Oggi e’ uno di quei giorni in cui mi sento un po’ triste e ho il groppo in gola. Non mi capita quasi mai per fortuna, ma oggi sento il bisogno di sfogarmi.

Sto continuando ad elaborare il mio personale lutto per la brusca fine di una serie di relazioni che mi hanno tenuto compagnia per un paio d’anni, direi piu’ concretamente per un anno intero. E siccome sono una che di solito non si lamenta, e che di solito non mostra il proprio lato piu’ fragile, sembra che non me ne sia fregato nulla e che ho semplicemente fatto zac. Ma ovviamente non e’ cosi’.
E’ passato un mese dall’epilogo della faccenda e ancora ci sto male.  Ci sto male perche’ non mi sono sentita capita, e vabbe’, capita, ma soprattutto perche’ mi sono sentita veramente tradita. Credevo che quello che avevo costruito nel tempo con un paio di persone in particolare avrebbe avuto la meglio sulle scaramucce con le altre che si sono attaccate alla superficialita’. Credevo che la sostanza ci fosse, e invece mi sbagliavo. Ho preso un abbaglio enorme. E credevo anche che avrei ricevuto pubblico sostegno, e invece no, si pensa sempre che chi e’ forte e’ capace di farcela da sola, fosse pure davanti un plotone di accuse, in parte vere e in buona parte inventate, o peggio ancora davanti al silenzio.

Non ce l’ho fatta.

Mi sono trovata sola a dovermi difendere e mi sono ritrovata con le mie parole che facevano l’eco, senza che nessuna prendesse le mie parti – e si’ che in privato accadeva eccome – ma d’altronde che pretendo, e’ tipico delle relazioni al femminile. E ho gia’ detto che riconosco le mie colpe, mica dico che sono stata una vittima; ma se tre persone avevano deciso che non dovessi piu’ star li’, sei non hanno avuto niente da dire. Messaggio piu’ che chiaro. Ho mollato tutto e me ne sono andata.

E’ finita che per il dolore dell’essermi sentita tradita da qualcuna ho deciso di non voler avere piu’ niente a che fare con nessuna, e ho rinunciato in toto a tutto quello che io per prima avevo promosso, che evidentemente rispondeva ad un mio bisogno. Perche’ se l’uomo e’ un animale sociale, l’expat e’ affamato di relazioni, soprattutto se come me non ne ha piu’ di reali. Come spesso accade, poi, quello che fai per gli altri non ti torna indietro: non ho mai avuto dubbi sull’accogliere nel gruppo chi diceva di sentirsi solo, senza se e senza ma, perche’ per quanto tu possa avere una famiglia che ti riempie il cuore, la solitudine pesa per tutte. Evidentemente questo non valeva per me, posso benissimo star da sola.

goodbye

E ancora di piu’ provo dolore perche’ quello che e’ accaduto mi ha portata a fare un passo indietro in generale. E’ un mese che evito i dialoghi piu’ intimi, e’ un mese che sto molto per i fatti miei, e’ un mese che non gioco e non scherzo con nessuno per paura di essere fraintesa, ed e’ un mese che evito i contraddittori, fossero pure A me piace la Nutella – No a me il peanut butter. Ho detto no a post su blog altrui, ho evitato qualsiasi confronto, ho rifiutato richieste di amicizia, sono diventata sensibile al rifiuto.

Io non sono cosi’. E se quello che e’ accaduto mi fa star male, questo mi fa star peggio.

A volte si prendono decisioni perche’ non si hanno altre alternative. E’ come una partita a carte, te la devi giocare con quelle che hai e io non ne avevo piu’. Tutto quello che avevo contribuito a costruire mi manca, ma non puo’ piu’ esistere. Spero di iniziare a lavorare e di riempire le mie giornate, perche’ so che questa enorme delusione e’ amplificata dal nulla che ho intorno.

E soprattutto, passa.

Annunci