La psicologia sta entrando lentamente, mooooooolto lentamente, a far parte della cultura condivisa italiana. Spero che questo serva a dipanare un po’ quel fumo sulla categoria a cui non piu’ appartengo – no, non si smette mai di essere psicologi – e che noi stessi contribuiamo a creare. Oggi voglio provare a chiarirvi un po’ le idee cosi’ quando sarete in conversazione con qualcuno non farete brutte figure, e lo faccio come sempre, parlando spiccio.

Freud ha coniato questi termini che poi tutti gli psicanalisti successivi a lui hanno ripreso e chiamato magari in altri modi, ma la ciccia e’ sempre quella e ve la spiego con lo sviluppo psicoaffettivo dei bambini e degli adolescenti.

L’Es e’ quella istanza psichica parte che spinge qualsiasi bambino a desiderare una cosa, tipo il latte o la luna (celo) o il nuovo puzzle di PeppaPig, e a volerlo subito, immediatamente, e se non me lo dai piango e strepito. Ora, parlando di bambini e’ facile capire come funziona st’Es; piu’ complicato e’ provare ad immaginare come lavori in un adulto. Personalmente lo sperimentavo con la voglia di qualcosa di nuovo, comune a molte donne, che mi spingeva al Centro Commerciale di domenica mattina a cercare un pantalone grigio gamba dritta da mettere con la scarpa comprata dieci giorni prima. Era quel piccolo tarlo nel cervello che quando non lavoravo riusciva a non farmi pensare al fatto che ero sola; quella piccola gratificazione settimanale mi ha permesso di aspettare tre anni lontana da My, a costo di non mettere da parte quei 50 euro settimanali.

L’Es non e’ qualcosa di giusto o sbagliato a prescindere, come il sesso quotidiano non lo e’ ma dipende dal come e con chi. L’Es non e’ solo il sesso, ma si capisce cos’e’ usando il sesso come esempio. Un Es messo sotto scacco dal Super-Io e’ quella battuta sessista rivolta ad una persona rigida che conosciamo tutti, Ma sco*a un po’ di piu‘. Un Es troppo sgarzolo e’ quello che non fa pensare alle conseguenze del sesso promiscuo non protetto, tipo l’Hpv se ti va bene.
L’Es va bene quando si bilancia con l’Io ed il Super-Io.

L’Io e’ la struttura psichica delle tre che si completa piu’ tardi, alla fine dell’adolescenza, ma per chiarezza ne parlo ora perche’ e’ quella che tutti conosciamo meglio: si tratta dell’identita’ di ciascuno ed e’ composta da temperamento personale, insegnamenti ricevuti, scoperte fatte, esperienze vissute nel bene e nel male, persone che sono state importanti nella nostra vita eccetera. Si struttura definitivamente alla fine della adolescenza ma la base su cui si forgia e’ in continuo cambiamento, come tutti sappiamo, e per fortuna.
Non esiste un Io giusto o sbagliato a prescindere, ma esiste un equilibrio tra Io, Es e Super-Io. Ad esempio, un eccesso di critiche ricevute puo’ minare l’autostima, che e’ solo una parte dell’Io; ma anche l’assenza di giudizio critico nella formazione di una persona crea un Io fragile ed intollerante a qualsiasi contrasto.

Ora viene la parte tricky, come dicono qua, quella che vi fa fare brutte figure.

Il Super-Io NON E’ un ego smisurato, come tanti pensano, ma l’esatto opposto.

Abbiamo detto che un bambino desidera tutto e subito e non tollera frustrazione. Quando e’ piccolo il genitore, o chi si prende cura di lui, lo accontenta in tutto, piu’ o meno, creando le basi per un sano narcisismo. Ma con il passare del tempo il genitore sufficientemente buono sa che per garantire al piccolo una crescita equilibrata deve insegnargli a sopportare la frustrazione: ovviamente non varra’ per i bisogni primari (fame, sete, sonno) ma per le cose un po’ piu’ futili, tipo il giocattolo nuovo, oppure per educarlo a mettere a posto i giochi prima di iniziare una nuova attivita’, o per dargli il limite dell’autorita’ genitoriale (“Si va via dal parco quando lo dico io”).

Per un lungo periodo e’ la mamma il genitore a fare il poliziotto cattivo: non arrampicarti sugli alberi che cadi, non rivolgere la parola agli sconosciuti, non mangiare il biscotto se contiene tracce di arachidi che sei allergico, non spingere, non mordere, non non non non non. In adolescenza, di solito, questo ruolo passa piu’ nelle mani dei papa’, perche’ per una crescita sana il bambino che diventa grande deve sganciarsi dalla protezione genitoriale ma soprattuto materna. In generale inizieranno le contrattazioni sugli orari di rientro, gli obblighi di far sapere dove si e’, il divieto di mettersi nei casini, il braccio di ferro per la scuola, il portare rispetto… Il bambino e l’adolescente hanno bisogno delle regole imposte, anche se le vivono male, proprio perche’ imparano a capire il confine tra se’ e l’autorita’.

Fino a qua ci siamo, giusto?

Il Super-Io altri non e’ che quella vocina interna che piano piano inizia a sostituire la vociona dei genitori e suggerisce cosa non fare. In adolescenza il Super-Io e’ particolarmente severo, perche’ come per tutte le cose che si imparano a fare da soli all’inizio si e’ un po’ imbranati e nel dubbio di sbagliare si tende ad essere iperprudenti. Di solito il Super-Io in adolescenza genera una piccola angoscia che dissuade dal fare qualcosa con gli estremi tipici dell’adolescenza. Un po’ di sovrappeso sara’ da combattere alla morte, la masturbazione rende ciechi, se fai petting col fidanz friend with benefits sei rimasta incinta, se sei a casa da solo senti un milione di rumori perche’ ci saranno i ladri, eccetera. Il Super-Io serve all’adolescente per iniziare a darsi dei limiti da solo anche in assenza dei genitori, e’ come se provasse a sperimentare la prudenza al massimo della potenza per poi iniziare a mollare piano piano il freno e aggiustare l’ansia quando ci si accorge che non succede nulla.
Il Super-Io genera ansia a scapito dell’Es e dell’Io (che, ripeto, in adolescenza non e’ ancora ben definito). Banalizzando molto, quando un Super-Io e’ eccessivamente rigido si sviluppano disturbi d’ansia per un carico di colpa difficile da tollerare, quando e’ eccessivamente lasso si passa all’azione (prevale l’Es) e ad esempio si ruba, si fa sesso promiscuo o ci si droga. L’adolescenza e’ quel periodo cosi’ lineare in cui un ragazzo puo’ soffrire di tricotillomania e l’anno dopo fare a botte allo stadio. Anche questo costribuisce, nel bene e nel male, a strutturare la sua identita’.

L’adolescenza di solito finisce quando l’Es, il Super-Io e l’Io trovano un equilibrio stabile nella persona, che quindi oltre ad aver strutturato una sua personalita’ avra’ anche imparato a non fare ca**ate per non mettersi nei guai, a mettere il preservativo prima di un rapporto e a non mangiare l’ennesimo dolce per non sentirsi male, e senza che qualcuno dal di fuori debba ricordarglielo in continuazione.

Il severo Super-Io diventa la coscienza morale di ciascuno. Questo e’ il motivo per cui alle medie si dovrebbe studiare educazione civica e alle superiori si studia filosofia, e questo e’ il motivo per cui la maggior parte degli adolescenti e post adolescenti si interessano a temi come la pena di morte, i diritti degli animali, il veganesimo, l’etica, la politica. E questo e’ il motivo per cui la maggior parte dei diciottenni vota a sinistra. Ma questo e’ un discorso ampio, enorme, che avrebbe bisogno di un altro post.

Annunci