Tutti conosciamo persone che non sono altro che un lamento continuo, che vedono il bicchiere sempre mezzo vuoto e che sono sempre scontente anche se oggettivamente non ne avrebbero alcun motivo. Generalmente sono donne. Generalmente il loro lamentarsi fine a se stesso genera rabbia negli altri proprio perché è infinito.

A me è capitato di recente con due persone in due gruppi virtuali – perche nel reale ‘sta gente la evito come la peste. Quelle che reputo mie amiche, o anche solo le donne che stimo di più, sono persone che stringono i denti e vanno avanti, che a volte si fermano per essere consolate e che accettano i consigli che ricevono, anche se poi magari decidono di fare di testa loro. Ultimamente invece mi e’ capitato di dovere avere a che fare con due lamentone doc. La migliore definizione per spiegare la loro dinamica relazionale l’ha data una mia amica, che le ha definite vampiri di energia. E’ esattamente quello che fanno.

Le persone che si lamentano in continuazione monopolizzano le interazioni con gli altri con i loro piccoli grandi guai per i quali non c’è mai soluzione. Qualsiasi punto di vista gli si offra viene smembrato e rigirato perché si riveli non solo inutile, ma controproducente. In uno dei due gruppi di cui parlavo c’erano molte donne di quelle che fanno tutto da sole e vanno avanti a testa alta senza affidarsi a nessuno, ma potevi star certa che se una di loro un giorno aveva un problema che la preoccupava e per cui chiedeva un consiglio, era matematico che arrivasse la sanguisuga di energie a postare il suo invece sì incommensurabile problema nel quale tutte quelle che ancora non avevano capito la dinamica si tuffavano a pesce offrendo il loro supporto e generando una discussione di duemila commenti, lasciando isolata la poveretta che invece aveva davvero bisogno, una volta tanto, di un punto di vista alternativo al suo.

Queste persone si nutrono della tua energia. Ti riversano addosso tutte le loro emozioni negative, tu provi ad offrir loro una soluzione che non è mai quella che loro vorrebbero e dopo un tot se ne vanno felici perché hanno fatto il pieno di pacche sulle spalle, mentre tu resti sfiancata con tutto il carico di frustrazione assorbita. Loro non cercano soluzioni; le persone che si lamentano vogliono solo sentirsi dire Porella.

Io sono una persona che all’inizio la pacca sulla spalla la dà e anche volentieri, ma dopo un po’ se vedo che il lamento gira a vuoto ed è fine a se stesso passo all’azione suggerendo passi alternativi per superare l’impasse: ed è qui che la mia relazione con la sanguisuga di energie si rompe. Lei vuole essere compatita, e io di compatire ad oltranza non ho alcuna voglia perché non serve a niente ne’ a lei ne’ a me.

«La missione di ogni essere umano consiste nell’essere una forza della natura e non un grumo agitato di guai e di rancori che recrimina perché l’universo non si dedica a renderlo felice». “Non impari a nuotare se non bevi il mare“, un bell’articolo di Massimo Gramellini per Vanity Fair.

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E telare e’ veramente la migliore soluzione. Queste persone infatti di solito cambiano amici come mutande proprio perche’ dopo un po’ non le si sopporta davvero piu’. Ma la parte piu’ avvincente e’ quando si prova a far notare alle dirette interessate che nessuna soluzione va mai bene: non solo si viene additate come nervose/stressate/arrabbiate con la vita e con gli altri, ma intorno alla sanguisuga fanno quadrato tutte quelle che non hanno capito una mazza si bevono tutto sono fermamente convinte del potere taumaturgico della consolazione vita natural durante, e ti invitano ad andare via.

Leggete questo bell’articolo di Riza Psicosomatica, si chiama Via dall’esibizionismo del dolore.

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