Con l’ultimo dell’anno urge sfatare qualche mito, povero amore mio, ma ne va della mia reputazione. Chiunque mi conosca mi ritiene superfortunata perche’ ho sposato uno chef. Eccome, e lo sarei stata anche se chef non fosse stato. Ma ecco, per molti amici il valore aggiunto e’ dato dalla sua professione, che come tutte ha un downside di cui vorrei mettervi a conoscenza.

Come leggete nel titolo, My e’ un sous chef, il che significa che nel ristorante in cui lavora si occupa di acquisti e organizzazione della intera cucina; ma oltre a supervisionare la linea, cioe’ i cuochi che cucinano alla carta per il ristorante, si occupa soprattutto di banchetti. Matrimoni e meetings.

Le dosi:
Questo significa che quando vuole fare una pasta per noi tre butta non meno di 1kg di rigatoni. E una volta sottolineata l’enormita’ della mole gia’ in ebollizione, risponde sicuro che sapra’ trasformare con sapienza quegli avanzi, come quando l’altro giorno ha cambiato un avanzo risotto alla crema di spinaci (fatto da me eh) in una zuppa mista. Buonissima. In alternativa quando avrete una fame boia che mangereste pure il tavolo, diventa un ricercato line chef e mettera’ un disco di polenta con appoggiate sopra due strisce di carne in bilico e tre asparagi a lato. Piccoli.

ciro-instagram
Dal suo Instagram

Quando lo conobbi ingrassai quattro chili. Perche’ gia’ allora le sue tecniche erano quelle del ristorante e mi conquisto’ anche tra soffritti elaborati, roux, burri e salse. Un giorno dal niente tiro’ fuori un petto di tacchino alle pere. Credo di non aver mai mangiato cosa piu’ buona.

D’altra parte lui ricorda ancora i felafel che gli cucinai la prima sera che lo invitai a cena, solo che la differenza tra me e lui e’ che io seguo pedissequamente la ricetta e le cose non mi vengono due volte uguali, lui crea sul momento ed e’ sempre tutto strepitoso. E no, non rivela i suoi segreti perche’, semplicemente, improvvisa.

Quando fa tardi alla sera torna a casa puzzolente intriso di odori, potete immaginare, e stanco morto. Passare quattordici, sedici ore in piedi a cucinare – o comunque tra frigoriferi, supervisioni, schede di lavoro e soluzione di problemi, anche di relazione nel gruppo – e’ devastante per chiunque, e questo e’ il motivo per cui dico sempre che no, non potrei mai fare il suo lavoro.

“Chissa’ che cose buone che ti cucina”:
Ecco, questo e’ il vero tasto dolente di tutta la faccenda. No, sono cornuta e mazziata. Esattamente come quella storia per cui il pasticciere non mangia dolci, quando My torna a casa dopo giornate cosi’ pesanti ha lo schifo di qualsiasi cibo cucinato. Gli metti davanti una pasta in bianco e gli viene il riflesso del vomito, percio’ magari si fa latte e biscotti, meglio se semplici gallette. E siccome tra le cose che prepara per stasera ci sono

Mini Baked Brie en Croute
Hearty winter Greens Salad with Zinfandel Pears
Maine Lobster Bisque
Charcuterie
Prosciutto Wrapped Chicken
Seared Chilean Sea Bass
New York Sirloin
Sticky Toffee Pudding
Hot Chocolate Cake
Trifle

gli ho comprato il gelato alla vaniglia e stanotte mangera’ quello.
Lui.
A casa, ragazzi, cucino io.

tutta suo padre
tutta suo padre

L’ansia da prestazione:
Ovviamente quando racconta di aver preparato sta roba tutti fanno Ooooooh!, e giustamente. Solo che poi con gli amici si creano quelle cose tipo Mi piacerebbe invitarvi a cena ma ecco, io sono una cuoca modesta, chissa’ My che pensera’ di me. Ma che deve pensare, lui si siede e mangia con gusto. Questa e’ come quella che vi ho gia’ raccontato che tutti pensate che io vi legga nella capoccia. Tranquilli, chiunque di noi si rilassa nel suo tempo libero. E non e’ che lui sia infallibile, o che a volte a me non piaccia quello che cucina. Tipo che una delle peggiori grezze che ho fatto qui e’ stata a casa del suo capo, invitati per un pranzo pazzesco mi sono innamorata di una freschissima insalata di pomodori e anguria di cui gli ho decantato le lodi per il giusto equilibrio di dolcezza e sapidita’.
L’aveva portata sua madre.

L’occhio esperto:
Avete mai provato a fare la spesa con uno chef? Dura ore. Sempre in cerca di nuovi prodotti e nuove idee, si visitano nuovi posti e si provano nuovi sapori. Che poi a me piace un sacco, figuriamoci, sono una golosa. E per fortuna lui non e’ nemmeno uno di quelli che solo cose super ricercate, noi fondamentalmente amiamo i sapori semplici. Ma ecco, per me ‘na pannocchia e’ ‘na pannocchia, e invece, come ha raccontato la mia amica Leti, suo marito, stessa professione del mio, guarda la confezione sotto cellophane e sa dirti che non e’ buona, o di varieta’ scadente.

La paranoia dei batteri:
E se avrete cucinato voi, come spesso accade in casa nostra (e di Leti), occhio a rassettare in fretta. Qualsiasi prodotto verra’ buttato dopo 61 minuti passati fuori dal frigo. Sanitation, la chiamano. Ma io sono ribelle e continuo a mangiare gli yogurt scaduti. Mentre nella dispensa ho otto tipi diversi di frutta secca candita che lui deve usare (da mesi) per qualche esperimento culinario, e alla fine lo so io che fine faranno.

Sous Chef Wife Tee

Qesto post e’ per dimostrare tutta la mia invidia per il fatto che oggi tre chiamate su skype e tre volte la stessa domanda, non Cosa mangiate tu e laPicci stasera? ma Cosa cucina My? Eccovi serviti.
Buon anno a tutti amici!

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