Passiamo al numero otto.
Che in realta’ sarebbe nove, visto che il primo mese trascorso qui ci siamo trasferiti da Key Largo a Miami, ma non conta tanto, avevamo ancora poche cose.
Parlo di traslochi.
Abbiamo fatto un acchiappo di quelli da gran Q, visto che per pochi soldi in piu’, a causa di un foreclosure, ci affittano un 2/2 nel palazzo della suocera.
Sedicesimo piano, pieno di sole. Come dice My, passiamo da Cerveteri al Rockfeller Center, e per Cerveteri intendiamo le catacombe – Ilaria ha visto πŸ˜€
Soprattutto niente piu’ schifosissimo carpet. Un parquet alla buona, ma pur sempre parquet.
E la domanda e’ stata: Allora quando potremmo trasferirci?
“Uhm…. bisogna far ripulire l’appartamento… e dipingere le pareti… Diciamo dopodomani.”
That’s America.
Quindi l’albero lo faro’ a casa nuova.
E quindi ora dobbiamo inscatolare una casa in pochi giorni. Sara’ un delirio, lo so, e tutto sulle spalle di My.

Dopo aver avuto la conferma siamo tornati a casa, ma laPicci ha di nuovo fatto il diavolo a quattro in macchina, non ha dormito l’intero pomeriggio e per cercare il sonno si attaccava al seno. Risultato: cinque ore di ciuccio ininterrotto, io mi ritrovo spappolata e lei ad occhi aperti. Mi sentivo esausta, sfibrata, svuotata. Crolla verso le 20. Decidiamo che per la poppata delle 22 sdoganiamo un biberon con formula. Anche perche’ io non ho piu’ una sola goccia di latte in corpo, ed e’ per questo che non dorme.
Bussano alla porta.
Sono gli inquilini del piano di sopra, hanno portato un regalino a laPicci. Resto sempre piu’ sbalordita di tutta questa grande generosita’.

Ore 22, prepariamo il biberon. Io non riesco a darglielo, ero preparata allo sputo della tettarella ma non riesco a convincerla della sua bonta’ e mi arrendo subito. My si arma di maggiore determinazione e la allatta. Si emoziona, deve essere una sensazione fortissima per un uomo. Anche perche’ poche ore prima la cucciola aveva provato a cercare latte pure da papa’.
Il suo primo rigurgito, che col mio latte non era mai capitato.
Andiamo a letto, stenta ad addormentarsi nonostante sia gonfia come un’otre.

Ore 22.40, bussano alla porta.
Ups.
Ups?! Dice My. Dallo spioncino vede solo un grande cappello texano, col cacchio che apre.
Yes, a package from Italy.
From Italy?? At this time??
E il texano fa il nome di mia sorella. My apre.
I know it’s weird, we deliver at every hour. Aggiunge che non voleva lasciare il pacco fuori la porta, e ridendo dice Potevi pure uscire con i fucili!
Ecco qua. Come l’altra volta, e’ tutto un pianto. Tante, ma tante cose. Meravigliose. Da parte di mia sorella, mia mamma, i bimbi e due amiche, che mi hanno riempita di vestitini. E’ bellissimo. E tutto indispensabile.

Una copertina di cotone handmade. Mi ha scritto Un dono che viene dalle mani, viene dal cuore.
Che sorella speciale che ho.

Un sacco di cosine, compresa La Repubblica del 22 novembre, giorno in cui e’ nata laPicci.
Sono commossa, e grata.
A mezzanotte meno un quarto si crolla tutti, ma non prima di aver scritto un messaggio alla zia, per ringraziarla. Di cuore.

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