Alle elementari avevo una compagna di classe che qualche anno prima era finita sulla prima pagina del giornale. Abitava, a Roma, al piano terra di un palazzo di fronte al capolinea del 65. Aveva tre o quattro anni quando un giorno usci’ di casa e sali’ sull’autobus. Nessuno fece caso a lei, e arrivo’ fino all’altro capolinea, Stazione Termini, dove finalmente qualcuno si rese conto di questa piccola bimba da sola, e chiamarono i Carabinieri. Non ricordo molto altro, so solo che lei lo raccontava sempre molto divertita, aveva trasgredito e fatto morire di paura i genitori, e agli occhi di noi altri bambini aveva fatto una cosa coraggiosissima.
All’opposto, la notizia di oggi, della bimba dimenticata a casa, e’ infinitamente triste. Lei che infila le sue scarpine al contrario e cerca di raggiungere l’asilo rivela una solitudine assordante. Magari il padre pensava lo avesse fatto la madre e viceversa, come negli altri casi dall’esito ben peggiore. Ma che pena, povera piccola, gia’ cosi’ responsabile di se’. Come i gemelli di quel film meraviglioso, Hereafter.

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