Oh ecco, la situazione e’ questa.

Ricrescita.
Avevo comprato una tinta semipermanente lo scorso marzo, quando tra l’altro ancora non sapevo di essere incinta. Diceva che va via con ventotto shampoo. Impostando la formula due shampoo a settimana x settimane di leoncino (siamo li’) = dovremmo essere a circa ventidue shampoo gia’ fatti, e invece la tinta resta tenacemente attaccata. Come potete vedere. Che devo fare, i colpi di sole?
Io ho il terrore di andare dal parrucchiere qui. Che gia’ ne ha parlato b&k, o nonsi, non mi ricordo, che le avevo scoperte entrambe da pochissimo e feci una gaffe grossa cosi’ sul blog di una delle due e ancora non ho imparato la lezione. Amiche expat, se avete gia’ scritto un post sull’argomento mettete il link nei commenti, grazie, cosi’ gli italiani si fanno due risate.
Insomma. Durante questi mesi ho accompagnato My a tagliarsi i capelli e non ho avuto nemmeno il coraggio di fami una piega. Ho visto:

– locali sporchi, ma sporchi eh. Siamo abituati bene noi italiane, i parrucchieri sono tutti piu’ o meno di livello e infatti si fanno pagare. Di solito al termine di ogni taglio c’e’ la lavorante – si chiama cosi’? – che ramazza il pavimento per togliere quanto tosato. Qui no. In questi 3 parrucchieri unisex dove siamo andati i capelli stazionano a terra per ore, e l’aria condizionata li fa volare ovunque. Non vi dico che disgusto. E al termine dell’opera, una bella passata di phon sulla postazione tanto per pulire solo li’. Il resto, a terra (e sopra e sotto le sedie della sala d’aspetto, ma e’ un dettaglio).

– manualita’ zero. Qui da quanto ho capito funziona che ogni parrucchiere “affitta” una postazione in un negozio e puo’ avere i propri clienti e/o gli avventori che arrivano al momento, come era My. Ebbene, e’ vero che Andrea e’ un mito e non lo voglio ancora sostituire ma e’ un tantino lontano, qui con spazzola e phon non ci sanno proprio fare. Ho osservato le messa in piega di donne con capelli lunghi che sono uscite dalle mani del parrucchiere come potrei saper fare io dopo la doccia, e io sono negata, vi ho detto tutto.

– shampoo fatti a casa. Cioe’, tu puoi arrivare in negozio coi capelli asciutti e chiedere solo taglio e piega. Lo capite da voi che il risultato e’ disastroso.

– taglio selvaggio. Ho visto fare un taglio ad una ragazza: cioe’, mia sorella e’ piu’ brava. Era piatto, senza scalatura, tagliato dritto per dritto con le forbici. Impossibile, non ce la faccio.

Non ci vado. Mi tengo la mia testa scomposta e resisto. Tanto quand’e’ che tornero’ in Italia? Tra un anno? Ecco. Sicuramente non andro’ da Andrea ma da qualche petnoira torinese, ma non ho coraggio di mettere piede da un parrucchiere, qui. Anche se alla festa la moglie de Il Padrino mi ha dato il suo biglietto da visita, e lei aveva un bel taglio e una bella piega, avrei dovuto chiederle da chi andava lei ma non mi e’ sembrato opportuno. Se andassi verso Brickell troverei parrucchieri che si fanno pagare, ma in effetti sembrano sapere il fatto loro, almeno visti da fuori; e sicuramente a Miami Beach ci sara’ qualche parrucchiere italiano, vuoi che non ci sia?
Avevo letto la storia, tempo fa, di un expat italiano a Helsinki o Tampere, non so, comunque in Finlandia: ha sfondato come parrucchiere perche’ anche li non c’e’ questa grande cultura del capello. Ci avevo anche pensato a studiare da parrucchiera, ma a parte la manualita’ che non mi appartiene, e tutte quelle ore in piedi,  e il caldo, non risolverei il problema della mia testa.
Vabbe’. Vi lascio con una foto originale della mia pancia che cresce. Visto che grossa gia’??

Aspetto consigli eh.

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