In effetti mi ero dimenticata di citare un altro aspetto legato alle taglie americane: l’abbigliamento.

Una delle prime sorprese ricevute due anni fa, quando ho iniziato a fare shopping compulsivo in questa città, è stata la sensazione di essere magra. Finalmente!, direi. In Italia porto una grassissima 44-46; le taglie americane medie partono dalla 0 e io indosso una 10. Gli standard sono tra 4 e 14, ma si trova tantissimo fino alle taglie 22/24 e anche le cose di quella taglia sono super carine e sempre super economiche. Ma considerati questi parametri è facile capire perche’ mi sento DECISAMENTE magra.

A volte il rapporto giro vita/lunghezza dei pantaloni rappresenta un problema per il mio metro e settantasette, ma era così anche in patria, e dal momento che se fosse per me comprerei solo jeans e scarpe da ginnastica di solito non incontro difficoltà. Gli abiti mi vanno sempre larghi di fianchi ma non esistono nel mio armadio, anche se avrei potuto comunque acquistare un abito da cocktail ad un prezzo ridicolo pur sapendo che sarebbe rimasto attaccato alla gruccia vita natural durante. Le maglie devo spesso cercarle nel reparto petites, grazie al mio seno diversamente grande, e mi rendo conto che tutta questa descrizione sembra fare di me un’eterna adolescente… Beh vabbè, vesto casual. 

Il problema vero sono le scarpe.

Qui c’è una vera e propria fissazione per i tacchi, e il vantaggio è che se si vuole si riesce a spendere davvero poco, non come in Italia che non trovi nulla, bancarelle a parte, sotto gli 80 euro. La mia taglia è 40-41 – ma un effetto collaterale del trasferimento è che a volte mi serve il 39, a volte il 42, e cioe’ oscillo tra la taglia 9 e la 11.

Gli standard medi dei piedi qui sono ENORMI. L’equivalente del 40 mi è di solito largo di pianta, e non che io abbia il piedino sottile. Spesso tra l’altro trovo il 10W, che si intende wide, quindi decisamente gigantesco per me. Su alcuni modelli poi devo prendere un 101/2 perchè pur essendo giusto di pianta è corto in punta, altre 91/2 perchè è giusto di lunghezza ma troppo largo. E a causa di questa confusione ho clamorosamente toppato i miei primi due acquisti, sempre due anni fa, prendendo due bei sandali con tacco di taglia 12 e 11, eleganti, pagati 5 e 8 dollari. Evidentemente mai indossati (ma diciamocelo, non lo sarebbero stati comunque).

Però vuoi mettere la soddisfazione di girare per negozi e provare scarpe su scarpe senza che nessuno venga a chiederti se ti serve aiuto? Salire su un tacco 14 con plateau che non comprerai mai ma poter dire “Wow, sono un metro e novanta e riesco a camminarci in modo disinvolto!”. Era un sandalo Guess, bellissimo, 30 dollari, perfetto e comodo. Non avrei dovuto lasciarlo su quel ripiano, lo so. Enzo e Carla avrebbero disapprovato.

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