Finalmente sono ricominciate le lezioni. Siamo tantissimi in questo corso, 29. Due erano con me a due corsi precedenti, gli altri – ma gli uomini sono solo tre – tutti nuovi. La prof di speech e’ fighissima, mi sono divertita davvero. Due ore sono volate via, lei e’ molto simpatica e fa battute in continuazione. Ha provato a leggere il mio nome, si e’ impappinata, mi ha chiesto di dove fossi.

Aaaaaaah!! Bennvenu’tta! Io ho stato in Italia!”
Si eh? Scommetto di sapere dove. E infatti.

Ci ha fatto fare un giochino per rompere il ghiaccio. Ci ha dato un foglio con scritte sopra delle caratteristiche tipo “ha visitato in Europa”, “sa suonare uno strumento”, “e’ stato in due parchi nazionali americani”, “vive da piu’ tempo a Miami” eccetera. Ci ha dato dieci minuti per andare in giro per la classe e prendere informazioni dai nostri compagni. Nemmeno ha dato il via che sono arrivati quasi tutti da me, volevano sapere dove fossi stata, i piu’ timidi si sono accontentati di scrivere Italia – ma non vale!! Nessuno capiva come si scrivesse il mio nome, insomma, quando e’ andata bene hanno scritto Tatiana. Ho perso piu’ tempo a fare lo spelling che a raccogliere dati dagli altri, anche perche’ non c’era nessun artista o che sapesse suonare uno strumento; solo un’altra era stata in Europa ma io valevo due punti perche’ ho viaggiato anche in Africa, avendo visto Marocco (e qui) e Tunisia. Pero’ ho trovato quella che era stata in Asia, visitando Cina e Corea.

Alla fine la prof ha contato le risposte di ciascuno per decretare i vincitori, ma ovviamente ha cercato di indagare per scoprire se qualcuno avesse barato, “Comme si dicce cheating? ” – peccato capitale qui – e tra le risate generali ha beccato subito i due che si erano messi d’accordo scrivendo che avevano visitato l’Oceania. Paese: Canada. Ha aperto google map e ha mostrato loro la distanza tra i due continenti. Sempre piu’ a ridere.

Ho scoperto che ci sono donne che vivono qui da ventotto anni, e come solo in questo paese si puo’ fare hanno ricominciato a studiare – e dall’inglese – per poter avere un lavoro migliore. Ho scoperto che una e’ stata in California del nord e ha visitato un posto dal nome assurdo che ora non ricordo, tipo Ullalla o una cosa cosi’. Ho scoperto che viceversa si dice anche in inglese, e che la chitarra classica e’ chiamata acustica anche qui. E poi ci ha fatto vedere un video con una puntata di Dating Game, quello che negli anni 80 arrivo’ in Italia col nome Il gioco delle coppie. Che salto nel tempo, non ricordavo piu’ come era strutturato, e nemmeno che presentasse Predolin. Cioe’, Predolin, capite? Lo vedevo tutti i pomeriggi. Odiavo i cartoni animati ma vedevo Arnold e Il gioco delle coppie.

Poi, elencando le regole del suo corso, la prof ha vietato di parlare tra di noi in spagnolo. E’ ammesso solo l’inglese.

Fara’ un’eccezione per l’italiano, perche’ lei deve fare pratica.

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