Medicina gratuita – Non lo dico solo io allora

Partiamo dal presupposto che chi vive fuori dall’Italia vede le cose in maniera diversa, suo malgrado. Come quando chi ti sta intorno ti dice Ma che ci stai a fare con quello li’ mentre tu ti ostini a sbattere la faccia contro un amore che non vuole saperne di vivere ne’ di morire, e sta li’ e vegeti, mentre sarebbe meglio darsi una bella spuntatina, chissa’ che dalla talea di te che ne resta non nasca una piantina piu’ bella e piu’ forte, ma insomma. Lei ne ha scritto per metafore, ma il concetto e’ chiaro:

Noi italiani, lo sappiamo, siamo viziati: sole, mare, buon cibo, bellezze artistiche e, fino a poco tempo fa, uno dei migliori sistemi sanitari e scolastici del mondo e buone tutele per i lavoratori. Ma ce li siamo meritati, tutti questi regali? Che cosa abbiamo fatto per custodirli? Poco.

E anche Squabus che vive all’estero sottolinea

Quel che continua sempre ad allucinarmi dell’italia è quel pensiero -che pare non cambiare mai- che la cosa pubblica sia una cosa astratta, che non riguardi il singolo e che gli sia persino antagonista. Per dirne una ricordo di conversazioni andate a puttane con chi raccontava di evadere le tasse perchè stufo di prenderla in culo. Ma allora di che parliamo?

Eallora io insisto. Perche’ non saro’ la Bignardi, ma il tono dei commenti qui e li’ mi fa capire che il concetto e’ sempre quello, guai a toccare l’orticello mio, ma se posso fregare una rapa dal giardino di tutti chi vuoi che se ne accorga? Come l’altro giorno che facevo notare, pare che solo con gli esempi concreti ci si capisca, che se scarichi illegalmente libri (o musica, o film), una come Sandra, o Raffaella, o Simona, o Clara, o  Silvia, dove traggono il loro guadagno? E non e’ mors tua vita mea, lo so, ma anche il Oggi va cosi’ poi domani si vedra’ produce danni. Da circa trenta, se e’ per questo.

E se l’anonima a firma Francesca scrive

Giusto o sbagliato, quando stai per morire (o sta per morire qualcuno di caro a te) certamente fai la valigia e vai dove ti possono curare. Anche se le tasse le ha pagate qualcun’altro, che poi siamo tutti uomini e donne e la solidarietà può essere anche “mondiale”.

Posso anche essere d’accordo. Lo sono, di principio, figuriamoci, e che non si fraintenda ancora il mio discorso. Ma ripeto ancora una volta: se tutti contribuiscono con poco, chi paga veramente? Siamo sicuri che il vero scotto da pagare non sia invece la lista d’attesa infinita, o la cura sbagliata, o il medico che non ha posto per te al mattino ma e’ incredibilmente libero il pomeriggio in regime intra moenia, o due ore di attesa al pronto soccorso quando davanti a te ci sono settantacinque codici bianchi, o l’infermiere scorbutico, o quello che a mia zia ricoverata dopo una caduta disse Ancora non sei morta?

E siamo sicuri che l’infermiere stronzo, il medico indisponibile, l’impiegata allo sportello del cup, non siano stufi marci, esasperati, dalle due lire di stipendio che prendono nonostante il mazzo che si fanno? (e lo so che vale un po’ per tutti, ma stiamo parlando di sanita’ e restiamo li’). Che poi chi ha la partita iva si trova nella paradossale situazione di dover fornire il massimo anche a fronte di un pagamento irrisorio, perche’ chi riceve il servizio possa parlare bene di te e spargere la voce e quindi poter poi chiedere un pagamento piu’ adeguato; cosa che non succede a chi ha uno stipendio garantito qualsiasi cosa faccia. Ma non voglio fare di questo post una guerra tra poveri.

medicina gratuita
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Quando lavoravo mi hanno insegnato che se non si da’ il giusto valore alle cose, le persone tendono ad approfittarsene. Ho fatto terapia alla figlia di una signora immigrata, una ragazzina con mille difficolta’ che stentava ad integrarsi a scuola. La signora immigrata non aveva soldi, come spesso accade, da destinare alle spese extra, e abbiamo concordato una terapia a 20euro a seduta, una volta a settimana, ovvio. Non e’ stato l’unico caso, l’ho fatto altre volte e valutando situazione per situazione, e non sempre e’ andata cosi’; ma in questo caso la signora non ha dato valore alla cura – anche perche’ non era lei a beneficiarne per prima, vabbe’, discorso piu’ ampio – e ha iniziato a spostare le sedute come voleva, ad arrivare tardi, a lasciarmi la ragazzina piu’ dei 50 minuti concordati, roba che una volta ho dovuto far conoscere due ragazzini in orari consecutivi. Uno schifo insomma. In breve, quello che la signora voleva era il massimo col minimo sforzo. Io ho colluso (= aderito, consapevolmente e obtorto collo. Quando non hai lavoro vanno bene pure i venti euro) con questa aspettativa, e quando gli spostamenti sono diventati troppi in quattro incontri, ho smesso di fornire alternative, la signora l’ha presa come una rigidita’ eccessiva da parte mia, e ha smesso di venire. Chi ci ha rimesso? La ragazzina, va da se’.

Qui invece dicono Time is money. Che non e’ (solo) la visione italiana per cui qui sono tutti capitalisti e allora mi paghi un botto perche’ il mio tempo e’ prezioso, ma e’ il significato piu’ profondo che va dato al lavoro: non posso concederti un colloquio privato senza pagare, perche’ il mio tempo extra non e’ una chiacchierata, come spesso dite di noi psicologi. Dietro la mia chiacchierata ci sono cinque anni di universita’ e quattro di specializzazione, analisi personale e supervisione. E se io anziche’ risponderti come mi verrebbe dalla pancia ti faccio una interpretazione, che poi a te servira’ per darti una spiegazione sul comportamento assurdo di tuo figlio, tu devi pagare quei nove anni che io ho passato sui libri, e quell’analisi personale, che mi permettono di trasformare un pensiero di pancia in una interpretazione profonda. Ma se te la faccio gratis tu non solo non la cogli, ma me la svaluti pure.
Uno psicologo clinico che lavora sull’analisi della domanda questo lo sa. A volte, ripeto, a seconda delle situazioni, si fanno strappi alla regola, ma mai, mai, le mie concessioni alle persone di poter avere un breve colloquio al termine della seduta col figlio ha prodotto un qualche altro significato: inevitabilmente ne hanno chiesti altri, e altri, e altri. E non staro’ qui a parlare del tentativo di entrare nella relazione, non e’ questo che mi preme sottolineare; ma state pur certi che se avessi chiesto di pagare la consulenza fornita (e di solito non si fa, lo stesso professionista non segue genitori e figlio) non ci sarebbe stata alcuna intromissione; quando e’ successo, col figlio presente, pericolosissimo, i colloqui sono stati proficui. E unici.
Quindi, tornando a bomba: se tutti paghiamo un niente in busta paga; e non tutti hanno la busta paga; e se alcune cure, moltiplicate per a popolazione italiana, costano tanto, ma tanto; e se il presidente del Consiglio cancella l’Imu, che dovrebbe andare a foraggiare i servizi dei comuni come scuole, autobus e ospedali, e le aziende sanitarie locali appartengono alle Regioni e non piu’ allo Stato centrale; e se c’e’ chi evade le tasse (sempre gli altri); e se tutti pretendiamo di essere curati al meglio pagando zero, perche’ in Italia e’ un diritto, io vi chiedo ancora: da dove si tirano fuori i soldi?
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0 pensieri su “Medicina gratuita – Non lo dico solo io allora

  1. Non si tirano fuori. E allora saranno c***i amari per tutti.Quest'anno i contratti delle scuole di specializzazione di Medicina sono 4500, l'anno prossimo saranno 3800… Però io sono ancora qui che per fare due fermate di tram timbro il biglietto e a chi non mi fa lo scontrino lo chiedo insistentemente. O sennò non torno più in quel posto. Non voglio che nessuno mi dica brava, mi basterebbe che anche altri facessero così. Giuliaps: hai letto i libri della Daria? Te li consiglio.

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  2. Io la penso esattamente come te, e ultimamente io e Lui ci guardiamo in faccia e ci chiediamo chi ce l'ha fatto fare a voler rimanere, non che avessimo la possibilità concreta di andar via, però potevamo cercare di farlo, ora siamo “nella terra di mezzo” con tutta la buona volontà, purtroppo in Italia la mentalità è quella, le leggi schifose son quelle e la maggior parte della gente tira a campare sperando di non dover affrontare certe cose. Per quel che riguarda la svalutazione di certi (molti) lavori è decisamente spiazzante, fare lavori altamente professionali e sentirsi chiedere lo sconto dopo che tu svaluti già te stesso per poter lavorare e per poterti fare una fama 😦 perché magari poi ti richiamano per altri lavori (quando invece non ti pagano proprio) è triste Lucy. Per il discorso dello scaricamento di libri, musica, etc. a casa mia si chiama rubare, ed è reato, ma vedo gente con fior di quattrini (il mio excapo ad esempio mi prendeva in giro perché io non mi craccavo il phone per poter scaricare gratis e un sacco di volte gli rispondevo che mio marito per lavoro faceva quello: produzione software) scaricare senza un filo di conoscenza della materia, anzi, fregandosene del lavoro altrui. Sempre grazie all'ex capo ho saputo invece che in USA la gente scarica poco o per lo meno chi ha soldi da spendere (come lui che aveva un lavoro ben pagato) non è così ingrato da scaricare illegalmente ma da al lavoro altrui il giusto valore (scusa la divagazione).

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  3. “Mi basterebbe che altri facessero cosi'”. Esattamente!!Non mi e' gran simpatica la Daria, almeno in video; ma devo chiedere a mia sorella di portarmi i libri che mi sembra abbiano lei e mia mamma. Grazie del consiglio 🙂

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  4. Esatto, e' un furto. Anche io l'ho fatto in passato, ho scaricato da emule, ci dovrei scrivere un post :/ Mi limito a dire 1. avevo il pc pieno di roba presa solo per il gusto di averla, sentita mezza volta e ciao 2. probabilmente se avessi avuto 15, 20 anni ora lo farei anche io, ma siamo sempre li', un punto di vista esterno ti aiuta a riflettere. Ed io, a 35 anni, ho pensato che questo tipo di illegalita' non mi piaceva. Tuttora non riesco proprio a scaricare un film, non ce la faccio davvero, mi e' rimasto un tabu'.

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  5. Lo sai che son d'accordo.Per il fatto dello scaricare uuu.. lo fanno tutti.. che te frega..L'ho fatto anche io fino a 18 anni, perche' nessuno ha mai parlato delle conseguenze, ma qui lo fanno anche a sessanta se sanno usare il pc. Adesso ho meta' scaffale con quasi un centinaio di dvd, e la gente ci rimane cosi' O_O dicendo che sono tanti. To' il numero puo' anche far impressione ma tenendo conto che ho ripreso si' e no un quarto dei film che mi son scaricato in mezza vita…

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  6. Sono sulla tua stessa lunghezza d'onda. Ovviamente! I tuoi ragionamenti filano. Sempre.Io invece, ultimamente, mi sento in colpa perchè dopo una vita di lavoro, più o meno (sempre meno) legalmente retribuito, per anni ho versato allo stato attraverso trattenute in busta paga , un certo numero di soldini sotto varie forme. Adesso che sono disoccupata e a zero reddito, capisco di essere una specie di parassita, in quanto c'è tanta altra gente che paga anche per me e per le mie prestazioni sanitarie. La cosa mi turba, ma mi riconsolo in quanto a suo tempo, anche io ho contribuito a “sostenere” qualche altro povero disgraziato mediante le mie trattenute. Io come dovrei classificarmi? E fino a quando posso continuare a sfruttare qualcun'altro? Forse non per tutti, ma in molti casi la situazione di una certa parte di italiani è veramente critica. Ma l'unica cosa che si fa è parlarne. E basta. Eppoi, biasimiamo chi si ammazza o ammazza a caso.

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  7. Sono d'accordo su tutta la linea e non sai quante lotte faccio via skype quando magari mi dicono “ah, visto che abbiamo l'esenzione del terremoto andiamo a farci le analisi del sangue gratis, anche se non ne abbiamo bisogno, tanto fanno tutti così”. E ovviamente è tutta gente che non è stata neppure danneggiata dal sisma, gli stessi che poi si lamentano se non ci sono i soldi per le sovvenzioni, lo stato non li supporta, ecc.

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  8. Tutti vogliono i servizi, meglio se ottimi e veloci, ma pochi pagano…Io lavoro in proprio dal '94, ogni estate e ogni natale sono rovinati dai versamenti…Mia cognata essendo disoccupata si sta facendo i denti col SSN Gratis…in verità lavora in nero e sta meglio di me…Ho il dentino avvelenato…tanto per citare una frase famosa ahahahhaha

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  9. I tuoi post mi danno tanto da pensare, osservare e confrontare. Sei un prezioso pungolo a non fermarsi alle apparenze e riflettere su quello che c'è qui da noi e quello che potrebbe essere se tutti ci dessimo una smossa. Grazie.

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  10. Una volta ero a Berlino con dei colleghi e vicino a dove si cenava c'era una grossa vasca di sabbia piena di giochini ad uso dei bambini, così loro si divertivano mentre i genitori li tenevano d'occhio dai tavoli. Abbiamo inevitabilmente notato che qui non succede, “altrimenti dopo due giorni i giochi sono spariti …”. È stato brutto pensarlo ma credo che stia nell'incapacità di sentirsi parte di questa res publica il più grande fallimento della nostra cultura. Alla domanda “chi paga?” noi ci aspettiamo sempre sia un altro, come se ciò non ci toccasse. O saltiamo questo fosso o non costruiremo niente di buono, pur con tutto il buono che vedo comunque attorno a me.

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  11. sono d'accordo su tutto: l'italiano è bravo quando è furbo.. si sente figo, superiore agli altri.. io frego tutti e sono bravo! che schifo.. mi ricorda quel detto.. tutti bravi con il deretano degli altri!! perchè c'è chi ne ha davvero bisogno e si trova con ancora meno.. senza nemmeno poter contare sull'aiuto di altri perchè l'altruismo fa sfigato e non esiste nemmeno tutto il fantastico sistema di raccolta fondi che qui funziona perfettamente per autofinanziarsi !! Qui mi rendo conto che la gente per la maggior parte è onesta.. onesta!!!!!!!! io che son partita sospettosa dall'Italia per come funzionavano là le cose mi ritrovo a ricredermi e a non sentire la sensazione di essere fregata.. ed è bellissimo!!e l'ici tolto? quanti comuni ha mandato a gambe all'aria? per cosa? cinque cento euro all'anno? anche molto meno in verità per molti.. però ti fa piacere che passino a buttare il sale tutti i giorni quando nevica o che ci sia l'assistente sociale a cui rivolgersi per dei problemi.. certo.. anche qui pagano le tasse per la propria casa e nessuno si lamenta.. ma forse nessuno vuole farsi bello e toglierlo perchè si rende conto della sua importanza per la comunità!! potrei continuare all'infinito.. fermami!! sempre ispiranti i tuoi post!! 😉

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  12. Sono convinta che se alla ragazzina di cui hai parlato avessi chiesto, senza possibilità di contrattare, il triplo della cifra, sarebbe venuta puntuale e regolarmente a tutte le sedute, purtroppo molti (troppi, in Italia) rispettano e danno il giusto valore solo a ciò che pagano di tasca propria. Per cui, alla domanda posta dalla Bignardi, con amarezza, rispondo NO.P.S.: consolati, se il lavoro degli psicologi viene visto come “una chiacchierata”, spesso ho sentito dire, di un medico che ha fatto una corretta diagnosi e somministrato la giusta terapia, “mi ha indovinato la cura”…tanti anni di studio e poi bastava tirare a indovinare…

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  13. pare sia del tutto inassimilabile il concetto LO STATO SIAMO NOIprendi il fatto della malattia, gente che sta a casa dal lavoro x delle scemate, e poi si lamenta x le liste d'attesa. Il sistema è al collasso chiaramente, perchè avrebbe funzionato se solo non ci avrebbero mangiato su. Tanto lo fanno tutti è il motto più comune e disastroso. baci sandra frollini

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  14. Visto che mi citi, vorrei solo ribadire che sono d'accordo con te quando dici che ci vuole senso civico e che la mentalità di molti (troppi) italiani è da cambiare; io però sostenevo tutta un'altra cosa e cioè che la risposta in campo sanitario non è la privatizzazione e il sistema delle assicurazioni, semplicemente perchè non è un sistema sostenibile dalle persone (e dalle loro famiglie) che si trovano malate gravemente e con malattie croniche. E' un sistema che può andare bene per la prevenzione o piccoli problemi, ma poi è del tutto inutile che la scienza studi e scopra nuove medicine (che sono costose e personalizzate) se poi le persone non possono curarsi (o almeno se guarisci nell'anno in cui sei coperto dall'assicurazione bene, altrimenti ti attacchi perchè te la disdicono). In più sono convinta che le nostre trattenute in busta paga non siano affatto poche e che se non ci fossero troppi “furbi” il sistema reggerebbe. E quindi proprio per questo sono più inferocita di te con chi fa il furbo, perchè basterebbe che tutti facessero la loro parte per quello che veramente possono (e credo che convenga a tutti perchè puoi essere benestante e avere un lavoro molto remunerativo ma se ti ammali perdi tutto). Perchè credo che uno stato civile debba difendere comunque chi è più debole e sicuramente chi è malato lo è.francesca

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  15. Buffo che proprio ieri si parlava di chi “campa” di diritti d'autore (lungo da ripetere qui)… e di tanto altro, ascoltando radio2 o radio3… e niente, giusto per dirti che ti leggo quando posso e i tuoi ultimi post meritano tutti risposte “meditate” e “ponderate”, insomma… ispirano tante riflessioni *costruttive* e vorrei aver il tempo di mettermi a rispondere. Tutto questo commento farneticante per dirti grazie, e mandarti un saluto, e piccola Picci al pronto soccorso, mannaggia. Perdonatemi se sono fuori tema.

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  16. Oh no, questo e' un argomento davvero difficile da condividere :(p.s. anche i miei contributi inps ed enpap sono andati a qualcun altro, visto che non ho visto nessun rimborso maternita' ne' avro' la pensione.

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  17. Questo e' un argomento complesso… ma ti dico, ho avuto pazienti studenti universitari e mamme single con pochi soldi in tasca. Ho concordato con loro un pagamento davvero simbolico e non hanno mai mancato appuntamenti, proprio perche' avevano beneficio dalla cura nonostante quei soldi tolti dal loro budget, in un mese, un po' pesavano; eppure la relazione ha funzionato alla grande. Hai ragione anche sulle diagnosi mediche. Grazie per questo commento.

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  18. Ma guarda Francesca, tu e qualcun altro nell'altro post avete frainteso il mio punto. Io non ho mai detto che bisogna privatizzare e assicurare. Quello che mostravo era una serie di aspetti positivi in questo schifo di sistema (cit.) americano in cui paghi un fracco, ma hai evidentemente dei vantaggi. Aggiungevo poi che in Italia la gestione statale un tempo, regionale ora, non funziona, e non puo' funzionare, proprio per i motivi che qui spiego e che tu riconosci. Ergo, bisogna che si trovi un'altra via, senza malpancismi. Altrimenti l'unica alternativa saranno proprio le assicurazioni. Comunque grazie per essere tornata a commentare.

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  19. il punto è che continuiamo a curarci tutti gratis, ma la busta paga o la pensione cui detrarre la quota inps ormai ce l'abbiamo in pochi. Ringraziando ante e post Fornero, ormai campano tutti con mini contratti senza trattenute, a chiamata, che non maturano nè accumulano nulla. i pochi rimasti con uno stipendio o pensione vedono il proprio divario da lordo a netto sempre maggiore, per tappate quel buco, ma è come svuotare il mare con un cucchiaino. Ad esempio io dei miei 1400e lordi ne metto netti in tasca 800,che sì mi garantiscono (sulla carta)accantonamenti e cure mediche, ma li pago anche per tizio, caio e sempronio. Idem per le pensioni. È chiaro che se non riformano le leggi sul lavoro il sistema imploderà a breve, ma, di contro, se un'impresa per assumere un dipendente e pagarlo 1000e deve sborsarne altri 1500 di tasse (al mese), è chiaro che si applica il parametro più conveniente per l'imprenditore, e cioé il contratto a tempo, a chiamata etc., e siamo al punto iniziale.Detto ciò, apro e chiudo parentesi sulla pirateria: otto euro di cinema sono un furto, e io non li ho. I film in streaming sono una benedizione e ringrazio che li ha inventati. Linciatemi pure.

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  20. mi ero persa questo post e la citazione. Lusingata. COl tempo ho perso passione per questi discorsi, che non è neanche bello. Un piccolo contributo magari lo si può dare anche da fuori.

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