Un lavoro qualsiasi

daringtodo

Mi ricordo improvvisamente di avere una casella “Altro” per i messaggi di Facebook, casella che non controllo da qualche mese. Di solito non c’e’ niente di che, stavolta invece trovo tre messaggi che chiedono info su come lasciare l’Italia e trasferirsi negli Stati Uniti.

Mi era successo solo un altro paio di volte, in un anno e poco piu’ che sono qui, ma entrambi avevano le idee abbastanza precise e fu facile dare risposte o indicazioni. Stavolta i messaggi sono stati inviati tutti tra gennaio e febbraio, e le richieste sono talmente vaghe che esprimono solo un concetto: dammi un qualsiasi appiglio per sperare di evadere da qui.
E mi ha fatto tanta impressione, a quattro giorni dal voto di una nuova compagine di governo che tutto promette tranne la parola futuro. O speranza. O ripresa.
La campagna elettorale piu’ squallida che io ricordi. E non tanto per i colpi bassi, che ci sono sempre stati, quanto per la sua vacuita’.
E il pensiero e’, se uno scrive ad una perfetta sconosciuta, e una signora nessuno, e come me scrivono a Marica o ad altre expat, quale e’ il livello di disperazione?
O forse non sanno dove/come orientarsi in rete per reperire informazioni?
Comunque mi ha dato da riflettere.

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0 pensieri su “Un lavoro qualsiasi

  1. A me stupisce molto anche il fatto che spesso le persone che mi chiedono che possibilità ci sono qui o come fare hanno mestieri un tempo molto tutelati e con un buono stipendio (medici, piccoli imprenditori, ecc.). Oltre all'ovvia questione della crisi in cui versa il paese, secondo me c'è anche molta più paura che speranza rispetto a queste nuove elezioni, pochi credeono in un futuro migliore e molti temono che possa solo peggiorare, ancora. Infine, sull'America vive ancora il vecchio clichè dell'italiano che parte con la valigia di cartone, inizia con lavori umili e si compra un ristorante…peccato che adesso senza visto non si entra e se anche ce l'hai ti controllano fino alle mutante prima di farti venire qui!

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  2. Sono gli effetti collaterali della mitologia generata dal “sogno americano”. In molti casi si pensa che sia sufficiente prendere la decisione e che tutto il resto (o quasi) verrà da solo. Invece quella è davvero solo l'inizio.

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  3. Brutta cosa questa che racconti… D'altra parte io a tre giorni dal voto sono ancora indecisa. Mi sembra che comunque non servirà a niente. La voglia di andare via c'è. Ma chiaramente nel caso mio e di mio marito è solo una reazione allo schifo dilagante dato che fortunatamente entra uno stipendio sicuro. Ma ho parenti che pensano seriamente di andare in Australia, così al buio, perchè tanto dicono sarà sempre meglio che qui dove con la laurea devono fare i magazzinieri.

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  4. Io non vedo tanto la disperazione quanto la superficialità che rasenta l'essere del tutto imbecilli. E' vero parlo dal mio posto fisso a tempo indeterminato da 25 anni, però di sicuro non c'è davvero più nulla per cui neppure io sono al riparo.Ma come dici tu scrivere a una sconosciuta mi pare assurdo, per una cosa tanto importante, vitale. Voterò Bersani convinta, la gente è stremata è vero, ma c'è anche chi dice che siccome è nevicato e nevicherà al nord ci sarà astensionismo, certo bastano 2 fiocchi, dai che coscienza. La fila alle macchinette mangiasoldi è sempre lunga e formata da gente dimessa, i discorsi – sentiti ieri – eh ma lì mi offrono un lavoro a tempo determinato, come faccio? Allora stai a casa piuttosto. Non nego la crisi cara, ma continuo a vedere gente che non ha voglia. baci sandra

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  5. io sono “dall'altra parte”. sono in Italia, con il desiderio che ogni tanto serpeggia di andare via, di venire lì dove tutto è possibile, dove c'è sempre il sole, nella terra dei vincenti. quindi capisco chi ti scrive, e magari lo fa perchè si vuole perdere nel sogno.

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  6. Credo che queste richieste siano un cocktail misto tra disperazione e speranza. La speranza di un futuro che qui irrimediabilmente sembra essere compromesso per tutti, giovani, vecchi, disabili. Qui non ci si scansa da paure quotidiane: tasse, sovratasse, stipendi bassi, lavori fantasmi. Tutto questo si scontra con il clientelismo, privilegi e compensi eccessivi per la casta politica, evasori fiscali per milioni e milioni di euro a fronte del piccolo artigiano che non arrivando a fine mese, per una piccola tassa non pagata si ritrova pignoramenti impensabili! Insomma, non vi stupite di queste richieste. Non siamo in guerra ma è una guerra silenziosa in cui pian pian rischiano di cadere solo la povera gente, gli operai e gli impiegati. Oramai la classe borghese è da quel di' che è finita! Scusate lo sfogo ma a tre giorni dal voto sono ancor più schifata!

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  7. La situazione italiana non è sinceramente facile. Poi “tra il dire è il fare c'è di mezzo il fare”, come si dice dalle mie parti. Io penso sia positiva la voglia di cercare altrove, ma deve esser anche concreta, alcuni “superficialmente” – ignorando molto della realtà in cui vorrebbero affacciarsi – non realizzano che non è tutto oro quello che luccica, basta leggere i post di Silvia degli ultimi giorni, o con costanza i blog di voi expat.Faccio un esempio che spero aiuti. Il capo di mio marito, inglese ma con una figlia nata in USA, dove ha lavorato per alcuni anni risiedendo stabilmente, va almeno ogni 2 mesi negli States per lavoro da anni e anni e ogni santa volta gli fanno storie: “ha troppi accessi negli USA, cosa viene a fare?” e via così… a nulla serve spiegare ogni volta tutto, che ha persino una macchina e un domicilio fisso, vestiti lì e soprattutto un contratto che prevede queste sue trasferte continue, niente! gli fanno sempre storie. Anche quando viaggia con la figlia che ha passaporto doppio! La figlia da cittadina americana fa una fila diversa, ma lui no, marcando che lui è solo il genitore di un'americana, ma lui resta uno straniero. So bene che sono pagati per far proprio terrorismo psicologico, incutere terrore, infondere l'idea che non li freghi, e alcuni sadicamente ci si divertono, ma sono inflessibili, i confini sono ben protetti. Quando sono stata negli USA la prima volta, quasi 20 anni fa per turismo, viaggiavo con un gruppo di studenti di nazionalità diverse. Una, belga, era lì per una borsa di studio annuale e a causa sua abbiamo dovuto rinunciare ad una gita in Messico o lei non sarebbe potuta rientrare perchè il suo visto non lo permetteva, punto. Mediatiamo, non è così facile entrare negli USA… Detto questo io mi trovo molto bene negli USA, ma come ho detto altre volte non credo ci vivrei per sempre, anche se in questo periodo preferirei esser lì, dove si lavora comunque tanto ma ho speranza di veder mio marito tutti i giorni e ho visto che c'è una distinzione tra lavoro e vita privata, qui invece il lavoro se la mangia di questi tempi! Ammiro poi moltissimo il loro atteggiamento ottimista, la loro concretezza, e la facilità burocratica di molte cose, quelle sarebbero da importare. La cosa che mi piacerebbe è che tutti potessimo fare esperienze all'estero e importare quello che impariamo, invece io vedo immobilismo. Ho visto persone tornare con tante belle speranze e vederle infrante e subito cercare di ripartire o spegnersi, perchè le bollette van pagate. Vedo piccolissimi cambiamenti, negli atteggiamenti, ma non sento la possibilità di fare veramente qualcosa che sia di rottura con tutto quello che non ci piace dell'Italia di oggi. Mi sento qualunquista ma non sono serena per queste elezioni, non trovo nemmeno un meno peggio, andrò comunque a votare anche se NESSUNO mi rappresenta. NESSUNO di loro. E' verissimo che siamo noi ad averli votati ecc ecc, ma è anche vero che sono loro a decidere chi è nelle varie liste dei candidati, blindatissime – a sentire amici che ci hanno provata ad impegnarsi politicamente ma salvo nelle piccole realtà dopo segui i diktat dei “capi” – per cui è vero a metà quello che ha detto Bisio a Sanremo, che è l'elettore impresentabile – e per quella metà AIUTO!!! – : devi scegliere tra quel che passa il convento, minestre sciape riscaldate per lo più. Ok, ora, chiuso il momento dello sconforto, mi rimotivo che ho una figlia piccola. Non so bene cosa, ma io sento che qualcosa dobbiamo invetarci noi che restiamo in patria, anche per il nostro benessere mentale.

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  8. Sicuramente, rivolgersi ad un'estranea per quanto Lucy sia capace e disponibile, sta a confermare il livello di disperazione e paura che si respira in questo paese. Nessuno pensa che l'America sia il paese della cuccagna dove bastino energia e volontà per diventare dei novelli Rockefeller. Assolutamente no, non siamo così idioti, e tutti sono consapevoli delle enormi difficoltà per accedervi, ma è pensiero comune che “ovunque” sia meglio di quà. Ovunque!Questo ovviamente è il mio pensiero, in quanto non ho più un posto fisso, disintegrato da politiche e manovre sconsiderate, e definitivamente ingoiato dalla crisi, un marito (volenteroso e capace) che è nelle mie stesse condizioni, e certo che mi sento un'imbecille a non aver saputo cavalcare l'onda delle raccomandazioni e delle amicizie per arrivare al tanto desiderato posto fisso. (Non lo affermo con convinzione, perché caratterialmente, non sono così, ma con il senno del poi….)Il danno grave è che a 40 anni, in ogni posto del mondo, ti puoi rimettere in gioco grazie alle competenze acquisite in anni di lavoro, tranne che quì in Italia, perchè sei troppo vecchio per sfruttare le agevolazioni offerte da uno Stato che privilegia giustamente i giovani , e troppo giovane per ritirarti, non avendo maturato contibuti, perchè non si è un lavoratore statale (baby pensionati con secondo lavoro), ma un povero coglione che ha lavorato tutta la vita con privati. Allora ti inventi una tua attività, che per carità, è ammirevole visto che ci hai investito tutti i tuoi risparmi per evitare di rivolgerti agli strozzini autorizzati (leggi liberamente Banche) ma ahimè, sei inghiottito nel vortice di pagamenti e tasse che rasentano il grottesco e ti ritrovi a pagare cose di cui non sapevi neanche l'esistenza e per cui pagare è come essere derubato….ma questa è un'altra storia, fatto sta che o sta minestra o la finestra….. Oppure sogni, e cerchi conferme in rete che esistono posti dove tutti i sacrifici portano ad una condizione di vita migliore, in alcuni casi idealizzi anche quella speranza, ma comunque non a tal punto da pensare che altrove tutto è più facile. Si sogna consapevolmente.Morale: noi da quest’altra parte dell’Oceano ci viviamo, per tanti senza nessun’altra possibilità, e quando diciamo che le scuole non svolgono il proprio dovere perché mancano mezzi e fondi, quando la sanità fa schifo perché la viviamo sulla nostra pelle malata, quando se chiedi un buon servizio che paghi vieni definita una rompiscatole, non lo diciamo perché noi italiani ci lamentiamo sempre, ma proprio perché vivere così non ci piace più e siamo ancora troppo pochi per osare un cambiamento, e proprio in questi frangenti che ti viene la voglia di scappare…..si, non di partire, cambiare vita, lavoro o territorio, così giusto per provare l’ebbrezza del cambiamento, vuoi proprio SCAPPARE, FUGGIRE il più lontano possibile da questa realtà di cui ne fai parte tuo malgrado, ma che non ti rappresenta, come non ti rappresentano quelli che sono al potere. Ma non a tutti è concesso il lusso di poterlo fare, e allora ecco che la disponibilità di Lucy diventa per alcuni l’ancora di salvezza, il cuscino su cui potersi adagiare e sognare, perché la realtà che vivono non è quella che vorrebbero e da cui, sottolineo, non sempre si può fuggire.Grazie Lucy dello spunto che mi hai offerto.

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  9. Qui la questione lavoro è tragica e purtroppo lo posso dire perchè mi tocca di persona. Che io sappia tutti i nostri amici hanno pensato almeno una volta ad andare fuori dall'Italia e anche noi ci abbiamo pensato. Poi ovvio, non è così semplice come decisione e restiamo qui coi nostri contratti a progetto, sfruttati e sottopagati e spesso purtroppo senza speranze di cambiamento. Che amarezza! e queste elezioni…brutta situazione.

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  10. Mary, hai perfettamente ragione. Manco dall'Italia da poco e so bene com'e'. Ma come dice Gianluca piu' sopra, venire qui non e' facile, e non lo e' proprio perche' e' La terra delle opportunita'. Visto, soldi e idee chiare sono davvero il primo gradino. Tutto il resto e' da costruire, pezzo per pezzo. Sicuramente, una volta dentro, si hanno delle possibilita' e viene data fiducia, ma viene verificata giorno dopo giorno. Nulla e' dato per scontato qui.

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  11. Lo e'. Ma per certi versi, se si e' decisi ad andar via, l'Europa offre piu' opportunita'. Sicuramente far parte dell'Unione Europea e' un vantaggio. Germania, Inghilterra o Scandinavia credo offrano delle possibilita'. Ma l'America e' l'America.

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  12. [Avevo scritto un commento ieri sera, ma poi non l'ho inviato].La situazione in Italia e' quella che e', ma penso che prima di scrivere al blogger di turno ci si dovrebbe documentare un minimo e non chiedere come prima cosa aiuto ad altri. Secondo me, cosi' si sbaglia in partenza e non mi pare un atteggiamento adatto agli USA dove, invece, bisogna sapersi sbracciare e cavarsela senza chiedere favori. Mi dispiace molto per quelle persone che vorrebbero ma non possono emigrare, ma, come scrissi a mio tempo, io intanto proverei ogni anno la lotteria per la green card…non si sa mai!

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  13. Comunque, non sei/siete proprio completi sconosciuti.Chi tiene un blog o roba simile crea quel rapporto in cui i lettori conoscono il blogger tra abitudini, gusti e attivita', mentre quest'ultimo magari non ha nemmeno idea di chi sia l'altro.Comunque ci son sempre stati e ce ne saranno sempre di piu', te l'ho detto, sentire di gente qua che e' attaccata al territorio piu' di una quercia che se ne vuole andare in Germania fa capire parecchio a che situazione si e' arrivati.Prima si e' palloni gonfiati. Poi si passa al “tutto il mondo e' paese”. Poi si comincia a diventare un attimo oggettivi ai primi smacchi che si ricevono. Poi quando i conti effettivamente non tornano e toccano da vicino i propri interessi si comincia a fare qualche domanda. Alla fine l'esasperazione arriva per tutti.E lo riconosci che arriva per tutti proprio perche' c'e' quello che fa il contadino e ti chiede quanto costa un campo nello Stato x (si', e' successo) e c'e' l'imprenditore col business plan gia' pronto che ti chiede quant'e' il minimo investimento per aprire un'attivita' e avere un visto.

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  14. La lottery e' gia' un appiglio! E secondo me, sai Mel, non e' solo chiedere un aiutino. Secondo me loro sono convinti che la loro domanda sia ben posta, ma noi che conosciamo la realta' sappiamo bene che se non hai le idee chiare su quello che vuoi fare e' proprio un brancolare alla cieca. Uno mi ha chiesto consiglio sulla citta' in cui trasferirsi. Cosi', tra tutti gli stati federati.

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  15. No Bersani no ti prego! Basta non se ne può più ma vogliamo svecchiarlo questo paese oppure no? Li mandiamo a casa questi ladri questi imbecilli questi burloni? Quest'anno una possibilità c'è,sarà una possibilità irriverente,incazzata,ex comica,ma pur sempre un alternativa che non credo ci farà andare peggio di così.

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  16. Forse vogliono avere una spinta, o uno stimolo per fare una cosa di cui hanno paura. Non per forza perchè hanno paura per come va qui, ma per avere un po' di speranza di poter fare con un po' di sicurezza quel passo che li spaventa.Tu, e tutti quelli che hanno trovato il loro “posto” lontano dall'Italia sono il simbolo del cambiamento positivo. Forse hanno solo bisogno di una parola buona.

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  17. Vero. Pero' considera il titolo che ho messo al post. Le richieste sono piu' o meno cosi', vaghe. E il lavoro e' una cosa che qui davvero non regalano agli stranieri.E comunque io ancora non ho trovato un bel niente :(( sono un'ospite che paga e pure salato.

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  18. Hanno bisogno di una parola buona, ma quello che intendevo è che forse vogliono solo poter dire “se avessi il coraggio di andarmene potrei farlo”. La verità è che non credo che ne abbiano l'intenzione. Altrimenti (e non voglio certo sminuire te, e tutto quello che hai fatto per essere arrivata dove sei) non si rivolgerebbero a una sconosciuta. Non con questi argomenti, almeno. Sono tutti bravi a dire “me ne vado”, pochi quelli che ne hanno il coraggio.(E con questo vorrei farti un complimento, anche se ancora non hai trovato niente…e lo troverai presto, ne sono sicura)

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  19. Ah ah ah ah no dai pensavo si capisse che intendevo grillo…mi suona strano scriverlo,ma è l'unica alternativa rimasta…..concordo su tutti i punti del programma e sono incazzata quanto lui su quei merdosi!!!!!!!!!!!!

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  20. L'America è l'America ma è comunque manovrata dalle più grandi società segrete che gestiscono gli interessi del mondo…e poi disdegnamo giustamente la nostra politica ma io sono proprio convinta che gli uomini sono davvero tutti uguali…chiedi che lavori faceva La Monicona sotto al tavolo….:-)

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  21. sai cosa invidio agli americani..le scuole…io ho frequentate l'high school e mi è piaciuta la self-esteem che sanno promuovere …..che qui in italia ci sogniamo……un bacio e salutami gli USA che mi mancano….

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  22. quella parola che fa sognare gli italiani frustrati, derisi e desiderosi di andarsene è una sola: meritocrazia. La parola che però gli italiani che emigrano dovrebbero proprio scordarsi, è Furbizia. Truschini, sotterfugi, conoscenze, ammanicamenti, sgomitate: l'italiano prima di espatriare dovrebbe smettere di essere l'italiano peggiore.

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  23. eccomi!in ritardo, ma eccomi!secondo me e' un misto delle due cose: da una parte vedo “disperazione” e potrei anche dirti che va ad ondate (ci sono periodi che ricevo 3 email al giorno per una settimana, altri periodi che ne ricevo 3 in due settimane)… ma d'alltra, come diceva sandra, vedo poca concretezza, poca voglia di fare… insomma, per come sono io (e ripeto per come sono io, cioe' molto razionale e che cerco di fare tutto da sola) mi sembra fantascienza chiedere cose del genere a un perfetto sconosciuto (ok, blogger, ma cmq sconosciuto).per come sono io, se me ne volessi davvero andare dall'italia e andare a vivere/lavorare in un'altra parte di mondo, prima cercherei qualche informazione “ufficiale”, per poi si chiedere qualche consiglio a chi li' ci vive.a volte sono tentata (lo ammetto) di pubblicare le email che mi arrivano.email tipo e' “ciao, mi chiamo tizio da napoli (genova, ravenna ecc), 40 anni sposato con 2 figli, faccio il camionista, mi aiuti a trovare lavoro da te?”…. e che devo rispondere?…

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  24. Ci credi che non ho mica capito il senso di questo commento??? Come se dall'estero giudicassero l'Italia solo per Ruby. E poi basta co' sto babau dell'america, che palle!! Possibile che dopo piu' di cinquant'anni i commmunisti ancora la guardano col sangue agli occhi?

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