Vivere dall’altra parte del mondo significa ricevere notizie ed aggiornamenti dall’Europa svuotati dal pathos che, giustamente, coinvolge gli Italiani. Quando poi per altre circostanze sei fuori casa quasi tutto il giorno, e leggi i primi due status di fb al volo, e quando rientri vedi Frozen per la terza volta in una giornata, lo scollamento dalla realta’ e’ totale.
Poi invece riesci a leggere un po’ meglio i fatti, non capisci proprio tutto, non capisci perche’ chiamino colpo di grazia un atto di crudelta’ estrema, certo comprensibile nell’ottica di terroristi in fuga ma non in quella di un giornalista che dovrebbe misurare le parole, ma non scrivi niente, perche’ ti mancano dei pezzi e non vuoi parlare a vanvera.

Poi leggi fb, le emozioni, e li’ capisci perche’ l’Italia sta sempre la’ nella sua bella palude e non ne verra’ mai fuori. Perche’ ma e’ mai possibile che nun je la fai, ma se a te muore tuo padre e uno ti dicesse Oh che te piagni, maanche in Giamaica muoiono padri da anni, o ti incazzi o ti cascano le braccia.
A me da qua, dove sono strafelice di essere, dove la risposta e’ univoca, sempre, cascano le braccia.

Nel mondo, invece.

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