Mi si chiede, Cosa ne pensi dei giocattoli unisex per non attribuire dall’esterno al bambino delle caratteristiche legate all’appartenenza di genere?
Che la gender theory e’ una ca**ta, direi brevemente.
Innanzitutto perche’ siamo esseri sociali, e come tali, volenti o nolenti, fin dalla nascita siamo immersi in caratteristiche legate all’appartenenza di genere. Altrimenti dovremo considerare di far crescere i bambini con nomi inventati, vestirli con tutine di colori neutri, senza fiocchetti draghetti cuoricini macchinine eccetera, non chiamarli con attribuzioni maschile/femminile, che nella lingua italiana e’ impossibile.
Questo se volessimo lasciare davvero i bambini liberi di esprimere la sessualita’ che si sentono.
Ma io credo che sia un’idea ipocrita.
Prendiamo i genitori di una bambina. Tipo me. Non avrei alcun problema a comprare per mia figlia una postazione di lavoro con cacciavite martello e bulloncini giocattolo. E’ un hobby che piace anche a me, cosi’ come mi piacciono il pallone e gli sport in generale, tutti, anche quelli di contatto. Mia figlia crescera’ immersa in questa educazione non tipicamente femminile. Perche’ io non sono una femmina. Ma poi, chi lo e’? Ancora co ste cose che se ti vesti di rosa sei senza cervello?
Pero’ per un maschio e’ ancora peggio. Se un bambino chiede sempre di giocare con delle bambole, al di la’ di Quanto e’ carino ma che lato sensibile che sta sviluppando, sono sicura che ad un genitore un brivido lungo la schiena gli venga. E non (necessariamente) perche’ abbia qualcosa in contrario con l’omosessualita’, ma perche’ proietta la vita di suo figlio nel futuro e sa gia’ che avra’ da soffrire per far accettare la sua condizione. Emotivamente e poi socialmente.
E non ditemi che non avete mai visto bimbi effeminati. Alcuni lo sono gia’ a tre anni, lo si vede proprio. Non vuol dire affatto che diventeranno omosessuali, assolutamente; ne’ che se giocano con le femmine vuol dire che. Ma che siano diversi dai coetanei dello stesso sesso e da quelle del sesso opposto, questo si’.
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Ieri ho letto dei commenti interessanti su fb in un gruppo di cui faccio parte. Una mamma intelligente diceva che aveva notato che il bambino mostrava interesse per i passeggini, ed era decisa a prendergliene uno. Altre mamme raccontavano di esperienze vissute direttamente o meno, di bimbi maschi educati a scegliere il giocattolo che volevano, seppure femminile; alcuni di questi bimbi a distanza di anni avevano perso la caratteristica di femminilita’ che mostravano in eta’ piu’ precoce con il giocare alle bambole o alle pentoline o al dottore. Altri no. E questo gia’ da solo spiega perche’ e’ inutile, e stupido, dare ai bambini solo giocattoli unisex. Chi determina cosa sia unisex e cosa no? Forse non abbiamo chef uomini? O donne poliziotto? Perche’ privare i bambini della possibilita’ di conoscere, sperimentare e far finta di essere dall’altra parte del cielo?
Non e’ che due piu’ due faccia sempre quattro. Ma un bambino non esiste solo all’interno di un asilo o della casa in cui si trovano i suoi giochi. Ha delle relazioni, e’ figlio di due persone che hanno bisogni e comunicazioni inconsci, fa parte di un microcosmo che a sua volta e’ parte di una societa’, e quella italiana, per esempio, non e’ propriamente libera da condizionamenti legati al sesso.
Pero’ e’ anche vero quello che scriveva sinceramente un’altra mamma, e che per questo reputo ancora piu’ intelligente. Suo figlio in un negozio di scarpe aveva scelto quelle da bimba, ora non ricordo se per colore o per personaggi stampati. E lei ha ammesso di non avercela fatta a comprargliele.
Perche’ e’ cosi’, e’ inutile fingere di essere sportivi. I genitori di un maschietto saranno doppiamente soggetti a questo genere di pressioni sociali, e dovranno combattere continuamente tra il desiderio di lasciare il figlio libero di crescere secondo natura, e il bisogno socialmente imposto di imporgli una scelta, seppure minima. Tutti i bambini, maschi e femmina, da bimbi giocheranno a pulire la casa, ma da piu’ grande chi continuera’ a farlo durante il gioco? E lo fara’ perche’ e’ la societa’, e’ il modello familiare, e’ la televisione…?
Alla fine, siamo sempre li’. Siamo noi che diamo un significato alle cose, ma io credo che nessuno sia veramente libero. Se non di stracatafottersene.
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Sono mamma di un bambino. Un maschio che ha giocato con Cicciobello, ha fatto le pulizie, ha stirato tutti i suoi vestiti di neonato ed ora vede solo pistole e fucili. Io mi sarei opposta un po' di più ora, perché non sopporto il gesto di puntare la pistola contro qualcuno. Ma taccio.E ti do ragione. E' la società che fa essere noi mammedifiglimaschi preoccupate per eventuali future tendenze considerate non corrette dai più. Ma conto un po' su un lieve progresso nel giro dei prossimi dieci anni, e soprattutto sul solito espatrio. Perché non è dappertutto così come in Italia! 😉
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WOW… sono arrivata prima!!!! 😉
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Hai ragione, chi decide cosa sia unisex e cosa no?Io ho due figli maschi, il primo spesso gioca con giocattoli tipicamente femminili come pentolini, cucine e passeggini e la sua migliore amica è una girl. Adora anche giocare con macchinine, fare la lotta, correre e saltare, nonché aggiustare e costruire con i lego. Ma questo cosa significa? Io non mi sono mai posta problemi.Ho notato anche maggiore sensibilità rispetto al fratellino e più attenzione verso i bimbi più piccoli e questo suo carattere mi piace molto.Concordo con te che nessuno sia veramente libero alla fine.
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bellissimo post Lucy, grazie :-)aspetto che arriva qualche commento, ci rimugino sopra, e poi torno 🙂
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Ma sai che secondo me la pistola, a quell'eta', equivale alla barbie. Non c'e' un futuro omicida come non c'e' una futura decerebrata.
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Ti racconto una cosa. Alla scuola dove ho lavorato per anni c'era un ragazzino a cui in prima media era nata una sorellina. Per i tre anni delle medie, pur nella sua mascolinita', mostrava una grandissima tenerezza per questa bimba. A distanza di tre anni, ora dovrebbe averne 16, mette i mi piace sotto le foto della mia bimba, e lo fa sempre. Non so piu' niente di lui, ma molto probabilmente fara' un mestiere di cura.
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:*
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Hai ragione. Non è possibile fregarsene e fare gli sportivi. Ho due nipoti maschi, figli di mia sorella, 17 e 13 anni. Entrambi etero, almeno di qualche sorpresa. Il primo amava giocare con la lavatrice giocattolo, lavava, stendeva e stirava per gioco. Mai avuto problemi. Ora collabora in casa, cucina, lava, ritira la roba, ancora non sa stirare, ma fra poco ci arriverà. Il secondo amava il rosa, aveva la cucina di winnie the pooh, e come sport faceva ginnastica artistica. Poi ha voluto smettere per motivi di bullismo a scuola e fa atletica. Però per un bel po' di tempo abbiamo avuto il brivido nella schiena: osservavamo e studiando il da farsi, assecondandoli cercando di non reprimerli. Però quanti dubbi!
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mi scuso per gli errori di stampa!
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Non credo davvero che sia una cosa che lasci indifferenti i genitori, per quanto si voglia essere aperti alle possibilita' della vita.
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Leggevo qualche tempo fa degli asili “neutri” Egalia svedesi.Lì i bambini non si chiamano per lui né per lei ma per “hen”, pronome riferito al genere neutro per l'appunto. Secondo costoro, in questi asili “tutti i piccoli sono uguali e si impara a non discriminare interessi e diritti partendo dal sesso del singolo individuo”.Mi pare che sia per certi versi in atto una deriva “culturale” e sociologica per cui abolire le differenze di genere sia (secondo un ragionamento per me aberrante) un modo per affermare il diritto a vivere la propria sessualità in maniera libera da pregiudizi. Purtroppo si fa spesso confusione appunto tra differenza di genere e sessualità. Eppure molti sostengono che siano l'ambiente e la società ad influire sul nostro essere femmina o maschio, piú che la natura in primis.Tu che ne pensi degli asili svedesi?
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Non li conosco bene, ma vedi, se gia' come l'inglese lo svedese ha un genere neutro, culturalmente questo puo' avere un peso, sebbene non condivida l'impostazione di base per quello che ti ho detto. Mi sembra manchino la possibilita' di sperimentare ruoli, creativita', differenze di genere, sogni, insomma, mi sembra che manchi la vita.
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io piuttosto continuo a non capire perchè i giochi (prettamente) da maschi sono gli attrezzi da meccanico, le macchine, le pistole, le spade e i robot, mentre per le femmine sono solo i giochi da minisguattera: il mocio vileda, il ferro da stiro, la minilavatrice.
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io piuttosto continuo a non capire perchè i giochi (prettamente) da maschi sono gli attrezzi da meccanico, le macchine, le pistole, le spade e i robot, mentre per le femmine sono solo i giochi da minisguattera: il mocio vileda, il ferro da stiro, la minilavatrice.
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io piuttosto continuo a non capire perchè i giochi (prettamente) da maschi sono gli attrezzi da meccanico, le macchine, le pistole, le spade e i robot, mentre per le femmine sono solo i giochi da minisguattera: il mocio vileda, il ferro da stiro, la minilavatrice.
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Spero di riuscire a commentare (mi sono messa a pc apposta!).Oggi pomeriggio ho portato Nicolas in piscina con un accappatoio rosa appartenuto a Noemi. Settimana scorsa, per pudore (stupidità), l'avevo evitato, scegliendo un asciugamano azzurro troppo piccolo. Lo stavo preparando e gli dicevo, oggi gioia ti scambieranno tutti per una femminuccia, per un accappatoio rosa. Oggi ti tocca il colore da femmine. E poi mi sono fermata e ho guardato il mio accappatoio, blu, e quello di Noemi, rosso. E ho pensato, toh, a noi due nessuno avrebbe fatto commenti. Anche se a dire il vero qualche commento se l'è preso pure Noemi. Ah. Noemi indossava pantaloni coi tasconi e mutande di Cars. Modello maschile.Perchè le ha volute, e non ho visto quale fosse il problema nel non accontetarla.Ah, lei ADORA le macchine e i martelli. Le piace far finta di dipingere e gioca dalla mattina alla sera con le macchinine. Non gliel'ho ovviamente imposte, così come non le ho imposto le bambole, che Nicolas adora. Ammetto che, per una pura questione di economia domestica, ho preso molti vestiti unisex a Noemi proprio per poterli passare a Nicolas, quindi niente rosa ma molto bianco, giallo, verde, rosso. Ovviamente le persone ignoranti ti dicono che non si vede che è femmina, che insomma perchè non le metti una gonna?Perchè è SCOMODA. Perchè la gonna è tremendamente scomoda per una bambina che vuole correre, saltare e stare sullo scivolo e metterle una gonna significherebbe metterla in mostra, non certo farle del bene.Aggiungo che non amo io stessa le gonne, ma questo è tutt'altro discorso.Qui se non metti gli orecchini alla femminuccia sei diseredabile. Io non l'ho mai fatto nè mai lo farò. Quando poi me li chiederà provvederemo.Nicolas è diverso, se mi chiedesse delle scarpe da femmina, come la mamma che hai citato, non gliele prenderei.Ma credo sia profondamente ingiusto. L'altro giorno andava in giro con il mio reggiseno sul petto. O ha voluto provarsi le scarpe col tacco.Non ho avuto brividi.Ho qualche amico omosessuale e sì, mi sono chiesta cosa farei, come reagirei. Ma non certo perchè li vedo giocare in modo strano, solo perchè sono domande che mi faccio. Li accetterei, va da sè. Li aiuterei. Soffrirei con loro.Perchè il problema dei giochi unisex non è come crescono i bambini, ma come li facciamo crescere noi, inscatolati nelle stupide paure del XXI secolo.Un abbraccio,Claudia
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Anni fa ho letto di una famiglia il cui terzo figlio/a lo crescevano senza svelare il sesso, che lo sapevano loro e i due fratelli…ossia crescerlo “unisex”, il che mi sembró una cosa assurda! Mio figlio ha la predisposizione dei giochi maschili da sempre, lo attirano solo palloni, macchine e tutto ció che ha ruote. Carrozzine certo, ma per metterci le macchine casomai…Non c'è verso di farlo giocare con altro. Peró quando si parla di vestiti lui trova carino il rosa e sfacciatamente ammette che gli piace Hello Kitty! Ma che problemi si devono creare i genitori??? Certo, le Hello kitty non gliele compro, ma solo perché gli altri lo prenderebbero in giro, non per lui, che comunque poi opta sempre e solo per scarpe da ginnastica azzurre. I suoi colori favoriti son verde e blu, niente, non c'è verso di cambiare. E allora é predisposizione, mi son detta, si nasce cosí. Mentre io dovevo per forza vestire di azzurro da piccola perché mia madre lo adorava convincendomi per anni che questo fosse il mio colore favorito quando invece é il fucsia! E giocavo, da piccola, con bambole e robot, e macchine e lego, e vestivo molto maschile con i capelli corti, finché agli 8 anni mi son imposta per aver i capelli lunghi. A volte penso che i miei volessero un maschio, lo giuro!! Ma per quel che facciano i genitori, a mio avviso, é inutile, se dentro sei maschiaccio o femminuccia non c'è niente da fare, quando sarai grande la tua natura si scopre.Il fatto poi che negli asili ci siano giochi per tutti i tipi mi sembra corretto, che i maschi giochino con la cucinina (ed io ne ho costruita una al mio) e le femmine con le macchine, ma perché dev'essere cosí, che si provi tutto per sapere cosa piace. in quanto ai giochi ho visto il mocio versione femminile e maschile…e lo trovo orrendo solo per il fatto che é un gioco inutile!! In quanto alle pistole devo ammetterlo, non mi piacciono. Ma poi noto che é con i cartoni che i bambini sviluppano la violenza. Finché vedono i classici Peppa Pig, Pocoyo e simili nei loro giochi immaginano le stesse scene. Quando i cartoni si fanno violenti, e son verso i 3-4 anni che cambiano i target, ecco che anche i bimbi iniziano a imitare ció che vedono. E quindi abolirei quelli, ma ovviamente non posso, quindi cerco di evitarli ancora un pó spiegandogli le scene che vede. Poi comunque ci pensa la scuola (si, qui in Spagna scuola dai 3 anni), o meglio i coetanei, a insegnare cos'é la violenza perché é imitazione di ció che vedono e vivono.
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I dubbi, secondo me, vengono solo dalla paura che ci facciamo su quel che gli altri dicono. Appunto il bullismo. Se mio figlio un giorno mi dicesse mi piacciono i maschi, ok, non é un problema. Il problema sará che purtroppo non é “normale” per tutti, e a soffrirne sará lui, e i genitori che lo vedono soffrire.
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E va be' dai ma anche la stilista, creare gioielli, i cuccioli… Quelli sono ruoli e a me non mi verrebbe mai di portare cosi' tanta realta' nel gioco di mia figlia, voglio dire, si puo' pure fare finta di fare la lavatrice, non e' che serve quella che la riproduce perfetta.
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Il brivido non ti viene per una volta che gioca col reggiseno addosso 🙂 E in teoria sono sicura che tutti noi diremmo Sono pronta ad ascoltare, aiutare, accettare. Credo che questo arrivi dopo. Sbagliero', ma secondo me la prima emozione e' completamente diversa.
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Sono d'accordo con te. E in quanto alle scarpe che ho citato nel post, sono sicura che anche la mamma di quel bimbo non le ha prese per le reazioni degli altri. Esattamente come ha scritto Claudia dell'asciugamano rosa. I condizionamenti sociali ci sono.
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Parole sante. Sottoscrivo in toto. Secondo me con queste teorie del gender ci stiamo tutti rincoglionendo.
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Tecnicamente la parola per chiamare i bimbi negli asili (“hen”) non è un pronome neutro (che non esiste nel vocabolario svedese), ma pare che venga usata già da diverso tempo in Svezia dai circoli femministi.Eh sì, vengono a mancare le differenze di genere…il punto è proprio quello, il tentativo di negare che vi siano! E invece chi la pensa in quel modo parla di libertà…
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eccomi, faccio outing, sono la mamma del bimbo che voleva le scarpe da femminuccia :-)Lucy, ti ringrazio perche' mi hai fatto riflettere con questo post!Mi sono sempre dichiarata a favore dei giochi “unisex” , non ho mai comprato giochi prettamente maschili a Little D a meno che non mostrava un certo interesse, come e' successo per esempio per i trenini… ma allo stesso modo in cui gioca con i trenini gioca anche con il set del cibo finto (e prende le mie pentole).Come ho scritto alla mamma del bimbo che voleva il passeggino, glie lo comprerei se mostrasse interesse, cosi' come gli comprero' un giorno un bambolotto, non ci vedo nulla di male, fa parte del processo di crescita e del voler imitare quello che vedono fare.Quando pero' D voleva le scarpe rosa con le principesse non ce l'ho fatta… Il gioco e' un'attivita' limitata nel tempo e nello spazio, andare in giro con le scarpe rosa tutto il giorno tutti i giorni (non e' che gli compro 10 scarpe ogni 3 mesi) mi sembra come mettergli un'etichetta addosso… cosi' come non gli comprerei mai vestiti da bambina.Perche'? C'e' un'unica risposta: per i condizionamenti sociali.Mi sembrerebbe come mandarlo indifeso nella gabbia dei leoni.Mi spiego meglio: se un giorno a 14 anni mi viene e mi fa “mamma, sono omosessuale” oppure “mamma non sono omosessuale ma voglio le scarpe rosa per questo motivo o per quest'altro” (una scelta sensata e consapevole) ovviamente lo supporterei nella sua scelta e cercherei di dargli i mezzi per “difendersi”.Cosi piccolo pero' (meno di 2 anni) mi sembrerebbe solo di renderlo ridicolo agli occhi degli altri bambini (quelli piu' grandi di 2 anni intendo).E' difficile rispettare la liberta' dei propri figli e allo stesso tempo cercare di difenderli.Per lui stavolta non e' stato un problema (ha gia' dimenticato), ma io mi sono ritrovata a fare i conti con la mia coscienza.Su un altro punto Lucy hai perfettamente ragione: fosse stato il contrario, cioe' bimba di 2 anni che anziche' volere scarpe rosa le voleva blu senza sbirluccichi, non mi sarei fatta nessun problema a comprargliele.Il tutto mi ha fatto tornare in mente quest'episodio:http://www.repubblica.it/esteri/2012/12/14/foto/usa_la_lezione_del_bimbo_con_le_scarpette_rosa-48747844/1/Il bimbo in questione le scarpe rosa ce le aveva in casa, e la mamma glie le ha fatte mettere. L'articolo dice che il bimbo ha avuto solo apprezzamenti a scuola… spero vivamente sia stato cosi'.Ah, ultima cosa. Mi pare ovvio che scarpe rosa e passeggino non c'entrano nulla con il futuro orientamento sessuale dei bimbi in questione.
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A mio nipote è sempre piaciuta un sacco l'aspirapolvere quando era più piccolino e ci siamo divertiti insieme a dare la parte delle casalinghe! E sono sicura che anche con Teg farò lo stesso, cercando di assecondare le sue curiosità e i suoi interessi… Penso anche che per un bambino in genere sia importante speriementare ruoli diversi nel gioco, trovo sia parte del gioco e che sia istruttivo!
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Io essenzialmente credo che i bambini dovrebbero essere lasciati liberi di scegliere i giochi che più aggradano loro. Io ho una femmina e due maschi e spessissimo i due boys giocano con le bambole di Leli. Devo dire però che loro non richiedono mai giochi “da femmina”in regalo (forse perchè sanno di averli a casa). Tutti e tre, comunque, nonostante non siano mai stati indirizzati o inibiti,, mostrano di aver ben chiaro in testa cosa è da maschio e cosa da femmina, nonostante io spesso sottolinei che non esistono cose da maschio o da femmina ma solo attività per chi le vuole fare. All'asilo la maestra spesso mi dice stupita che il Vic e JF sono gli unici due che giocano con la cucina e le bamboleIo credo che l'orientamento sessuale sia cosa assolutamente indipendente dall'avere gusti più o meno maschili o femminili e credo sia assolutamente ininfluente il tipo di giochi o abbigliamento che predilige il bambino. Purtroppo esiste ancora una forte resistenza verso chi viene percepito come “diverso”, io insegno e, proprio in questi giorni, un ragazzo che conosco (dichiaratamente omosessuale) ha scelto di cambiare scuola perchjè si sentiva perseguitato e vessato dai compagni. Io credo sia questo il nodo contro cui dobbiamo combattere noi mamme. E'assolutamento legittimo che il nostro maschietto preferisca le scarpe di spyder man piuttosto che quelle delle principesse ma non istilliamo in lui il pensiero che “non c'è niente di male eh, sono brave persone però…” perchè è su questo però che si costruiscono i pregiudizi
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Gender sostituisce..?. 😀
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Esatto. Ma che poi era stato, ne sono sicura, semplicemente vittima di una strategia di marketing 🙂
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Esatto. Poi pero' torniamo al solito discorso Perche' ci facciamo problemi se una femmina gioca con l'aspirapolvere. Gli attribuiamo un significato sbagliato.
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Concordo. Quindi insegni alle medie o alle superiori? Yeeeeee che bello!!
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Non lo so. Sarei sinceramente dispiaciuta per quello che dovrebbero affrontare ma non sono una da grandi reazioni alle grandi notizie. Io prima accetto, poi penso. Poi casomai vado in ansia. Ne sono piuttosto sicura, perchè di grandi notizie ne ho ricevute tante. Io mi fermo, poi penso. Ma dopo tutto quello che ho passato sono sicura che non giudicherei, sarei solo dispiaciuta per la fatica che dovrebbero fare. Davvero, mi conosco abbastanza da avere questa certezza. È ovvio che spero abbiano una vita più facile di così… ma si prende quello che viene. Reagirei molto peggio di fronte a problemi reali: droghe, malattia, o se scoprissi che i miei figli sono dei bulli. Sai cos'è? E' proprio questa mia apertura che fa credere alla gente che io non sia vera. Sono stata così tanto giudicata, così tanto messa da parte, mi sono sentita inferiore, ho temuto io stessa di essere omosessuale… come potrei far vivere le stesse cose ai miei figli?Se mi parli di disturbi alimentari lì sì, che andrei nel panico. Perchè ci sono passata e tutt'ora non so come ci si comporta da genitori. Ma sono tanti tanti tanti discorsi… dovremmo fare una seduta intera per venirne a capo 😀 ma ce la risparmiamo!E per il reggiseno, ho visto padri urlare ai loro figli per cose più piccole… sono sicura che loro il brivido l'hanno avuto eccome! 😉 Io ho riso come una pazza!
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Anche il mio Nano ha avuto il periodo “fucili”, verso i 4 o 5 anni, non sai quante mamme hanno cercato di convincermi che a causa del mio non oppormi alle sue armi giocattolo stavo crescendo un futuro adolescente “che non avrebbe saputo distinguere la realtà dal gioco” e non avrebbe capito la serietà di un'arma vera o_O! Il Nano ora ha 10, non si cagà più di striscio pistole e fucili e sembra essere un bimbo perfettamente capace di capire il bene e il male.
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Filosofia e scienze sociali alle superiori.
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Anche questo e' un post su un avvitamento classico. Io onestamente mi impegno fin dal principio a cercare di vestire le bimbe con tanti colori e nn farle affondare nel rosa imperante,anche se hanno delle cose rosa ed indubbiamente gli piace molto come colore.pero' cerco di far si che I'll rosa sia uno dei vari colori,non l unico.per I'll resto vestitibi d estate ma zero gonne d inverno xche scomoda e fredda,scarpe da ginna tutto l anno tranne quando fa caldo da sandalini,xche le scarpette di vernice sono scomode pure esse.questo nn vuol dire che son talebana della molletta o della borsetta,bea si fiverte un mucchio a organizzarsi laborsina x uscire e ne ha diverse,perlopiu ex mie.in casa giochi di tutto di piu,minicucina fatta da me ma anche banco di lavoro di plasrica e inb futuro vorrei regalare loro I'll traforo col compensato come fu regalato a me,ricordo ancora quando con mio babbo costruimmo la casa delle bambole con legno eb traforo..mi pare che tutto questo fiorire di blog diy anche in italia sia la prova che a tutti I bambini piace pasticciare,creare,dipingere,costruireindipendentemente dal genere,le prime che mi vengono in mente sono valentina di riciclattoli che ha due maschi e rita di faccio disfo che mi pare abbia due maschi e una femmina. Ai bimbi e alle bimbe piace giocare coi giochi o coi lavoretti, tutte ste pippe dare Ia miniscopa a giorgio o I'll minitrapano a giulia se lefanno gli adulti, x loro sono solo giochi d imitazione,di ruolo,di creazione…sul vestiraio penso che parzialmente per I bambini vestirsi sfoci anche nel travestirsi e far fonta di essere maghi fate principesse pirati etc..io lascio a fisposizione una scatola di robe strambe dove ci sono boa cravatte cappelli di ogni tipo e altre stranezze e poi fan loro..x uscire di casa le vesto normali ma se ungirono mi tirassero I'll capriccio che vogliono uscire col cappello da fata o la sciabola di plastica,gliela farei portare…e' vero che mentre una femmina maschiaccio e' accettata dall universo mondo un bimbo che si dipinge le unghie con I pennarelli x imitare lo smalto della mamma fa strano ai piu' pero' alla fine sono piu gli dulti che leggono in ste cose dei segnali..che uno sia omosessuale o meno nel futuro non penso proprio dipenda dall aver messo la maglietta rosa della sorella o aver giocato coi minipony.forse certe persone han talmente I'll cagotto al pensoero dei figli non etero che allora nella speranza di evitare Ia possibilita' pensano che comprare solo armi e camion a carletto o solo barbie a chiara sia la soluzione.lasciamo che I bambini scelgano con cosa vogliono giocare e nn rompiamogli le scatole interferendo col loro mestiere di bambini
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Dimenticavo. Mio marito invece, molto onestamente, mi ha detto che farebbe fatica di fronte a una notizia di questo tipo. Che li amerebbe lo stesso, che li accetterebbe, ma che farebbe fatica. Eppure il padrino di battesimo di mia figlia l'abbiamo scelto insieme, ed è sempre stato dichiaratamente omosessuale. E sono amici.
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Mi hai fatto venire i brividi!Ti adoro!!!
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Una mia cliente ha un bambinone che mostra apertamente, senza imbarazzo alcuno, (e x' mai dovrebbe? Lui non si sente in difetto), una preferenza per tutto ciò che è femminile: bambole, accessori vari. Sogna di diventare uno stilista, è bravissimo in disegno e ha grande immaginazione. La mamma nel dirmi ciò era molto addolorata, ma non per le scelte del figlio, quanto per la sofferenza a cui va incontro, allo scherno dei compagni….Una mamma si preoccupa x questo, per le difficoltà che un figlio può incontrare lungo la sua strada se fa una scelta non convenzionale. Per la mamma di una femmina forse il problema è diverso…forse.
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Condivido ogni singola parola.
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E' diverso, Cla. Credo che alla fine stiamo dicendo la stessa cosa. La difficolta' di un genitore di vedute aperte non sta nell'accettare l'omosessualita' di un figlio, ma nella consapevolezza, come ho scritto, che avra' una vita difficile dovendo passare per l'accettazione emotiva, sua, e poi sociale. Aggiungo che quasi tutti abbiamo pensato in un momento della nostra vita di essere omosessuali. E' normale, fa parte dello sviluppo psicosessuale.
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La scuola ma soprattutto gli adolescenti mi mancano tanto ❤
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Immagino che a Varsavia, o Ginevra, non so, andare in giro con i cappelli da fata o il tutu' e' normale anche se non e' carnevale/halloween. Qui accade, per esempio. Ma sono sicura, Vale, che se tu avessi un figlio maschio che un giorno ti dice che vuole uscire vestito da principessa un po' di turbamento lo avresti, come ha scritto Marica. E no, non c'e' nessuna relazione con l'omosessualita'. Ma le etichette spesso te le mettono addosso gli altri, adulti e bambini.
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ci volevo fare un post anche io, ma sei arrivata prima, e allora ti becchi le mie elucubrazioni, riè. Oggi sono stata da toys per vedere un po' cosa offre il mondo dei giocattoli, fino ad ora mi sono dedicata solo alle cose superfricchettone che si comprano su internet o a quelli che si comprano al supermercato. Vero, comprerò il passeggino a Vale, anche se i miei rabbrividiscono e dicono “odio, ma non è meglio una carriola?” no, lui vede il passeggino, vuole giocare con il passeggino, avrà il passeggino. punto. E oggi c'erano gli scaffali per maschi e quelli per femmine. In quelli per maschi macchine, attrezzi e dinosauri; in quelli per femmine bambolotti, cucine, lavastoviglie, aspirapolvere, macchine da cucire, eccetera. Solo le donne puliscono e stirano? solo le donne cucinano e cuciono? Se a Vale piacerà quando sarà più grandini (adesso è troppo presto) glielo prenderò, senza timori. Così come lui ha una passione tutta maschile per camion, macchine e robe meccaniche. Per natale già ho visto una grossa escavatrice/triciclo, e so che lo farà sbroccare letteralmente.A prescindere dagli stereotipi di genere, che poi ci penserà il mondo esterno a darglieli, ma davvero qualcuno pensa che fare un tal gioco ti renderà gay? e soprattutto, impedire di farlo ti salverà dall'essere gay? Ad un cuginetto è stato impedito di fare pattinaggio perché “da femmina”, e l'hanno mandato a fare hockey. Boh, forse la faccio troppo semplice, ma io credo che l'identità di genere e l'inclinazione sessuale non possano MAI avere come causa i giochi o l'abbigliamento da bimbi. (Poi le scarpe da femmina sinceramente non gliele prenderei neanche io, ma mi sembra diverso, tutto il mio pipparuolo feisbuccaro partiva e si fermava ai giochi/hobby)(e spero che non avrà mai la passione per le armi perché quando vedo un bambino che gioca con un'arma giocattolo mi si gela il sangue, mi blocco)
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Titolo azzeccatissimo. E tema a me carissimo. Non posso dire tutto ora, dall'iphone e senza tempo. Ma torno. Anzi mi decido anche a scrivere un post.In generale: bisogna essere scemi, e anche tanto. L'identità è un bisogno forte e primario, anche solo x essere poi liberi di metterla in discussione! E abbastanza forti x farlo.E non passa da nessun gioco..che poi a casa mia la scopa, x dire, è do genere maschile (niente battute scurrili please): se viene usata, nel 100% dei casi è da mio marito. Io solo aspirapolvere. Non posso dilungarmi ora..ma a presto!
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Mi spiace di non avere il tempo per leggere tutti i commenti. Come al solito, sono pienamente d'accordo con te. Nella mia esperienza, molto dipende dai gusti del bambino, spesso molto chiari fin da piccolissimi. La mia figlia più grande, da sempre adora giocare con animali e macchine, pur essendo molto vanitosa e, passami il termine, femminile. La piccola, già ora che ha un anno e mezzo, predilige bambole, borse e braccialettii e io non ho minimamente spinto verso un gioco piuttosto che un altro…ho comprato senza farmi troppi problemi sia orologio di ben ten che principesse, per la stessa bambina
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Argomento ricco mi ci ficco.Anche perché è tra quelli a me molto cari.Cercherò di essere concisa, quindi vado di punti, che l'elenco aiuta.- credo che la sessualità sia una faccenda assai più complessa e variegata e venga “plasmata” da molti più fattori, i giocattoli davvero hanno poco, anzi nulla, a che fare con chi ameremo un domani, con chi ci piacerà andare a letto e goderci la vita.C'è molto di più dietro: la sfera emotiva, le relazioni e i contatti che si creano nella vita, le affinità elettive, le persone che conosciamo, insomma un bel marasma di cose.Quel che conta davvero poi secondo me è la serenità con cui una la vive la propria sessualità, che sia etero-omo-o bi.-Al pensiero che i miei figli non siano etero l'unico brivido che mi scorre per la schiena è dovuto alla paura delle battaglie e delle sofferenze che dovranno affrontare per vivere serenamente e pienamente questo aspetto della loro identità, il pensiero che forse, soprattutto in quest'italia un po' retrò, non vedranno tutelata e garantita la loro libertà e il loro, eventuale, desiderio di metter su famiglia.-venendo ai giochi, ritengo che tutti i giochi siano importanti per tutti i bambini, soprattutto quelli finalizzati al gioco simbolico.proprio per questo sarebbe bene iniziare a proporre un'offerta di giocattoli non “genderizzati”, perché purtroppo certi stereotipi son duri a morire e anche i giocattoli, nel loro piccolo, aiutano a veicolarli e a mantenerli saldi. E perché si rischia di negare a certi bimbi l'opportunità di sperimentare ed elaborare tramite il “far finta che”.Io ho un maschio e una femmina, che ovviamente giocano con macchine, passeggini, bambolotti, pentoline, costruzioni.Perché hanno la fortuna di avere a disposizione tale offerta e la possibilità di scegliere.E ci giocano con lo stesso impegnatissimo divertimento e coinvolgimento.Ma spesso è difficile che si accetti, o si usi, regalare a un bimbo un passeggino, o il ferro da stiro…se in commercio ce ne sono quasi solo di rosa e sullo scaffale delle bimbe. Non parlo di chi ha una certa apertura mentale, di chi è a contatto con realtà e stimoli più variegati, di chi ha accesso o interesse a certe tematiche.Mi è capitato di sentire anche ragazzi della mia età dire al figlio di tre anni “cosa fai? giochi con le bambole? no per carità che dopo…”E a me cadono le braccia, e penso che la strada per il rispetto dell'individuo sia ancora maledettamente in salita, e che certi condizionamenti siano tremendamente radicati e difficili da estirpare.Penso che questa sia un'epoca in cui stiamo avendo la possibilità di mandare dei messaggi, di tentare altre vie, di offrire stimoli e input non stereotipati, di crescere una generazione libera da certi pregiudizi.A me non interessa tanto la difesa di una paventata uguaglianza tra i generi, o la sbandierata e a volte propagandistica ma poco lungimirante battaglia per le pari opportunità, mi interessa l'individuo, le sue peculiarità, la sua identità e la sua libertà di scelta.Vorrei che i miei figli ragionassero in termini di persone, non di uomini o donne.E non avere un genere neutro, mannaggia alla grammatica, a volte è un po' limite.Ma anche quella è solo una delle forme, uno dei modi possibili che ci sono per affrontare la cosa in maniera meno categorica e più possibilista.Però chiudo qui, perché mi sto rendendo conto che nun ce la fo' a essere stringata, e forse manco chiara.Che è pure tardi, 'notte!
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Noi a ginevra conoscevamo una coppia che tra I figli ne aveva uno che amava vestirsi coi vestiti della sorella.poi gli e' passata,ma nel frattempo passata la prima volta non ci siamo piu stupiti.in generale sto imparando nella vita che tante cose sembran piu difficili a pensarle che ad affrontarle
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E no,a ginevra o a varsavia nn si usa uscire mascherati,ma io ormai me ne frego di tante cose,mano a mano che ho superato I'll condizionamento di vari pregiudizi mi sento sempre piu impermeabile.quello che volevo dire e' che secondo me non e' I'll momento di preoccuparsi dell orientamento sessuale dei figli quando sono cosi bambini, secondo me sono argomenti che verranno dopo.a cinque anni si hanno cinque anni, capisco che oggi siamo tutti piu sensibili al tema ma mi pare tanto mettere I'll carro davanti ai buoi.io se avessi un figlio maschio che si vuole dipingere le unghie gli direi che lo smalto lo mette solo la mamma,ma xche lo dico anche alle mie figlie, dopodiche' se si pasticciano le ughie con I pennarelli e' un gioco e bon.se mio figlio a tre anni volesse mettersi I'll tutu' mi farebbe ridere,come bea quando si disegna I baffi tipo salvador dali'.x affrontare I'll discorso sessualita' c'e' tempo quando saran piu grandicelli
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Ma pensa te. Determinismo unica via, eh?
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Ok, ma se gli metti il tutu', lo porti in giro e tutti lo prendono in giro?
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Beh pero' mica vogliamo negare che sono soprattutto le donne a lavare cucire e cucinare? Se le bimbe osservano la mamma in casa e poi vedono il giocattolo, e' probabile che lo chiederanno. Cosi come un maschietto vedra' il benzinaio/pompiere/poliziotto uomo e vorra' imitare. Ripeto, I significati sciovinisti li mettiamo noi adulti.La femminilita' in un maschietto invece e' osservata anche dai coetanei.
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