Cosa bisogna sapere prima di andare a vivere a Miami

Come avevo gia’ scritto, continuo a ricevere richieste di info per espatriare a Miami negli Stati Uniti.
Nell’ultima settimana, tre.

Ho deciso di scrivere un post per cercare di rispondere alla domanda che piu’ frequentemente mi viene rivolta, e cioe’: Come si fa?

Sono fermamente convinta che chiedere consiglio a chi gia’ ci vive sia un’ottima idea. Pochi giorni fa, ospite di una bacheca fb, c’e’ stato un interessante scambio di vedute tra expat. La mia opinione e’ che nessuno meglio di chi gia’ ci si trova sa darvi l’esatto metro di giudizio sul vivere all’estero, e ovviamente l’ideale e’ chiedere a piu’ d’uno. Ma solo dopo aver consultato dei siti appositi con informazioni tecniche.

Evitate di contattarmi con battutine ironiche tipo Heh certo ti sei sposata l’Americano.

Siccome il Nordamerica va dal Canada al Messico, e cambia tre ore di fuso, ci sara’ una leggggerissima differenza tra la vita che conduco qui da quella di Maggie in Minnesota, Cherry a Washington, Havasflugilojn a Seattle, e le girls dell’esercito Californiano, Marica fra tutte. Inoltre ognuno di noi sta qui con uno dei ventisette miliardi di tipi di visto diversi, per i quali e’ meglio se leggete qua. Insomma, se anche voi state pensando all’eventualita’ dell’espatrio, la regola e’ solo una: pianificate. Nei minimi dettagli. Questo e’ il sunto della mia esperienza, in dettaglio trovate tutto nei post che vanno da settembre a dicembre 2011.

Trasferirsi negli Stati Uniti cosi’, con un qualsiasi lavoro, non solo e’ impossibile, dal momento che arrivare da turisti e fermarsi qui e’ illegale, ma nella maggior parte dei casi vi portera’ ad un grande insuccesso perche’ vi fara’ disperdere energie. Inoltre, per le leggi americane il lavoro qualsiasi che vorreste fare necessita un visto elargito erogato dal datore di lavoro che pero’ dovra’ dare la precedenza ad un Americano qualificato per lo stesso, quindi scordatevi di ottenere un visto lavorativo come cameriere dall’Italia a meno che, ovviamente, non conosciate il ristoratore che avra’ bisogno di un cameriere alto un metro e settantadue moro con occhi neri parlante si’ italiano ma con dialetto siciliano (cioe’ voi stessi).

Ora.
Mi ha scritto una amica dicendomi di avere un amico italiano, attualmente gia’ all’estero, che cerca lavoro e vorrebbe che io lo aiutassi.

Leggete il labiale: io sono una morta di fame signora nessuno. Pago un botto per mantenere il mio visto studentesco (circa 10000 $ l’anno solo per le tasse di iscrizione). Non lavoro ne’ sono un’agenzia di collocamento (se no mi sarei collocata, no?) quindi e’ inutile che chiediate consiglio a me per avere un impiego.

Una volta che avrete un idea precisa sul cosa andare a fare all’estero (mi pare un punto di partenza essenziale), ed aver vagliato un paio di destinazioni papabili (sempre perche’ se Milano non e’ Stoccolma non vedo perche’ Miami e New York dovrebbero assomigliarsi) ecco le domande che sarebbe opportuno rivolgere. Questa e’ una delle poche persone che ha fatto tanta ricerca prima di scrivermi (circa uno su dieci lo fa), e ho immediatamente capito che sta pensando seriamente al trasferimento all’estero. Sotto, le mie risposte:

1. Integrazione

Ho letto di tanta gente che trova difficile la convivenza con il ceppo ispanico della popolazione, […] quali i rapporti con il resto degli abitanti?

L’integrazione dipende da persona a persona, ma nel mio caso, che non ho avuto alcun problema a lasciare la madrepatria e ad ambientarmi qui. La cosa piu’ difficile e’ (stata) digerire la convivenza con i sudamericani e i cubani. Gli anglosassoni qui sono pochissimi (ma gia’ a 50km a nord e a sud di Miami e’ tutta un’altra cosa) e i latini si portano dietro abitudini e modi di fare che non sempre sono facili da sopportare. Ovviamente e’ assolutamente soggettivo. Sfogo latino e’ uno dei tanti post scritti all’epoca della mia honeymoon stage con qualche nuvola.

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2. Clima

[…] Come si vive la stagione degli uragani?

Il sole splende tutto l’anno (it’s The Sunshine State!) ed e’ caldo anche in inverno, con temperature sui 18-20 gradi senza umidita’. Di solito fa freddo per due settimane – non consecutive. Miami piuttosto e’ molto umida, molto, d’estate si soffoca quasi. Da meta’ aprile a meta’ novembre iniziano le piogge: piove un paio d’ore al giorno, violentemente, poi torna il sole. Fai conto che da aprile a giugno piove moltissimo ed e’ spesso nuvoloso; da giugno a novembre piove meno e splende il sole ma c’e’ pericolo di uragani. Qui parlare di clima e’ frequentissimo, anche perche’ cambia con una velocita’ impressionante.

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A proposito di uragani, vengo qui dal 2009 e non ne ho mai incontrato uno.

Edit:

Gli uragani si controllano facilmente, iniziano in Africa e arrivano qui attirati dal caldo e piu’ o meno sai quando toccano la costa. Ho scritto dei post l’anno scorso quando abbiamo avuto un paio di minacce poi rivelatesi pioggione: Beryl Thunderstorm (durante l’avvicinamento ha perso forza ed e’ stato declassato a tempesta tropicale) e Isaac che poi si e’ abbattuto sulla Louisiana. Katrina ed Andrew sono stati distruttivi, ma insomma, a distanza di dieci anni e piu’. E’ un po’ tipo da noi coi terremoti, solo che questi lo sai quando arrivano. I tornado sono piu’ pericolosi degli uragani perche’ imprevedibili, ma Miami non e’ zona di tornado (piu’ il Texas, per esempio). Il problema vero di solito e’ per chi abita a Miami Beach (cioe’ tutti gli italiani), essendo sulla costa il pericolo e’ di inondazione tant’e’ che spesso viene evacuata.

3. Reddito

Pare (sempre dal web) che la vita sia divenuta abbastanza costosa anche lì in Florida, in funzione soprattutto degli stipendi piuttosto fermi negli ultimi anni.

Il costo della vita e’ quasi identico a Roma, quindi dipende molto da dove vivi tu ora. Gli stipendi si’, non sono altissimi, ma sono piu’ consistenti che in Italia. Come sempre, dipende da quello che fai, anche se considera che un cameriere guadagna moltissimo. Bisogna un po’ cambiare il punto di osservazione.

4. Sanità

Hai mai avuto a che fare con un ospedale?

Ho partorito 🙂 Mio marito ha un’assicurazione medica e per ogni visita specialistica paghiamo 25$ di copay; il parto mi e’ costato 500$ (ma piu’ di 20.000 all’assicurazione). Medici e ospedali sono all’eccellenza, un livello di cura e di assistenza inimmaginabile per un italiano. Pero’ ogni mese paghiamo circa 1000$ di polizza sanitaria (per tutti e tre), ce ne sono di piu’ economiche e di piu’ costose, e’ un po’ una giungla. Quello che penso io e’ scritto in questo post, ma agli italiani di solito viene il sangue agli occhi.

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5. Istruzione

Vista la tua esperienza da studente come la giudichi? Hai avuto modo di confrontarti con qualche altro italiano che ha finito (lui o meglio i figli) un percorso di studi e come lo giudichereste?

Il nostro livello di studio e’ migliore perche’ piu’ nozionistico. Qui si salta un po’ di palo in frasca, e ovviamente non si studia l’impero romano, ma la storia Americana. Quello che ho piu’ apprezzato al College e’ che il metodo di studio e’ basato sul critical thinking, credo che nelle scuole dell’obbligo sia lo stesso. Qui un po’ di post:

6. Servizi pubblici

Abbastanza weird per me ma ho letto di attese di 2 ore per i bus?

Sono abbastanza inutili, si’. La metrorail e’ la metropolitana di superficie, ma copre davvero una porzione piccola di Miami. Gli autobus ci sono e hanno una tabella di passaggio rispettata al minuto, pero’ davvero poca cosa. Qui tutti hanno la macchina, qualcuno il motorino, pochissimi la bici, ma sono sicura che a Miami Beach le proporzioni sono invertite.

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7. Sicurezza

Come ti/vi siete posti rispetto alla prospettiva di mandare vs figlia a scuola, consapevoli che il compagno di banco possa avere un fucile nello zaino?? Qual’è la situazione della microcriminalità? Ricordo bande di neri abbastanza vogliosi di creare problemi al di quà di Collins Avenue alle 10 di sera.

Sono sicura di quello che dici della Collins. Miami Beach e’ zona di locali notturni e le teste calde stanno tutte li’. Io non vivo a Miami Beach e ho una percezione di sicurezza piuttosto alta. In quattro anni che sono qui – in vacanza o da che ci vivo – solo una volta ho avuto timore che mi potesse accadere qualcosa, e solo perche’ un cretino mi ha abbordata con la macchina. Stop. Vedi polizia ogni due metri, la sensazione e’ che sei sempre al sicuro. Sulle armi non si puo’ commentare, purtroppo si impara a convivere con il timore che il co***one di turno al semaforo ti spari per un sorpasso azzardato, per dire.

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Questo e’ quello che vi deve interessare se pensate di trasferirvi in un posto. Perche’ si’, Sex and the City e’ una serie fighissima, ma vi siete mai accorti che Carrie Bradshaw lavorava dieci minuti al giorno?

Chiaro che se mi scrive un ventenne non ci pensera’ nemmeno a certe domande, per lui partire e adattarsi sara’ piu’ immediato. Ma ecco, se l’idea e’ di venire negli Stati Uniti da clandestini e trovare un lavoro por la izquierda, come dicono qua (=al nero) evitate la fatica di scrivermi, non voglio essere segnalata per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Ma non scrivetelo nemmeno nero su bianco sui gruppi facebook, no?
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37 pensieri su “Cosa bisogna sapere prima di andare a vivere a Miami

  1. ma quindi se io voglio venire e fermarmi, chessò, un mese… non posso? Cosa devo dimostrare se voglio farmi un mese/due di vacanza? Forse ho perso qualche dettaglio fondamentale XD

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  2. Infatti a volte mi fanno un pò ridere i discorsi qualunquisti di chi dice “ah quasi quasi vado in Australia”, “vado a Londra”, così come partire per una vacanza, quando dietro ci sono visti e meccanismi molto difficili…

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  3. Come a Silvia, anche a nessuno chiede mai niente, sarà che hanno capito che già lotto con i visti da mattina a sera? 😀 Post molto onesto e coerente, come sempre. C'è ancora troppa gente che pensa si possa partire con la valigia di cartone e le speranze nelle tasche come unica ricchezza. Australia e USA poi, i miti più gettonati, hanno delle frontiere così chiuse!!!

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  4. “Per i lettori: serve qualche altra info?” Sì :)Ti va di spiegare meglio il punto 1? Molti la pensano come te, molti altri dicono il contrario, e io non so più che pensare… Magari se hai tempo scrivi un bel post al riguardo!

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  5. Ah, a me ne arrivano almeno due a mese di mail così. L'ultima qualche giorno fa. Ex compagno di liceo, figlio del rettore dell'università e pieno di soldi. Mi scrive che ha provato a trasferirsi qui negli USA per prendere il master ma non l'hanno preso da nessuna parte (e ci credo! Ci ha messo sette anni a prendere la triennale). Mi chiede se sarebbe possibile per me dire che lui è il mio segretario e sponsorizzargli il visto.Wuahahahahahahaha! O quelli che mi dicono: ma se arrivo lì e inizio a lavorare come cameriere non è che poi mi possono mandare via. Io glielo dico: se volete fare i camerieri e morire di fame, andate a Londra! E' più vicino, c'è una grande comunità di italiani e avete più possibilità. In più non avete bisogno del visto!

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  6. Da non expat, e da non aspirante expat, morirei di nostalgia so' troppo stanziale lo so, vorrei dare un info pratica comunque. Nell'unione europea (e l'unione europea è bella vasta e comprende paesi appetibili come Danimarca e Regno Unito, arriva fino a Lettonia Lituanai ed Estonia e giù fino a Malta) le persone (e le merci) viaggiano liberamente, chiunque può partire anche tra un minuto e piazzarsi a Londra senza che nessuno lo cacci via. Magari è un pelino più facile rispetto al sogno americano.Un bacio sandra frollini

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  7. che poi come dissi gia' una volta su un post analogo di Marica, chi fa ste domande alla fine sono quelli che non espatrieranno mai perche' per farlo mica ti aggrappi a quel che dice gente che non conosci, e' la tua vita diamine, ti metti li e ti cerchi le info da te, al limite agli altri chiedi chiarimenti, non la pappa scodellata.

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  8. Anche a noi negli anni sono arrivate un bel po' di richieste del genere, su come si fa a trovare lavoro a Londra, o addirittura di informazioni su specifiche professioni (che non sono le nostre), seguite da lunghe lamentele sulle condizioni di vita in Italia… e ormai ho imparato che quelli che non si informano prima, che vogliono sapere da me come fare a lavorare in una professione che non é la mia o come fare a trovare lavoro in un pub (cosa che io non ho mai fatto), sono quelli che poi non vanno da nessuna parte, quelli che poi quando scoprono i sacrifici che abbiamo fatto noi e il costo della vita qua e che viviamo in un appartamentino di neanche 60 m2 dopo 8 anni di lavoro, se ne stanno lí in Italia un po' piú contenti di quello che hanno… Comunque é vero che venire in Inghilterra e poi cercare lavoro é piú facile che andare in America, perché non ci sono visti da richiedere, peró, a meno di avere una buona disponibilitá economica di partenza, si tratta di vivere in condizioni pietose per mesi, perché gli affitti sono carissimi e la qualitá delle stanze bassissima agli occhi di un italiano (e non sto parlando del cibo e del tempo!). Molti lo fanno a 18 anni e la trovano una bella esperienza, ma é una specie di vacanza e se ne tornano a casa dopo al massimo 6 mesi. Un po' diverso dal mio concetto di “espatrio” direi…

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  9. anche a me arrivano queste mail, e più di tutto una cosa mi sconvolge: tutti mi scrivono” è facile trovare lavoro?” oggi addirittura una ragazza “serve la laurea o basta il diploma?”….possibile che una persona che vorrebbe davvero espatriare e vivere in USA non sappia NULLA sul funzionamento dei visti e sull'illegalità del cercare lavoro mentre si è turisti? E ancora con la storia ” mi va bene anche fare il cameriere”…cioè sono d'accordo su chiedere consigli e opinioni a chi vive all'estero però le basi bisognerebbe saperle e non è così difficile sapere che gli USA non sono l'Europa e che quindi noi Italiani non abbiamo gli stessi diritti che avremmo in Europa.Comunque brava per il post che sarà sicuramente utile.

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  10. Nessuna critica, ho dimenticato di scrivere il mio nome alla fine. Non ho Facebook nè profili vari, leggo i vari blog e commento di raro. Semplicemente suggerivo se ti andava di approfondire meglio il punto primo, perchè mi piacerebbe capire di più, visto che presto sarò a Miami a studiare. Fino adesso ho solo trascorso qualche mese a South Beach e leggendo il tuo blog sorrido perchè le situazioni che descrivi sono vere e le ho provate in prima persona. A volte i sudamericani (e specialmente i cubani) con i loro “psss” quando ti vedono e “mamacita” rompono le palle e sono insopportabili, altre volte sono di una gentilezza da rimanere a bocca aperta. Per quello suggerivo se ti va di approndire la cosa con un post al riguardo, tutto qui. CiaoSilvana

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  11. A me quello che urta, e tanto, e' il fatto che spesso ostentano un'arroganza insopportabile, come quando mettono in dubbio la tua stessa cultura http://erolucyvanpelt.blogspot.com/2012/04/dubito-ergo-sum.html o per il loro pressappochismo http://erolucyvanpelt.blogspot.com/2012/02/odio-il-martedi.html oppure quando la loro igiene ti invade http://erolucyvanpelt.blogspot.com/2012/02/un-kleenex-non-pesa.html e non riesco a trovare il post in cui raccontavo che tante vanno in bagno senza scaricare, ma insomma, spero tu sarai piu' fortunata.

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  12. Leggo ora. In 6 anni ho ricevuto parecchie di queste email richiesta. Purtroppo la maggior parte mi fa venire voglia di mandarli a quel paese, gente che non si sa trovare il culo con due mai e un atlante, come faranno a cavarsela nel mondo reale dell'espatrio?! A quelli che invece hanno la testa sulle spalle, a parte le risposte che posso dare io, segnalo sempre http://www.wop98.com per gli stati uniti. Senza di loro non avrei mai preso la gc. My two cents, anche se con un po' di settimane di ritardo

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