Convenzioni italiane

Come praticamente ogni weekend, My lavora ed io sono sola a casa. Stranamente non avevo compiti da fare, la settimana entrante e’ midterm e avro’ test da sostenere per tutti i corsi che sto seguendo. La sveglia e’ come al solito alle 5.30 o alle 6, dipende un po’ da piccolina, un po’ da papa’ che come la sente sveglia scatta in piedi e le va a preparare il bibe, mentre io allungo una mano nel lettino sperando solo che tiri un’altra mezz’ora. Ma non sempre mi riesce.
Dicevo.

Complice il maltempo un po’ di italiani sono rimasti a casa, e quindi ne abbiamo approfittato per vederci, finalmente!!, su skype con gli zii giallorossi. E’ stato bellissimo, Picci in questo periodo sorride pure ai muri e’ molto socievole e guardava lo schermo incuriosita da queste tre faccione che gli facevano Eeeee…blublublublublublublu!!! Eccezionali!
Poi e’ stata la volta di nonna e zia. Piu’ zia che nonna, vabbe’, ma mia madre e’ gia’ tanto se regge quattro minuti davanti allo schermo. La chiamano iperattivita’ mi pare, solo che lei c’ha settant’anni. L’unico collante e’ stato farle guardare laPicci giocare nella sua palestrina, e stupirsi di come tira su la testa, ma vederla girare no, a comando non si e’ esibita. Perche’ due giorni prima che compisse i tre mesi, quindi mercoledi’, si e’ girata da prona a supina. Tre volte.
Bimba ha gia’ tre mesi! E chiacchiera un sacco!!
Dicevo.

Poi e’ stata la volta dell’amica Dodo. Ci rincorrevamo da mesi e non eravamo mai riuscite a parlarci, e per fortuna che lei e’ nottambula, cosi’ abbiamo recuperato e ha visto pure la piccola. Che pizza pero’ che snobbate facebook, pensate pure a noi expat!

E poi sono venuti a trovarci Ilaria e i suoi amici Enrico, Lucy e Sathish.
E qui ti voglio.

Nella vita reale pre-Usa ho incontrato solo una blogger, Nina. E mi chiamava Lucy. Su fb, email e face-to-face quasi tutti noi carbonari ci chiamiamo coi nomi di campo (ovviamente lo sto spiegando a beneficio dei non blogger).

Incontrarmi con un gruppo di (quasi tutti) italiani, sentir chiamare Lucy e girarsi in due e’ stato un po’ strano 😀 Ma non volevo parlare di questo.
Era tanto che non ricevevo visite; anzi, direi che da quando son qui non ho mai potuto ospitare nessuno. Un po’ perche’ casa vecchia, la catacomba, era talmente piccola che il giorno che Ilaria e Sathish ci sono venuti a trovare l’unica posizione per me era dietro la cucina e loro in piedi davanti con My. Mi sembrava di essere una barista. Un po’ perche’ gli orari impossibili di My fanno si’ che quando la gente e’ libera lui lavora e viceversa (i congiuntivi a volte sono pleonastici, vero?). Quindi direi che l’ultima volta che ho avuto ospiti e’ stata a Roma sempre con gli amici giallorossi ad ottobre. O novembre. 2011.
Dicevo.

Ora che la casa e’ grande non abbiamo ancora il tavolo, perche’ quello che avevamo lo abbiamo regalato ad una coppia di amici. Quindi pure oggi tutti in piedi come in metro, mannaggia. Ma la colpa sara’ mia, nonostante i ripetuti inviti nessuno si e’ seduto sul divano, se non Ilaria che ha dato il latte a Picci mentre io facevo il caffe’. Forse e’ perche’ il divano e’ tre posti e almeno uno sarebbe rimasto in piedi. Forse perche’ sfiga ha voluto che loro arrivassero esattamente nel momento in cui dovevo dare pappa alla bimba, e quindi tra preparazione del biberon e dei caffe’ sono stata indaffarata. E loro avevano fretta, ok, quegli incastri perversi. Pero’ mi e’ dispiaciuto, temevo che non si sentissero a loro agio. Sto forse perdendo la capacita’ di accogliere amici? Mi dispiacerebbe molto se accadesse.

Quello che invece ho notato e’ che sto perdendo le convenzioni culturali del nostro paese. E ovviamente posso notarlo solo quando incontro italiani e solo dopo aver mancato qualcosa.

da qui

Gli incontri multiculturali sono sempre un po’ un casino qua. Ho stretto la mano ad Enrico e Lucy per presentarmi e a Sathish per salutarlo. Incredibilmente non ho trovato mani mosce come fanno gli ispanici, tipo sta foto qui, solo che, confusa, ho parlato a Sathish in italiano, Come stai? – oh no – How are you? E quando ho salutato Ilaria le ho dato un solo bacio, come fanno qui tutti, ispanici e anglosassoni. Non so piu’ salutare, come facciamo in Italia, con due baci e partendo da sinistra. Ora mi viene stranissimo anche solo pensarci.
Per inciso: qui gli ispanici si salutano col bacino sulla guancia destra anche quando si stanno conoscendo per la prima volta. Piacere, Lucy. Smack.
Cose strane.

Ma la mia amica giapponese no, quando mi avvicino per baciarla (capitava quest’estate quando ci incrociavamo di tanto in tanto) lei si irrigidiva. La sua cultura non e’ fisica. Pero’ ho notato che un po’ sta cambiando anche lei.

La fase 2 e’ forse stata peggio. Ho di nuovo stretto la mano agli ospiti che si accomiatavano ma senza dargli baci, come invece probabilmente avrei fatto in Italia anche con persone appena conosciute dopo un po’ di tempo trascorso insieme. Ora che ci rifletto, in Italia lo faccio tra amici intimi e se le persone mi sono state simpatiche, se no una stretta di mano e ciao.
Ma loro mi sono piaciuti tantissimo!! Perche’ non li ho ri-baciati?

Sembra una cavolata, e forse lo e’, ma vivere dal di dentro il distacco dalla cultura di origine e’ strano e un po’ deprimente, e come dicevo, non puoi non accorgertene se non a cose fatte.

E’ gia’ strano quando inizi a pensare in inglese, o spagnolo. Poi non ti vengono le parole. E voglio dire, io sono sposata ad un italiano e in casa parliamo la nostra lingua; figuriamoci cosa succede alle expat sposate con gli stranieri. Ma quando mi serve una parola che non fa parte del vocabolario quotidiano, tipo battiscopa, o alcuni termini piu’ ricercati, tipo pleonastico, che ora che mi e’ venuto lo mettero’ nei prossimi sei post, allora ho il vuoto. E quante volte i falsi amici ti fregano, l’ultimo e’ stato annoying, che lo so bene che non vuol dire annoiare, ma quando sei sovrappensiero ti sbagli. Poi scrivi, e due punti virgolette ma il segno di punteggiatura finale va dentro al discorso diretto, non fuori come da noi. Per dirne una. Poi ti scordi il sapore della mozzarella, che qui come tutti i formaggi e’ insipida, e ti fai l’amatriciana col bacon, che e’ buona uguale eh, pero’ vuoi mettere il guanciale. E poi ti scordi come ci si saluta tra paisa’.

Pero’ vedersi e parlare in italiano, mi dispiace Sathish, scusami, ma e’ stato bellissimo. Ho fatto esattamente quello che rimprovero alle amiche ispaniche quando stiamo insieme. Ahnnaggia.

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0 pensieri su “Convenzioni italiane

  1. A me invece piace che qui ci si abbraccia sempre, quando ci si incontra e quando si va via.Puoi usare urbandictionary.com è utili per quei vocaboli che non trovi proprio ovunque!!! 😉

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  2. Ciaaaooooo!! 😀 E' vero, questo continente enorme ha convenzioni diversissime tra nord e sud. La mia constatazione e' che sto dimenticando parole italiane “forbite” perche' non le uso spesso, pero' come ha detto un mio prof di qui, ho un vocabolario sofisticato, e il tuo link mi sara' utile senz'altro. Grazie!Per dire: secondo gli anglosassoni questo periodo e' troppo lungo e ci sono troppe virgole e subordinate. Vedi?

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  3. Io sono qui da troppo poco e le mie abitudini italiane sono ancora vive, quindi bacio solo gli amici veri e da sinistra a destra! 🙂 Però noi che a casa in Italia avevamo spesso gente a cena, qui non abbiamo ancora avuto il coraggio di invitare nessuno, credo per paura di non sapere ancora rendere decente il cibo di qua!Invece ho già dei problemi di linguaggio, non solo alcune parole mi vengono solo in inglese (es. bulding, customer service,laundry), ma altre le italianizzo ed è ancora peggio (es. ho schedulato il parrucchiere per domani)

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  4. Sai che credo dipenda dai contesti… tu lavori, e per tante ore devi esprimerti in inglese; a me accade per la meta' delle ore e ogni 4 mesi interrompo la frequenza. Il fatto che siete un gruppo di connazionali pero' vi aiuta a mantenere vive certe abitudini. Io frequento quasi esclusivamente sudamericani e cubani. Sui termini anche io come te, e schedulare e' efficacissimo!!

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  5. Ecco sono riuscita a,leggerlo tutto..le abitudini italiane provo a non perdere,ma è difficile,i tedeschi sono freddi come rapporti amicizia famiglia,guai a mettere una lacca sulle spalle,noi usiamo spesso come italiani il sino,loro sono radicali,si o no…le cene italiane anche io li ho perse,sono informali,e si finisce con una stretta di mano e poco spasso,il cibo ecco li ci dovrei far un post..qui esiste solo il fastfood,no il longfood,tutto è plastificato,anche i pomodori,mi sogno,imitano tutto tutto di noi italiani,ma in modo molto scadente,altro che mozzarella,ma ogni tanto mi vado a far scorta in città di italianfood,in centro dove trovo anche i biscotti mulino…li adoro..il pane non si mangia,ed in skipe mia madre non ha ancora visto la piccina…adesso sono ciaccerona io…buon giorno…belli i posti ..sett…me li leggo sempre con calma..baci a picci e chef.e te.

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  6. Se ti può consolare, avendo studiato ben 3 lingue pure a me capita di pensare in inglese o in spagnolo (in tedesco no…proprio non mi va giù) e che non mi vengano le parole, eppure vivo in Italia (ma leggo moltissimo in inglese..sarà quello il motivo).Questa cosa dei baci non la sapevo ma ora si spiega come mai un cantante che ho conosciuto mi baciò solo sulla destra (io pensavo fosse colpa del fatto che aveva mezza faccia truccata-trucco di scena)

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  7. Io ho vissuto con Skype praticamente tutti i giorni dalla nascita di Deddè fino al suo anno d'età, non scherzo, mi sentito talmente sola che ringraziavo di avere almeno quello!!Sul pleonastico m'hai fatto morì :DComunque credo sia normale questa fase di straniamento e allontanamento dalle abitudini dato che ormai vivi immersa in quella cultura.

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  8. madò questo post è molto vero. Io sono molto nordica, nel senso italia del nord quindi es. poco ospitale, nel senso di avere gente all'improvviso o a dormire, ma so ricevere (credo) mi piace, ho una bella casa con un divano a 3 posti + 1 poltrona ma che c'entra io ho impiantato la casa 5 anni fa e per la vita. Ricorderò sempre la mia amica olandese che vedevo ogni estate a rimini e quando rivedendola l'ho abbracciata all'italiana lei è rimasta di sasso.Una cosa secondo me, ok è un po' tetra, che identifica molto il modus vivendi di un popolo è l'atteggiamento ai funerali. Me ne sono resa conto tantissimo quando è morto il padre di Emanuele, e sua madre greca in italia da 35 anni faceva cose che non avrei mai fatto. Non so quanto impiegherei a perdere l'identità se espatriassi, ma so che il cibo mi mancherebbe da matti. baci sandra frollins

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  9. uh si si pure io mi ero dimenticata dei baci (addirittura tre) all'italiana! Pero' avevo preso l'abitudine di abbracciare per salutare, che mi piaceva molto e lasciava anche piacevolmente spiazzati gli amici quando lo facevo. ORa purtroppo non mi viene piu' spontaneo farlo…

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  10. Whey! Secondo me la mancanza di sonno ti sta lievemente offuscando. Maccchettefrega se li hai baciati o no? e pure dove?? Loro hanno certamente capito da tanti altri segnali di esserti piaciuti molto!Per quanto riguarda la mozzarella, sei mai andata a mangiare la pizza da Giotto? Non è niente male e Gabri lo ha adorato!(linkotelo: http://www.giottopizza.com)E poi, tu sai che io, prima o poi, ti piombo lì, vero? Mio marito ti arriva lì mercoledì per ripartire dopo 24 ore, ed io non mi sono potuta unire. Ma vedrai che entro l'estate…. e non ti chiamerò Lucy! (non vedo l'ora!!!!)

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  11. Non ho mai vissuto fuori Italia quindi le convenzioni le vivo solo nei meeting aziendali dove la varietà di tradizioni è notevole e anche simpatica.Però credo che i tuoi ospiti siano stati soddisfatti quanto te o magari si staranno chiedendo se si sono comportati bene con voi …La Picci che sorride anche ai muri resta la soluzione ad ogni convenzione 🙂

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  12. Eh meglio tardi che mai arrivo io a dire la mia!!!! Che la Picci sorrida anche a Jack lo squartatore lo so a mente lucida, ma quando mi ha sorriso mi ha stesa!Anche se la nostra visita è stata breve è stato bellissimo, un pò impacciati, un misto di inglese e italiano ma…chissenefrega?!? A lucy ed Enrico sei piaciuta e Sathish l'hai già comprato mesi fa quando alla pima visita alla Picci tu e My avete sempre parlato inglese, vai tranquilla!

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  13. Ah, come ti capisco!!Quando sono arrivata qui, il mio modo di salutare erano tre baci [perché tre non l'ho mai capito!!] e attenzione, attenzione… partendo da destra!!Qui in Brasile i baci sono due, partendo da sinistra.Non so quante volte ho rischiato di baciare in bocca donne, uomini e bambini!! Ti lascio immaginare l'imbarazzo.Pr fortuna però, non ce ne sono tante di mano morte, è molto più comune ritrovarsi le ossa delle mani doloranti per la stretta poderosa!!Che belli i sorrisi dei bambini… ma solo il mio guarda male tutte le persone che non conosce?!! 🙂

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