Neutralita’

Oggi ho fatto il mio primo esame di Ethics, che poi sarebbe tipo filosofia. La prof ci ha fatto comprare dei blue books, che altro non sono che dei fogli protocollo spillati con una copertina blu sulla quale indicare il proprio nome, la classe, la data eccetera. L’esame consisteva nello scegliere 4 domande da un elenco di 9 e discuterle scrivendo uno/due paragrafi per ciascuna. Uno dei pochi esami non a risposta multipla, insomma.
La particolarita’ e’ stata non dover mettere il proprio nome ma il numero di matricola, in modo tale che lei potesse valutare il tema in modo equo senza poter associare il foglio alla persona.
E lo stesso era accaduto qualche settimana fa nella classe di Hospitality: la prof ci ha riportato il test a risposta multipla fatto in classe qualche giorno prima e sopra al nome era stata apposta una pecetta bianca.

E’ stato inevitabile per me ripensare ai miei anni di liceo, quando ogni tema scritto mi veniva valutato mediocre o insufficiente. Ogni. Tema. Scritto. Per tre anni. Pesante, eh.
Siamo persone, e’ normale che un prof abbia delle simpatie, ed e’ proprio per questo motivo che qui negli Stati Uniti (ma non solo) si ricorre cosi tanto ai test a scelta multipla. Non per appiattire il livello dell’insegnamento, come di solito si dice, ma per standardizzare la procedura e dare a tutti le stesse opportunita’ (e vi assicuro che non e’ cosi semplice eliminare le alternative di risposta incongrue).  E sono del parere che quando un prof valuta alla cieca non ha nemmeno questo interesse a mettersi ad associare numero di matricola a nome o calligrafia a persona. Legge, corregge, valuta, stop.
A me piace questo metodo. E’ oggettivo.

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0 pensieri su “Neutralita’

  1. Si è proprio oggettivo.Avevo la prf di lettere che mi dava a malapena la sufficienza, finchè non gli ho fatto un tema nel quale dovevo scrivere una lettera a qualcuno. Scelsi mio cugino, che allora si faceva di eroina e aveva l'Aids. Da quel giorno i miei temi furono sempre sopra il sette. Coincidenza?

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  2. Sì, anch'io lo preferisco, e all'universita' (Bologna) c'erano diversi proff che lo facevano, anche perche' noi eravamo 4 gatti, quindi poteva scattare la simpatia; nei corsi di laurea affollati da centinaia di studenti non so se ce ne sia davvero il bisogno.Anche alle superiori sarebbe bene consegnare compiti anonimi (ebbi un solo prof di matematica in quarta che sperimento' questo metodo). Negli USA fanno cosi' anche alla high school?Ah, una curiosita' a proposito dei test a risposta multipla che fate: vengono valutate allo stesso modo le risposte errate e quelle lasciate in bianco?

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  3. Effettivamente ho apprezzato molto anch'io i tempi dell'università a Padova proprio perchè essendo in tanti, ci si perdeva nella massa e ciò che ne risultava era che la valutazione era più oggettiva rispetto al liceo. Però posso dire un'altra cosa? Non trovo comunque sia corretto da parte di un insegnante lasciarsi condizionare dalla simpatia: c'è sempre modo di essere oggettivi, se lo si vuole!

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  4. Ascoltando spesso le storie dei figli delle mie colleghe, ormai tutti alle superiori, mi rendo conto che la soggettività dei giudizi sia praticamente inevitabile. In effetti – poiché parliamo di persone – non credo possa esistere l'oggettività quindi averne consapevolezza e prendere ogni accorgimento per essere più funzionali come insegnanti direi sia già una grande lezione.All'università eravamo tantissimi ma era il libretto a fare la differenza, se i primi voti erano alti allora più facilmente il professore successivo era disponibile a valutare con il massimo dei voti una buona preparazione. Certo sono passati vent'anni e spero che molto sia cambiato anche qui …

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  5. quando andavo alle superiori c'era una ragazza che anche se scriveva temi di M********* prendeva sempre il voto più alto del mio e a me la cosa dava un sacco fastidio…Fino agli esami di maturità, quando io ho avuto voti migliori dei suoi in quasi tutte le materie.Purtroppo molti professori valutano i compiti in classe in base alle simpatie (o lasciano che durante le interrogazioni la pupilla legga spudoratamente dal libro)

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  6. Io devo essere sincera, mentre apprezzo molto il discorso dell'anonimato, i test a scelta multipla proprio non mi vanno giù. Non perché penso che siano banali, ma perché ritengo non raccontino veramente quello che uno sa. A volte li studiano in modo da dare sfumature talmente minime che uno potrebbe sbagliare anche se sa, e se avesse risposto in modo aperto avrebbe motivato la sua risposta, Io ho spesso dimenticato di mettere il nome, sia alle superiori che all'università, alle superiori le prof sostenevano che non si sarebbero mai sbagliate, solo io potevo scrivere una pagina intera senza mettere un solo punto (c'era chi mi adorava, per questo, come la prof di italiano, e chi mi detestava, la prof di greco), all'università invece il prof mi guardò male e mi disse “solo tu potevi andare a scegliere il metodo più assurdamente complicato per risolvere questo problema”!Però mi rendo conto della fortuna che ho avuto nei miei studi: all'università, ad eccezione di due prof mo(ooooo)lto anziani, nessuno ha mai voluto vedere il libretto prima di darci il voto per non essere influenzati, alle superiori sono rimasta antipatica a diversi prof, ma mi hanno sempre dato voti alti, quando me li meritavo. Allo stesso modo, quando in quarta è nato il nano e facevo un po' di tenerezza a tutti, mi ricordo un sei a latino che mi fece rimanere malissimo, quella notte non avevo chiuso occhio e all'interrogazione resi davvero molto meno di quello che sapevo, ma la prof, con l'affetto che provava per me, non chiuse un occhio e nel mezzo a tutti i nove quel sei mi rompeva proprio le scatole (ma ero una secchioncella, che ci si può fare?) 😉

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  7. E' vero quel che dici. Il sistema scolastico italiano, tra le tante, ha anche questa falla: la simpatia. Ne ho conosciuti parecchi di professori colti da delirio d'onnipotenza e concentrati più sulla valutazione delle reverenze che non sul merito. Dovrebbero trovare un modo per rendere gli scritti anonimi.

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  8. Pensa che nella classe di Ethics siamo qualcosa come 70 studenti, eppure il criterio e' sempre quello. Chiaro che non sono le classi di 400 studenti del primo anno di Psicologia O.o ma posso dirti che un prof all'epoca fece il test a risposta multipla e mi diede 17. Io ero strasicura di aver fatto bene, anche perche' gia' una volta mi avevano bocciata, e andai a protestare. Ventisette. Non lo aveva nemmeno corretto, o forse corretto con una griglia diversa http://erolucyvanpelt.blogspot.com/2012/09/lucy-e-le-parole.html

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  9. Spero che intanto sia entrato in funzione sto benedetto libretto elettronico. Noi ce l'avevamo ma non funzionava, e continuavamo a registrare gli esami sugli statoni dapoi portare a convalidare in segreteria studenti. Na follia. Ma era mille anni fa.

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  10. Qui pensano che la timidezza, il fatto di parlare in pubblico eccetera possano essere un limite alla valutazione delle capacita' di uno studente, ma sto cercando qualcuno che mi racconti come e' una high school. Magari intanto chiedero' a Renata che ha i figli alla middle school.

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  11. Oh, guarda. Io sono una di quelle che e' stata fortunata perche' all'epoca c'era la commissione esterna a valutare la maturita'. Se avessi avuto gli stessi professori sarei uscita col minimo sindacale.

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  12. Hai ragione sulle sfumature delle domande. Io ad esempio ho un problema con la prof di hospitality, non sempre riesco a capire esattamente la domanda che sta facendo o le alternative di risposta, e non e' solo per il limite della lingua. Pero' il punto e' proprio questo, si discute tanto durante le lezioni che sono interattive e davvero raramente frontali, che poi il test a scelta multipla e' solo un pro-forma, anche se complesso.

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  13. Da me (Uni Bologna) le matricole 2009/10 sono state le prime senza libretto… sarò nostalgica, ma sono felice di essermi iscritta l'anno prima e ho ancora le fotocopie di tutti i voti :)Sara

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  14. Concordo su questo metodo, ma non per il tema (non so se ci sia negli altri Paesi).Pur avendo frequentato un istituto tecnico, il nostro prof di italiano era bravissimo e noi lo adoravamo di rimando, pretendeva molto da noi ma ci ha fatto amare la letteratura.Spesso ho ricevuto 6 nel tema perché lui mi diceva che si sentiva che l'avevo scritto di malavoglia, sapeva che potevo fare di più e mi spronava a farlo.

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