Quando si arriva negli Stati Uniti pare tutto figo. Le strade, le luci, i palazzi, il mare, le persone, tutto. Se si e’ qui in vacanza si torna indietro con una sensazione di pienezza e di entusiasmo; quando si resta a vivere, ovviamente, piano piano vengono fuori anche i lati negativi, anche se nel mio caso hanno riguardato piu’ chi non ne vuole proprio sapere di abbandonare il sud, e infatti sono passata subito alla terza fase.

Venire a vivere negli Stati Uniti significa fare ben presto i conti con due aspetti assolutamente opinabili rispetto al nostro modo di intendere la vita e la solidarieta’ sociale e che qui sono ben radicati nella societa’: le armi e la medicina.

Chi viene a vivere negli Stati Uniti ha due alternative (la terza era andare a vivere da un’altra parte, ma evidentemente e’ stata scartata per qualche motivo): criticare tutto, criticare a priori, ricordarsi sempre quanto era figa l’Italia socialista che da’ il proprio sostegno a tutti, ed opporsi al sistema; oppure cercare di capirlo. Personalmente, visto che qui dovro’ passarci un pochettino di tempo, piuttosto che campare col rimpianto appeso al cuore voglio cercare di capire. Che poi era il mio lavoro in definitiva.

Le assicurazioni mediche ci sono e prosperano felici. La maggior parte delle persone evidentemente ama questo sistema, gli Americani avranno i loro buoni motivi e la maggioranza di loro si oppone all’eventualita’ di poter pagare per qualcun altro che non puo’ permettersi l’assicurazione. E la spiegazione non puo’ cadere sempre nella categoria individualismo/capitalismo/ismo perche’ e’ sempre e solo il punto di vista di un italiano, cioe’ e’ un punto di vista viziato dall’etnocentrismo.

Ho sempre biasimato chi criticava gli Americani a prescindere, e infatti ne usci’ fuori una polemica assurda.

image

Le armi mi fanno schifo e non crediate che da italiana saro’ felice di mandare mia figlia a scuola pensando che ci sara’ il figlio del co****ne che si sente il ras del quartiere e che ha sei pistole in casa e suo figlio decidera’ di portarne una da mostrare agli amici solo che il padre siccome e’ un co****ne avra’ lasciato il colpo in canna e partira’ il proiettile che andra’ ad ammazzare un bambino. Che devo fa’? Non posso fargli cambiare idea, allora cerco di capire per quale motivo gli Americani, soprattutto che vivono nella fascia centrale, dove una casa dista dall’altra ventiquattromila chilometri, sentono il bisogno di possedere sedici fucili per sentirsi protetti. E a seguire, molti altri. Ma non tutti.

E se avete letto questo post qui, grazie ad uno dei commenti di Giulia ho avuto la possibilita’ di riflettere su un’altra critica che spesso sento rivolgere agli Americani. Non viaggiano, non vanno da nessuna parte e restano solo in America. Giulia spiegava che le sue compagne di classe si meravigliavano quando lei raccontava che dalla sua citta’ (ne va bene una qualsiasi in Italia, che c’e’ piu’ mare che lembi di terra) in due ore poteva raggiungere il mare, la montagna o uno stato confinante.

Una delle cose che ricordo di aver realizzato è che io, in Italia, vivevo in una posizione strategica: da casa mia in meno di quattro ore potevo essere in altre Regioni – quindi mare, lago, montagna- ma anche in altri Paesi – Francia, Austria, etc. Molti dei miei compagni di classe americani non avevano nemmeno il passaporto e non erano mai stati al di fuori del Wisconsin, se guardi dov’è Janesville e guidi per 4 ore verso Nord sei ancora nel Wisconsin!!! Per loro ero quasi una marziana all’inizio 😉

Senza contare che, me ne sto rendendo conto ora, viaggiare all’interno degli Stati Uniti costa infinitamente meno che comprare un biglietto per l’Europa. E il prezzo, sappiatelo, non e’ lo stesso che per viaggiare dall’Europa a qui. Autarchici? Si’. Ma se la loro economia gira, mentre a noi costa meno andare da Roma a Madrid piuttosto che da Roma a Torino, prendetevela con gli Americani.

Siamo sempre li’. Se metti il naso fuori dal tuo minuscolo paesello puoi renderti conto che il tuo e’ solo uno dei mille miliardi di punti di vista possibili, e che l’Italia e’ un piccolo puntino nel mondo, e che l’Impero Romano, fatevene una ragione, e’ tramontato da quel di’. Ma d’altronde solo chi non ha mai messo il naso fuori dal suo paesello, o se l’ha fatto e’ andato in giro con l’arroganza di trovare spaghetti al dente in Algeria puo’ pensare che il punto di vista di un Americano debba coincidere unicamente con i documentari di Michael Moore, perche’ e’ esattamente quello che un italiano vorrebbe poter trovare uscendo dal suo meraviglioso e unico paese. Dove certo, le cose funzionano da schifo, ma solo al sud, per fortuna chi sta in Romagna non deve preoccuparsene. Pero’, come ho risposto, non e’ che si sente di dover ringraziare quanti pugliesi, calabresi e siciliani arrivano nella sua regione per curarsi, e invece dovrebbe; perche’ il contributo dello Stato tornera’ all’ospedale romagnolo in cui il pugliese, suo malgrado, e’ andato a curarsi, e quello che migliorera’ sara’ l’ospedale romagnolo, e lo stesso accadra’ per il ristoratore e l’albergatore romagnolo che ospiteranno gli accompagnatori del degente. Ma quanto siamo fighi noi romagnoli italiani, che il nostro sguardo sul mondo e’ sempre cosi’ acuto e tagliente e preciso e soprattutto giusto. E non ci sbagliamo mai, eh.

Che poi quello che vive nel paesello bucodiculo sara’ sempre quello che si indignera’ se io, romana, parlo male degli zingari. Solo che gli zingari vengono a pestare i calli e a rubare nelle case e a vivere sotto i cavalcavia di Roma, mica di bucodiculo. Che hai paura a passare in bici sulla ciclabile. Pero’ tannnnnto solidali. E la colpa, intendiamoci, non e’ solo dello zingaro in se’, ma anche di chi gli permette di stare sotto al cavalcavia, che ovviamente sara’ un politico romano, perche’ lo sanno tutti che i politici nascono e muoiono romani. Come i doppiatori insomma.

E potrei andare avanti per qualsiasi aspetto della vita, come il sistema del credito. Per noi e’ assurdo, non si compra se non si hanno soldi. Per loro noi siamo dei poracci, chi te lo fa fare a non cambiare la macchina di quattro anni fa quando con una differenza di pochissime centinaia di dollari continui ad aggiungere debiti e acquisti credito tanto che dopodomani ti arrivera’ una nuova carta che ti permettera’ di comprare l’apparecchio a tua figlia. Come dite? Avete dovuto rinunciare all’apparecchio? Ah ecco.
Quindi io ringrazio tutti i commentatori allo scorso post, anche se quelle che ci mettono la faccia sono sempre le stesse e le rispetto tantissimo, ma ecco, continuate pure a pensare che tutto e’ una diatriba Roma contro Lazio e che se uno prova a mostrare un aspetto positivo bisogna per forza, assolutamente, con veemenza, controbilanciarlo con qualcosa all’opposto. L’ho gia’ scritto, non e’ una gara, e invece tie’, ogni volta.

Che poi tutti futuri medici quelli che hanno scritto. Voglio vede’ che diranno quando lavoreranno da dieci anni pieni di frustrazioni per gli strappi che avranno dovuto fare alle loro grandi ideologie.

etnocentrismo
image
Annunci