Dunque:
– imballaggio effetti personali: work in progress.
– traslocatore: trovato.
– casa di destinazione: work in progress.
– passaggio di testimone professionale: trovato.
– college per visto di studio: trovato, non ancora contattato.
– vendita casa: non pervenuto.

Un dettaglio da niente, no?

Il punto è proprio questo. Capisco che siamo in piena recessione, e non da due giorni. Mi rendo conto che vendere una casa non è facile, né rapido, ma santo cielo… La prima agenzia mi ha solata, come diciamo a Roma. Poi ho cercato tutti coatti, e tra l’altro la simpatica ed entusiasta Gioia (nome omen) mi ha richiamata qualche giorno fa: “Buongiorno! Come sta? A che punto è la vendita della sua casa? No, perchè mi ricordo che il mandato scadeva a fine settembre!” “Ricorda bene, Gioia, ma sa, a luglio le avevo chiesto informazioni per la consulenza del geometra, lei non si è più fatta sentire e ho dato l’incarico ad un’altra agenzia”.
Che poi è quella di calzino rigato, e anche qui l’inizio è stato tutto un programma:
Firmo a fine luglio il mandato di vendita, calzinetto mi dice: “Lunedì alle 10 vengono i colleghi a fare le foto, ma ti diamo conferma domani.” (il giorno del suo matrimonio, tra l’altro). Domani non sento nessuno, posso ben comprendere. Lunedì alle 9 mando un messaggio, per non rompere il neosposo che magari sta preparando i bagagli, chiedendo per quando è previsto l’appuntamento. Ovviamente non risponde. Alle 12, appena uscita dalla doccia, trovo alla porta i due incaricati imbarazzatissimi: “Ma come, non l’hanno avvertita dello spostamento?” Evidentemente no.
Lo scorso lunedì era fissato il primo appuntamento. Poi spostato a mercoledì per impossibilità dell’aspirante acquirente. Alle 19.15 la tipa mi chiama per avvertire che avranno 10 minuti di ritardo.
Alle 20.50 non vedo ancora nessuno, i cellulari sono irraggiungibili, nessun messaggio.
Sono furibonda.
A stento riesco a controllare l’ansia che mi fa pensare Ecco altri 6 mesi buttati, e non me ne andrò mai, e ho il bastone da rabdomante per affidarmi agli incapaci, e come farò…
La mattina dopo chiamo io e scopro che la tipa era rimasta in panne con la macchina e col cellulare scarico. Famo che te credo. Ma un messaggino di scuse no, eh? Troppa grazia.
Vi prego: energie positive su di me. Grazie. Ne ho bisogno.

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