Tre anni fa c’era un programma radiofonico alla domenica sera, si chiamava Volo DJ2100. Fabio Volo andava in onda, registrato, con una sorta del meglio della settimana racchiuso in due ore. Ho sempre amato la musica che lui propone e il modo in cui racconta le storie, crea un’atmosfera speciale.
In quei mesi ero sola a Roma, e quell’appuntamento fisso mi teneva una gran compagnia. Alle ventuno della domenica scrivevo come altri sulla pagina fb de Il volo del mattino, il programma quotidiano di Fabio Volo, per commentare quello che ascoltavo alla radio e mi ritrovavo a chiacchierare un po’ con perfetti sconosciuti. Ho conosciuto un sacco di persone belle e simpatiche, tre delle quali sono ancora tra le mie amicizie virtuali a distanza di tre anni. Due di loro nel frattempo hanno avuto un bimbo, l’altro ne aveva gia’ due e mi ha incoraggiata quando e’ nata Franci.
Quello che piu’ ricordo di quei mesi e’ la solitudine in cui vivevo, soprattutto nel periodo in cui le cose non accennavano a muoversi per niente e temevo che tutti i castelli in aria progettati con My potessero schiantarsi a terra inesorabilmente. L’attesa era terribile. Non potevo fare altro che stare a guardare.

E senz’altro l’ipotesi che tra me e My potesse finire era sempre presente in un angolino della mia testa. Vivere un rapporto a distanza, soprattutto quando i chilometri sono proprio tanti, significa non solo riporre la massima fiducia nell’altro, ma anche accettare tutto quello che la distanza porta con se’: dover differire le emozioni, accettare che l’altro non ci sia mai, nel bene e nel male, nel proprio quotidiano, e raccontarsi tutto, ma gia’ masticato e digerito, nell’unico collegamento quotidiano su skype che il fuso ed i reciproci impegni consentono (e non sempre, va detto).
Abbiamo tenuto duro e ce l’abbiamo fatta.

Avevamo lo stesso modo di vedere la vita e il futuro. Io credo che sia stato questo ad aiutarci a superare le difficolta’ che l’oceano di mezzo creava. Perche’ quando litighi per le incomprensioni, e succede eccome eh, ci vorrebbe niente a mandare tutto all’aria. E poi vatti a spiegare. Lo spessore di un rapporto si riconosce nelle difficolta’, nel modo in cui si sceglie di affrontarle, se insieme o no. Ma questo sia che si viva a distanza che sotto lo stesso tetto.

Ma non sempre va bene.
Vivere un rapporto a distanza vuol dire anche che quando le cose iniziano ad andare male si assiste alla fine della propria storia con un’angoscia diversa. E’ ben piu’ difficile poter fare qualcosa, non ci si puo’ incontrare alla sera per chiarirsi, non ci si puo’ stringere le mani mentre ci si guarda negli occhi e dirsi Dai, proviamoci ancora, non ci si puo’ rassicurare rifugiandosi in un bacio che annulla difficolta’ e rancori.
Perche’ mentre si e’ lontani, entrambi si continua a vivere ognuno la propria vita. E la vita scava, lavora, incide inesorabilmente.

Un’amica a cui voglio bene stava aspettando che qualcosa potesse muoversi e finalmente dare una svolta definitiva alla sua storia d’amore a distanza. E’ successo invece che un evento esterno ha incrinato definitivamente una piccola crepa che era li’ presente senza farsi troppo notare e ha mandato in pezzi un po’ di cose.
Da una parte e dall’altra.
E in qualche modo lei e lui si sono guardati nel cuore, e poi negli occhi, e attraverso uno schermo si sono detti che quel futuro che avevano pensato insieme non lo vedevano piu’. Ne’ lui, ne’ lei.
E cosi’ uno dei due ha preso un aereo per lasciarsi.

Trovo che non potessero portarsi piu’ rispetto di cosi’, lei e lui.
Posso solo immaginare quanto faccia male, quanto sia stato difficile incontrarsi all’aeroporto sapendo gia’ cosa sarebbe successo nelle ore successive, e poi ritornare all’aeroporto e salutarsi per non vedersi piu’. Posso solo provare ad immaginare quanto abbiano pesato sul cuore quelle dodici ore di volo di andata, e poi quelle dodici di ritorno, e quanto sia stato difficile, benche’ piu’ o meno deciso di comune accordo, ritornare alla vita di tutti i giorni, apparentemente la stessa, apparentemente sempre soli tutti e due, ma stavolta soli in un altro modo.
In un altro mondo.
Che da domani sara’ diverso da come lo guardavano oggi.

Annunci