Il nome della mia vicina di casa l’ho scoperto il giorno di Halloween, quando ha appeso alla maniglia della nostra porta un sacchettino di caramelle e un bigliettino:

In realta’ ho scoperto quel bigliettino in fondo al sacchetto solo un paio di giorni dopo. Avevo avuto tante cose da fare e pensavo che quelle caramelle fossero un omaggio del condominio, come era successo gia’ in passato nel precedente quando ci siamo trasferiti, al mio compleanno, alla festa del papa’, ad Halloween. Invece no, qua non si usa. 
Allora le ho scritto un sms:

Cara Maria, scusami ma ho trovato solo oggi il tuo messaggio. Non ci hai affatto disturbati, grazie per aver avvertito. Se dovesse accadere che la bimba faccia troppo rumore, ti prego di chiamarmi. Grazie.

Sono passati sei mesi e Maria ed io non ci siamo mai incrociate. Non ho idea di che faccia abbia. Non ci siamo nemmeno piu’ sentite. Noi abbiamo passato qualche notte in piedi urlando e tirando giu’ il calendario quando bimba non voleva riaddormentarsi, lei ha fatto qualche altra cena in cui voci e sedie si sono un po’ sentite, ma niente di che. 
Qualche giorno fa, nuovo sms: 

Ciao Lucy, sono Maria, la tua next door neighbor. Stasera do’ un party. Fammi sapere se facciamo troppo rumore. Ciao, e grazie.

Ed io:

Se la bambina dovesse svegliarsi, ti faro’ sapere, grazie per l’attenzione.

E lei:

Faremo il possibile per tenere il volume basso, grazie a te.

Ovviamente non abbiamo sentito nulla, ma e’ accaduto che bimba ci abbia svegliati alle 4 e che nel farle il latte abbia sentito una sedia trascinata a terra. Unico rumore prodotto dall’appartamento attiguo. 
Cosi’, dopo aver letto questo articolo de La Stampa, ho sorriso. Ho prima pensato, appunto, a Maria.
Anche no, grazie.
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