bambina timida che parlava poco e osservava il mondo intorno a sé, per poi diventare una ragazza socievole e divertita, e oggi sono una donna che ama stare in mezzo alla gente ma spesso un passo indietro, sicuramente a causa della professione che ho svolto per più di dieci anni: non mi lascio coinvolgere facilmente, cosa che non piace molto alla gente, e cerco sempre di guardare l’altra faccia della medaglia. Questo piace ancora meno.

Di solito vedo le cose con troppo anticipo e non vengo creduta.

Sono passata attraverso il tunnel dell’infertilità e poi in quello dell’infedeltà, entrambi mio malgrado. Sono diventata madre a 40 anni, poco dopo aver scoperto l’amore ed il rispetto.

Se mi dite qualcosa, molto probabilmente già la so. Se non la so, mi piace impararla. Non mi piace avere torto, ma d’altronde capita raramente. Se discuto e’ perche’ so di avere ragione. Se non ho ragione o se mi comporto in modo sbagliato chiedo scusa, ma una persona che e’ presente nella mia vita da 30 anni abbondanti mi hato una lezione di vita non da poco e non sono ancora riuscita a dirle tutto.

Difficilissimo che chiudo i rapporti, credo nel dialogo, se ne vale la pena. Ma non perdono le offese. Ho fatto quasi sempre tutto da sola. Non mi viene facile chiedere aiuto, sono figlia di quella generazione i cui genitori erano presenti alle spalle e non accanto.

Ho visto tanto nella mia vita, ho vissuto pienamente, sempre nel presente e senza dimenticare niente del passato. Non amo molto la celebrazione del niente, i premi alla nullità, ho un’etica forte. Sono una persona seria e amo la serietà nelle persone. Non mi piace chi vende fuffa, e non tollero che si parli male di me perché sono una persona pulita, eppure ho subito offese da persone irriconoscenti o con doppi fini.

Ma a che ci servirà poi tutta questa consapevolezza?

 

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