Amare è una scelta

L’amore è una scelta. Ognuno di noi, davanti ad una storia che nasce, o quando finisce, opera una scelta. Sceglie di fidarsi, ad esempio; sceglie di investire nel futuro, progettando un matrimonio, una casa o un figlio, oppure sceglie di rimandarlo percorrendo strade laterali tortuose. Sceglie di ripartire da se stesso, al termine di una storia, o di struggersi nel passato. 
Amare vuol dire scegliere di impegnarsi quotidianamente e costruire mattone dopo mattone la relazione in cui volersi rispecchiare, senza garanzia del risultato. Questo è vero per qualsiasi forma di amore, che sia rivolto verso un partner, verso un figlio, un amico. Da questo punto di vista l’amore è fede, non chiede nulla in cambio.

In realtà nutriamo un’aspettativa nei confronti dell’obiettivo. Ci aspettiamo che i nostri sentimenti vengano ricambiati e che i nostri sforzi non siano vani. Siamo all’interno di una relazione, la risposta è necessaria: se manca non c’è la relazione stessa. Ma che accade quando non c’è corrispondenza tra gli obiettivi delle due parti? Quand’è che la relazione prende la piega sbagliata e diventa irrecuperabile?
A volte bisognerebbe avere la forza di ammettere che ci stiamo sbagliando, che stiamo investendo in un obiettivo che in realtà non ci appartiene, che i rapporti si stanno indurendo così tanto da non farci stare bene, ma è difficile. E’ difficile mettere da parte se stessi e le proprie aspettative, è difficile modificare i propri modi di agire, anche se le persone intorno a noi hanno tutto chiaro e una soluzione a portata di mano. 
A volte diventa più semplice chiudere gli occhi, stringere i pugni e andare oltre. Magari ce ne vorrà un bel pò prima di andare a sbattere. C’è tempo. Ho scelto.

0 pensieri su “Amare è una scelta

  1. io credo che la relazione cambi semplicemente quando non c'è più un obiettivo comune. Quando parte della coppia diverge e sceglie autonomamente di cambiare il proprio obiettivo, che quindi diventa del singolo e non più di coppia, allora la frattura diventa insanabile. Allo stesso tempo credo che ci voglia la stessa maturità e presa di coscienza nel decidere di separarsi, così come per decidere di suggellare un rapporto; la prima presa di coscienza è con se stessi, e come giustamente dici tu la cosa più difficile è mettere da parte le proprie aspettative, capire che non verranno mai più soddisfatte, e raccogliere quel che resta di quanto di sè si è investito nell'altra persona. Se questo processo avrà la sua gestazione e la sua evoluzione in energia positiva, il resto verrà da sè. Altrimenti, se non si risove questo processo interiore, tutto quello che accadrà dopo verrà percepito come la valanga che si stacca dalla montagna…più rotola, più si ingrandisce, più ci travolge.

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  2. nella vita comunque paghi per le scelte sbagliateper quelle occasioni mancateche non ti fanno dormirema ti sanno ferirecon ostinazioneattraverso i ricordidi fatti e personeogni giorno ci porta notizie del tempo passatoe accende le luci su un volto che hai amatoè l’eterna ripresa di una scena sospesal’essenziale è riusciread avere qualche cosa di buono da fareo almeno da direper non restare a guardarel’essenziale è provare a dare il meglioperché a dare il peggio c’è sempre tempoe infatti come vedi è tornato l’invernocosa stava per succedere,cosa stavo per prenderema ormai non accadràno non succederàe non saprò mai come sarebbe statose quel giorno d’estateio non mi fossi fermatose quell’amore negato non si fosse perdutoogni giorno mi porta notizie di quanto ho sbagliatoe accende le luci su un volto che ho odiatoè l’eterna ripresa di una scena sospesal’essenziale è provare a fare in mododi avere sempre qualcosa in cui credida inseguireper non restare a piedil’essenziale è riuscire a dare forma anche a quello che ti sembra assurdoe se pensi al futuronon tutto è perduto.L'essenziale (Tiromancino)

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  3. Purtroppo è vero, quando incontri una persona pensi di poter costruire qualcosa di serio di maturo, qualcosa che dura nel tempo, una proiezione di noi stessi, un'emblema del nostro amore, come potrebbero essere i figli, hai delle aspettative che invece vengono demolite perchè c'è immaturità, superficialità, leggerezza o forse semplicemente non c'è corrispondenza nell'amore, nel rapporto. E ciò che ti rammarica di più, non è il fatto che non si superi il trauma dell'abbandono o della perdita, ma il fatto che non si ha più fiducia nelle altre persone, mi spaventa il pensiero di non essere mai più in grado di amare come ho amato, di dare come ho dato, ma, la cosa che mi dispiace di più, è la paura che hanno gli uomini nell'essere amati troppo, da noi donne, che grande errore, perchè loro fuggono a gambe levate, viceversa io non so cosa darei per essere amata…

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  4. Credo che l'amore sia una scelta in una fase successiva.all'inizio non scegli di amare,o non scegli di voler passare la vita con una persona,di sposarla ecc.all'inizio ti cade addosso,ti rotola dentro,ti prende,ti invade. poi dopo scegli,se lasciarti completamente andare o no a questo nuovo e forte sentimento, e soprattutto se le cose che uno ha sempre desiderato(ossia amare una persona bellissima, di cui ci si può fidare,con cui si condivide tutto ecc)le puoi vivere con questa persona che ti ha portato un cosi devastante terremoto.concordo cmq con la disamina fatta.non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire,giusto no? ecco quando ci si accorge di non sentire piu il terremoto dentro,o di non essere ricambiati allora bisognerebbe stoppare quanto prima il tutto,sennò poi ci sbatti forte e fa piu male

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  5. Amare è una scelta, lasciare è una scelta, amare entrambi, o lasciare stare, o anche lasciare che il mondo crolli oppure lasciare che l'altro faccia delle scelte per te: tutto è una scelta. Ognuno di noi è l'artefice del proprio destino. Purtroppo però la vita ha delle svolte impreviste e quando una scelta viene compiuta, non è detto che la propria coerenza ci porti a perseguire quella scelta fino in fondo. Potrebbe fare capolino quella piccola briciola di incertezza che si era percepita, e accantonata, al momento in cui si sono rivoltate le carte in tavola…e per uno scherzo del destino, o della mente, o del cuore, quella luce piccola piccola si fa di nuovo sentire. Quello è il momento in cui la propria coerenza e il proprio coraggio nelle scelte mettono gli eventi sul piatto della bilancia, e sono in grado di gestire le proprie decisioni…facendo però i conti però con quello che ne resta dello stravolgimento che si è causato in precedenza. Occorre saper distinguere di che luce brilla quella scintilla rimasta. Perchè è una scelta che si compie anche lì: o la si spegne, o la si alimenta. Coerenza, coraggio, fermezza, maturità: ogni scelta compiuta con queste quattro qualità non potrà mai essere sbagliata. Almeno verso se stessi, per potersi guardare allo specchio con orgoglio.

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