Ci sono persone per la quali è proprio evidente, a chiunque le legga, che non sono capaci di staccarsi dal passato. E ogni post parla della stessa difficoltà, che tu (ed altri) glielo scrivi, Ehi, guarda che sarebbe meglio se mollassi questo controllo, questo ricordo, questo dolore… Ma spesso non serve a niente, e queste persone vanno avanti per mesi, anni, sempre allo stesso modo.
Di solito si tratta di un trauma: un lutto, una separazione brusca (e per separazione non intendo per forza quella coniugale), un evento così doloroso al quale non si è riusciti a reagire, ma anche al contrario qualcosa di estremamente bello che hanno vissuto. E questo modo di vivere nel passato è qualcosa di diverso dal trauma dissociativo di cui parlava Liotti: non è una forma di psicosi, è piuttosto una depressione.

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Non c’è molto che si possa fare, ognuno ha i suoi tempi interni e prima o poi potrebbe arrivare a prendere quella decisione che noi, dal di fuori e distanti dalle logiche della sua emotività, abbiamo chiare già da tempo. E spesso anzi accade che sottolineare l’ovvio, ovvio per noi, ovviamente, non fa altro che generare risposte rabbiose in cui il destinatario della nostra osservazione si smarca spiegando i motivi per cui noi ci sbagliamo e che no, non c’è alcuna fissazione sul passato.

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Per queste persone è impossibile concentrarsi non tanto sul futuro, ma già sul presente. Non hanno un vero e proprio un male di vivere, ma una insofferenza costante che inquina anche le relazioni, proprio perché impossibilitati a tornare nel passato dal quale però non riescono a staccarsi. E proprio perché rifiutano il presente, reagiscono malamente a chiunque provi a mostrargli le sabbie mobili in cui si trovano.

Quasi tutti abbiamo qualcosa nel passato che ci ha segnati, in bene o in male. Per poter essere felici bisogna riuscire a buttare i feticci che abbiamo in casa e riallinearci al presente. Abbandonare la rabbia per quello che non si è detto o non si è fatto, perdonarsi, e tornare al presente. Lasciare andare persone che ci hanno abbandonato, accetandolo, e ricominciare a vivere il presente.

Ogni ricordo struggente ha un carico di emotività che può diventare troppo pesante. Non si può tornare indietro, non si può vivere felici rievocando il passato ogni giorno, non si può ricominciare senza aver chiuso un capitolo, e chiuderlo non vuol dire dimenticare, ma solo mettere da parte.
Si può tornare a sorridere. Magari con una psicoterapia.

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