Black history month: 5 fatti poco conosciuti sulla storia di Miami

Miami, per come la conosciamo oggi, è la città latina per eccellenza. Tra palme e sapore tropicale, non c’è altra destinazione al mondo che abbia lo stesso fascino. Eppure Miami non nasce affatto latina, e questi 5 brevi fatti potranno aprirvi gli occhi su cosa era Miami fino a pochi anni fa.

1. I neri furono il fulcro della nascita di Miami

Miami è l’unica grande città americana ad essere stata fondata da una donna, Julia DeForest Tuttle, che vi si stabilì dopo la morte del marito. Originaria dell’Ohio, aveva intravisto le enormi possibilità di espansione del Sud Florida e acquistò centinaia di ettari nella zona oggi nota come Downtown Miami. Lei viveva sulla sponda nord del fiume, e il suo unico vicino era William Brickell, sulla sponda sud.

La gelata dell’inverno 1895 distrusse l’intero raccolto delle arance, e Julia Tuttle decise di invogliare il costruttore Henry Flagler spedendogli un cesto di arance miamensi e convincerlo ad estendere la linea ferroviaria a sud di Palm Beach.

strada di Coconut Grove, 1890

I primi residenti di Miami furono quindi gli operai bahamensi che lavoravano alla costruzione dei binari. I neri bahamensi vivevano prevalentemente a Lemon City, Overtown e Coconut Grove. Furono proprio loro a garantire, nel 1896, il numero minimo di votanti necessari a fondare la città: infatti, dei 368 residenti necessari, 162 erano neri.

Un mio vecchio post che alla luce di quello che sto imparando assume tutta un’altra prospettiva e’: Ghetto – la razzista che e’ in me

via the New Tropic

Flagler e Tuttle decisero di assegnare il lato ovest della ferrovia alla comunita’ nera, mentre il lato est rimaneva riservato ai bianchi. La comunita’ venne chiamata Central Negro District, poi rinominata Colored Town ed infine Overtown.

2. Fisher Island apparteneva al figlio di schiavi

La ricca Fisher Island, che oggi può essere raggiunta solo via mare, era originariamente proprietà del primo miliardario di colore del Sud Florida, Dana A. Dorsey. Solo nel 1919 vendette l’isola a Carl Fisher, che stava sviluppando Miami Beach.

Incredibilmente, Dorsey era il figlio di schiavi liberati, che si spostarono dal sud della Georgia a Miami nel 1896 proprio per lavorare come carpentieri alla ferrovia di Henry Flagler. Scolarizzato fino alla quarta elementare, Dorsey acquistò un appezzamento di terra a Overtown, vi costruì un appartamento da affittare ed investi’ il ricavato per comprare e affittare nella zona di Fort Lauderdale. Vendette poi la terra alla City of Miami e vi fece un parco per i neri. Dorsey era anche proprietario del primo albergo gestito da neri, e fondò la Negro Savings Bank.

Leggi anche: 33109 di Fisher Island: il piu’ ricco zip code degli Stati Uniti

Miami Beach nel 1908

3. Overtown era la Wall Street nera, e la Harlem del sud

Come detto, un tempo Overtown era chiamata Colored Town ed era un vivace centro culturale e il fulcro della ricchezza nera a Miami. A causa della segregazione divento’ molto presto il luogo dove i neri facevano affari, e crebbe rapidamente in dimensione e servizi, diventando una piccola citta’. Le persone dicevano “I have to go over to town“.

Cantanti come Ella Fitzgerald, Billie Holiday e Nat King Cole si esibivano a Miami Beach ma non potevano alloggiarvi, ed erano quindi ospiti di piccoli alberghi in Colored Town. Overtown aveva anche i suoi importanti luoghi di ritrovo come il Lyric Theater, Harlem Square Club, e il Cotton Club. I più importanti professionisti di colore risiedevano a Overtown.

Tutto cambiò nel 1956 con la costruzione della I-95, e i residenti vennero ricollocati tra Liberty City e altri quartieri. Molti dei negozi locali furono costretti a chiudere. Tre anni dopo, l’arrivo dei primi cubani fuggiti dall’avvento di Castro portò la citta’ di Miami ad assegnare i lavori di bassa manovalanza ai latini, e la comunita’ afroamericana gia’ in difficolta’ iniziò a sprofondare nella miseria.

Se avete capito di quale zona parliamo, e’ quella a ridosso di Wynwood, nel quadrante sud ovest.

4. Virginia Key Beach era la spiaggia dei neri

Ai tempi della segregazione, i neri erano esclusi dalla maggior parte delle più famose destinazioni di Miami, comprese spiagge e piscine. Nel tentativo di combattere la segregazione, i leader della comunità nera capeggiarono una protesta recandosi alla spiaggia per bianchi di Haulover Beach, con l’intenzione di farsi arrestare e creare scalpore. Ottennero invece l’assegnazione di Virginia Key Beach come spiaggia e parco esclusivi dei neri, il 1 agosto 1945. La spiaggia venne chiusa nel 1982 e riaperta nel 2008.

Leggi anche: Virginia Key Historic Beach

5. I neri avevano il loro distretto di polizia

Miami ha avuto i suoi primi poliziotti di colore nel 1944, ma non gli era permesso di controllare i quartieri bianchi. Furono così creati il distretto di polizia e la corte di Overtown, per permettere agli ufficiali neri di controllare il quartiere nero e combattere le discriminazioni razziali.

Nel 2009 il distretto di Overtown è diventato un museo.

Quello che ha cambiato per sempre la storia di Miami e della comunita’ afro americana e’ stato l’omicidio di Arthur McDuffie, un afro-americano che fu percosso a morte da 6 ufficiali bianchi per aver superato i limiti di velocita’ con la sua moto. Ma quello che determino’ i cosiddetti Miami Riots fu il successivo spostamento del processo a Tampa, con una giuria composta esclusivamente da bianchi, che assolse i poliziotti.

Leggete questo articolo sulla storia di Arthur McDuffie ed la rivolta di Miami.

5/19/1980, Bill Frakes/Miami Herald Staff: Tommy Duffy rides by rubble at Northwest Second Avenue and Seventh Street – via Miami Herald

Immagine in apertura via Miami Archives (interessantissimo)

Se l’argomento ti interessa, leggi anche: storia della schiavitù in Florida

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