Credetemi, faccio fatica a scrivere dell’argomento. E’ ormai da qualche tempo che non mi sento piu’ cosi’ autorizzata a parlare della nostra Patria. Manco da tanto e seguo le notizie solo attraverso i giornali online e le “pance” di Facebook. Ma negli ultimi giorni sono rimasta sgomenta da una serie di vicende, oltre che dalle recenti elezioni politiche. Iniziero’ da qui.
Non pretendo di assistere, in Italia, a quello che qui e’ prassi, ovvero la stretta di mano al vincitore – che si tratti del Presidente degli Stati Uniti o della finalista all’NBA. Ma leggere a distanza di mesi ancora post e articoli deliranti su Renzi colpevole della qualsiasi cosa, e’ davvero troppo.

parliamone

Il bello e’ che gli ultras nazionali che non hanno una testa per riflettere ne hanno una per il cerchio e una per la botte. Gente che pubblica vignette disgustose tipo Viva il Presidente dell’Uruguay che fa la fila come tutti all’ospedale pubblico, ma quando poi sottolineo l’assurdita’ della pretesa, oltre al fatto che stamoaparla’dell’Uruguay, con tutto il rispetto per l’Uruguay, e’ d’accordo con me.
Si e’ raggiunto l’apice di questo teatro dell’assurdo in cui l’importante e’ dare la colpa a qualcuno su un mio post post-elezioni: un’amica intelligente commentava una cosa tipo Dobbiamo fare mea culpa, la campagna elettorale aggressiva e urlata non ha portato a nulla e l’elettore grillino-tipo (mai commentato prima un mio post, gli prudevano proprio le dita quel giorno) ha scritto Piddini siete sempre i soliti, pieni di insulti e rabbia. Peccato che lei era candidata M5S. E sorvolo sulle richieste di riconteggio delle schede, brogli elettorali, scie chimiche che hanno modificato il tratto delle matite – incredibilmente non piu’ copiative!! Mettiamoci pure che un anno fa scrissi questo, dove non mi sbagliavo sulla ben nota tendenza suicidaria del PD ma mi sbagliavo di grosso sui modi proposti dai M5S, visto che in un anno non si e’ fatto mezzo passo avanti dalla rissa verbale.
E voi direte, ma questa e’ laggente. Oh. E invece i giornalisti? Voglio dire, perche’ tutto viene sempre ridotto ai minimi termini, anziche’ cercare di ampliare la visuale? La notizia che si strilla, per dirne una, non e’ quella di 1900 bambini che e’ impossibile adottare in Italia, ma quella di un ministro di un governo di destra sinistra che pecca di vanita’:

‘Il bel ministro giovane e simpatico che fa le cose buone’. Roba da cinegiornale Luce.

E per tornare alla sconfitta dell’Italia, vi giuro sono sgomenta. Sono rimasta senza parole quando a due ore dalla fine della partita ho letto delle dimissioni di Prandelli e Abete. E ho chiesto a mio marito, Ma perche’ siamo un paese cosi’ schifosamente emotivo? Possibile che non ci sia possibilita’ di riflessione? E’ sempre tutto di pancia, tutto vomitato fuori, tutto urlato, tutto estremo. Due ore dopo, manco i Mondiali iniziassero l’indomani. Che cambiava nei fatti se si arrivava al mattino dopo, alla settimana dopo, al mese dopo? Niente. Ha mollato la squadra e s’e’ dato, spegnendo le polemiche sull’allenatore e dando il via ad un tiro al Balo senza ritegno. Un unico capro espiatorio va benissimo, mica si gioca in undici guidati da un tecnico. Ogni quotidiano ha proposto un sondaggio per decidere se e’ colpa di Balotelli o no. Ma scherziamo? Ormai il mondo si e’ rivoltato, non sono piu’ i giornalisti ed i politici a fare analisi dei fatti o proposte di legge, si segue la pancia di lettori ed elettori per muovere le proprie azioni ed ottenere consensi.
E nemmeno sappiamo piu’ ridere. Ci sono state polemiche pure su queste pubblicita’ geniali.

#calcioBarilla

E ancora. Caso Gambirasio. Il ministro dell’Interno Alfano annuncia la cattura dell’assassino, di fatto bruciando l’indagine in corso da appena una settimana sul sospetto. Pero’ bello, applausi, sono stata cosi’ fiera del lavoro degli inquirenti! E invece e’ partita la lotteria di giustizialisti versus innocentisti perche’ Bossetti e’ stato messo alla gogna. A parte l’unica cosa intelligente che mi ha fatto riflettere (grazie Laura), il resto e’ fuffa e il sottile e certosino lavoro di biologi e investigatori durante i quattro anni di indagini viene spazzato via dalle solite urla e da imbarazzanti articoli. Ci concentriamo sempre sul negativo, noi.
Altre due notizie che mi hanno dato la gastrite riguardano il prefetto rimosso da Alfano (ancora lui…) in mezza giornata e l’iscrizione nell’albo degli indagati per i due genitori della ragazza suicida. Perche’ chiaramente no, il disagio emotivo di quella povera ragazza deve trovare un motivo. Nessun altro adolescente al mondo e’ mai stato arrabbiato con i propri genitori. Quei giudici invece avrebbero consentito ad occhi chiusi alle loro figlie di andare in Cina per un anno, e mai gli hanno vietato di uscire o di regolare i loro orari, e mai le loro figlie li hanno tacciati di essere troppo severi e repressivi. Sono giudici solo con gli altri, loro. E nel caso del Prefetto non discuto l’opportunita’ della rimozione, che finalmente si licenzia qualcuno per incompetenza!, ma il bailamme che si e’ creato. Non mi e’ difficile pensare perche’ quel pover’uomo abbia pensato al suicidio. Voglio dire, in Giappone succede per molto meno.
E per finire, sono d’accordo con Michela. Siamo perfetti esterofili. A Natalino Balasso per esempio nun je toccate gli stupri indiani, che noi numericamente stiamo messi molto peggio:

Secondo l’Istat, ad esempio, nel 2011 ci sono stati in Italia 13 stupri al giorno. Cioè uno stupro ogni due ore. L’anno successivo si parlava di 15 stupri al giorno dei quali, udite udite, meno del 10% attribuibili a stranieri. Sembrerebbe comunque esserci un abisso tra le nostre 2 ore e i 21 minuti dell’India. Se non fosse che in India ci sono un miliardo e duecento milioni di persone, mentre in Italia non ce ne sono nemmeno sessanta milioni. I 13 stupri dell’Italia andrebbero quindi moltiplicati per venti per ottenere un risultato assimilabile. Risulterebbero insomma, approssimativamente, 250 stupri in Italia ogni 72 stupri dell’India.

Non fa una piega, no?
Guardare il nostro Paese dal di fuori a volte e’ davvero deprimente.

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