La storia e’ sempre quella: Oddio, sei psicologa?? Chissa’ che starai pensando di me… Oh ma non e’ che faccio cosi’ perche’… Guarda, per me siete tutti dei rubasoldi autorizzati. Secondo te perche’ mi comporto cosi’? Et cetera.
Ormai glisso.
Ma.
Innanzitutto noi psicologi nella vita privata ci rilassiamo. Come tutti.
Facciamo conto che te sei un ragioniere. Che nel tempo libero chiedi ai tuoi amici informazioni sui loro introiti? O ti viene la nausea quando dopo otto ore di conti qualcuno ti chiede un aiuto per le sue tasse? Come per tutti i lavori, del resto. Nel tempo libero vuoi riposarti.
Pure noi siamo cosi’.
Pero’ facciamo conto che sei un commercialista, sei al ristorante e la fattura e’ strana.  Automaticamente ti scatta qualcosa in testa, giusto? Noi psicologi siamo uguali. Solitamente non vi caghiamo di pezza badiamo ai vostri atteggiamenti, a meno che non cominciate ad arrotolarvi i capelli sul dito con la mente persa nel vuoto e magari a ciucciarveli. No, anche a noi piace staccare dal nostro lavoro. E quelli che invece passano il tempo a studiarvi con aria intrigata sono 1) novellini; 2) dottori in psicologia o anche abilitati ma che non hanno mai esercitato; 3) passivo-aggressivi. I peggio del genere umano; 4) insicuri. Ma tanto.
Chiaro che i tratti di personalita’ emergono nelle persone. Ed e’ un bene, fidatevi, vuol dire che ne avete una. Pure quando scrivete. Ci sono blogger talmente tanto in ricerca del consenso da essere (diventati) completamente anonimi e impersonali. Peccato.
Insomma, se io penso a qualcuno di voi ho una mezza idea di come possiate essere nella vita anche se non vi ho mai visti ma vi seguo da un po’. Ma questo sapete farlo anche voi, giusto?
E se vi ho visti, magari penso pure che avete una personalita’ compulsiva e tendente al controllo, ma non e’ che per questo smetto di frequentarvi o ho meno stima di voi. Nella maniera piu’ assoluta.
Pero’ siamo sempre noi psicologi a fare le spese di questo bias, e nessuno mai pensa alle altre professioni.

da qui

La mia migliore amica e’ fisioterapista. Ma non una fisioterapista cosi’. Si occupa di Feldenkrais, che se rinasco voglio studiarlo anche io (no, ora no friend, troppo lungo e troppi dollars). E’ un metodo integrato sulla persona, nel senso che considera corpo e psiche come un tutt’uno e interviene, fisicamente, su quei blocchi emotivi che determinano il sintomo corporeo che  lamentiamo.
La mia amica fisioterapista, come tutti i fisioterapisti, quando mi vede camminare ha un’idea precisa di me. Perche’ metto i piedi in quel modo, le spalle, la testa, perfino gli occhi. E anche se non ne abbiamo mai parlato sa perche’ lo faccio.
Ma sono sicura che quando gli amici la incontrano non le stanno a dire Oh ma non e’ che sto mettendo il ginocchio avanti perche’… Voi pensate di essere al sicuro davanti a un fisioterapista, e invece.
E se avete un’amica architetto e la invitate a casa, ricordatevi che con un’occhiata soppesa il vostro portafoglio e il vostro gusto, anche se voi pensate di essere tannnto scicc.
E i parrucchieri?
E chi si occupa di moda?
E i nutrizionisti?
E i professori?
E i tappezzieri?
Insomma, da oggi potete cominciare a guardarvi intorno con sospetto e a temere i giudizi di molti altri vostri amici. Non solo degli psicologi.

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