Noi donne lo so come siamo, no? Ne abbiamo gia’ parlato. Di solito gia’ in adolescenza diventiamo indipendenti. Di solito.
E allora perche’ cresciamo mezzi uomini?
Mia sorella mi racconta che quando La Princi era all’ultimo anno di nido si organizzavano gite di un giorno, magari all’agriturismo a vedere gli animali, e la piccola tornava entusiasta di aver fatto una nuova esperienza, con odori e sapori nuovi, da sola. Anche Gummo lo portano in piscina, col nido. Pero’ non tutte le mamme sono come mia sorella. Alcune le dicevano Noooo io non ce lo mando, e se poi il pullman ha un incidente come quelli che si sentono? Noooo e le maestre non sanno guardare mio figlio come farei io. Nooooo io non mi fido, fino a che ha otto anni almeno non lo mando da nessuna parte.
Tanto per proseguire il discorso iniziato qui.

Un’amica ha una modalita’ leggermente overparenting. Dice fiera Io mio figlio non lo lascio MAI!! Ed e’ proprio cosi’ eh, non lo molla mezzo secondo, non si separa mai da lui, considera il padre un incapace e solo lei e’ in grado di accudire il suo piccolo principe. E lo so che molte di voi staranno scuotendo la testa ma poi faranno esattamente le stesse cose. Il punto e’ che il piccolo principe ne ha piene le scatole di questa oppressione materna, solo che a quattro anni come lo fa notare? Semplice: picchia tutti. Il nanetto e’ talmente pieno di rabbia che si sfoga sul primo malcapitato, piccolo o grande, perche’ non ha sviluppato alcuna competenza relazionale visto che passa i suoi pomeriggi sempre a casa con mammina, che non lo porta nemmeno al parco. La quale a sua volta ha un pessimo rapporto con la gestione della rabbia (sua). Chi viene cresciuto cosi’ o diventa Postiglione o diventa Psycho. Lui e’ (gia’) Psycho. Un giorno si e’ slacciato dal seggiolino e ha provato a strozzare la madre, che guidava, perche’ non lo faceva giocare. Giuro.

Quante volte ci lamentiamo che gli uomini non sanno fare le cose, sono mammoni, che sono incapaci di organizzarsi da soli… poi pero’ se andiamo a vedere siamo proprio noi donne che li rendiamo cosi’. E i padri di solito in queste costellazioni familiari sono assolutamente defilati, o incapaci di contrastare il potere materno, magari dietro la scusa dell’iperlavoro.

Io al momento mi sono salvata, nel senso che, a meno di non avere sorprese come e’ successo alla mia amica Gio, avro’ una picci girl, e quindi passo ancora un giro per diventare suocera stronza. Ups. Magari saro’ lo stesso una pessima madre, ma di figlia femmina, che comunque avra’ una marcia in piu’. L’ho detto. Magari potro’ raccontarvi di meravigliosi conflitti madre-figlia, come qualcuna mi ha scritto insieme alle congratulazioni per la mia pancia. Poi dici i passivo aggressivi.

Pero’ dico, no. Un ragazzo, diciamo sui 18 anni, sara’ piu’ o meno in grado di badare a se stesso. Piu’ o meno, dipende da cosa deve fare, certo. Pero’ ecco, l’impressione che ho e’ che si tende sempre a proteggere troppo gli uomini rispetto alle donne.
Un’amica mi scrive:

 Io sono preoccupata perché è una facoltà tosta e lui non è mai stato più di tanto sui libri 

Capisco le preoccupazioni, e i soldi, per esempio. Ma se sbaglia, se fallisce, che problema c’e’? Ha preso una toppa, dagli errori si impara e ci si fortifica. Se stiamo sempre li’ a prevenire le cose i ragazzi non ci sbattono mai il muso, e l’autostima cala, mica cresce. E’ la sensazione di farcela da soli che aumenta l’autostima, nel bene e nel male.

io gli ho detto di provare e che se vede che è troppo dura, non deve sentirsi in dovere di continuare e non deve vederlo come un insuccesso.[…] gliel ho detto solo per non fargli sentire il peso dell’università perchè ci vanno tutti, perchè è buona cosa andarci.. se sente che è troppo pesante, non deve esitare a dirci di non voler continuare.

E invece forse rendersi conto di aver calcolato male, di non aver saputo considerare tutti gli aspetti, puo’ renderlo una persona migliore. E infatti le scrivo

Poraccio, gli si ricorda sempre che potrebbe non farcela, e invece no, lasciatelo fare, senza commentare. Lo proteggete troppo! Fatelo diventare uomo, fatelo sbagliare, fatelo fallire!! Se succede mica si ammazza, che paura avete? Sbagliando si cresce.

Perche’ si e’ cosi’ iperprotettivi con i maschi?

PdC ha scritto che suo figlio a 10 anni si fa la lavatrice da solo quando torna dal rugby. Assolutamente una mosca bianca e il merito va soprattutto a lei. La maggior parte degli uomini trenta-quarantenni che conosco a malapena sa farsi un toast. O porta il bucato a mammina, che non gli dice mai Ma vedi di imparare. No. Lava, stira e ammira. D’altronde, come poter fare a meno di questo meraviglioso senso di indispensabilita’?

La nostra e’ una cultura materna e matrocentrica. Come ho scritto in un commento all’altro post:

E ricordiamo che quella anglosassone (ma tutta quella nordeuropea, in generale) e’ una cultura in cui i figli a 18 anni vanno via di casa e sono indipendenti. Da noi – e al di la’ delle crisi economiche, e’ proprio cultura – stanno a casa fino a 30. E i cinquantenni sono “ragazzi”. Qualcosa vorra’ pur dire.

Nei commenti ad un vecchio post raccontavo che a lezione, qui, la prof aveva bocciato il ragazzo che aveva provato a fregarla entrando di soppiatto durante una lezione. Di recente ho scoperto che ha bocciato anche un’altra che e’ mancata all’esame finale adducendo una scusa ospedaliera ma senza riuscire a produrre una prova del ricovero. Cosi’ come l’attuale prof ha bocciato uno che ha fatto due assenze su un corso di diciotto giorni (nb.: non e’ che bocciano in assoluto per le assenze, ma solo per quelle arbitrarie e senza giustificazione). A me e’ stato tolto un punto perche’ sono arrivata tre volte in ritardo, ed il mio ritardo era sempre di 3-4 minuti. Esagerato? Io non penso. Io credo che sia rispettoso nei confronti di chi si alzava piu’ presto di me e alle 7.50 era gia’ seduto in classe in attesa che iniziasse la lezione.

E non mi fate sempre i confronti con l’America. Mia madre dice che in Finlandia era gia’ cosi’ quarant’anni fa. E infatti come sta messa la Scandinavia? Siccome tutti sputiamo sulla cultura Americana dalla quale importiamo solo il peggio, voglio dirvi che il problema e’ nostro. Perche’ non importiamo una cosa del genere? A scuola non si fanno mai queste cose: 

Quattro bulletti americani avevano preso in giro e umiliato Karen Klein, l’anziana signora sullo scuolabus che li portava a lezione. Il filmato, caricato su YouTube, ha però provocato un’onda di solidarietà: oltre 30.000 sono state le persone da più di 80 paesi che hanno donato complessivamente 703.833 dollari. […] Allo stesso tempo, i ragazzini protagonisti della vicenda, sono stati sospesi per un anno da scuola e dall’utilizzo del pullmino. Oltre a ciò dovranno frequentare un programma educativo alternativo e ognuno di loro dovrà prestare 50 ore di servizio sociale con gli anziani. Corriere della Sera, 29 luglio 2012

Da noi si usa fare ricorso al TAR quando il nostro piccolo cucciolino quindicenne che si sbomballa di canne viene ingiustamente bocciato. Certo. Perche’ lo scopri a meta’ giugno, che viene bocciato.

Quello che dovrei riuscire a spiegarvi senza diventare noiosa e’ come il complesso edipico agisce in modo diverso sui maschi e sulle femmine, ed e’ quello il motivo per cui i piccoli principi sono tutti maschi. Ma dovro’ farci un post a parte.

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