Vado a prendere laPicci al nido. La maestra: “Hoy comio’ muchiiisimo! Y como le gustan arroz y frijoles!” (“oggi ha mangiato tantiiiissimo! E come le piacciono riso e fagioli!”) dice sventolando la mano a dire, Ammazza!
“Si’, le gustan mucho”
Y le gustan abichuelos tambien!”
Que son abichuelos?”
Mi guarda smarrita. “Abichuelos son… Baaarbara, como llaman aqui abichuelos?” (“Come chiamano qui gli abichuelos?”)
Barbara, serafica: “Abichuelos“.
Sbotto a ridere.
Barbara ci pensa e poi si illumina: “Aah, green beans” (fagiolini)

In quel mentre alle mie spalle una mamma nuova, bionda pallida occhi azzurri e alta, ergo non latina, sistema il figlio nell’ovetto. La maestra mi fa, Puoi dire alla mamma che oggi al bimbo ho messo la felpina perche’ aveva freddo?
Traduco in inglese. Lei mi ringrazia, si gira verso la maestra e dice Thank you, mentre fa ok con la mano. Poi stringe le mani intorno alle braccia e aggiunge, Yes it’s very cold here! Come darle torto.
Ci pensa.
Mi fa, Puoi chiederle quanto ha dormito mio figlio?
Eseguo. E lei, come tutte le maestre, Aaaaah, muchiiiisimo! …Durmio’ bastante! …Como… dos horas!” (“Tantissimo… ha dormito abbastanza… Come.. due ore!”)
Traduco.
Thank you for translating!, dice, e io, I have the same problem. Ridiamo.
Alle nostre spalle Barbara, Ah e dille che ha bevuto tutto tranne una oncia di latte.
Traduco.
Ri-ri-ringrazia e va via.
Ed io penso che non tanto questa poveraccia, ma che piuttosto ste due maestre stanno messe peggio di noi.

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a Miami gli ombrelli costano tanto
perche’ si usano con pioggia e col sole.
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