Mi si chiede, Cosa ne pensi dei giocattoli unisex per non attribuire dall’esterno al bambino delle caratteristiche legate all’appartenenza di genere?
Che la gender theory e’ una ca**ta, direi brevemente.

Innanzitutto perche’ siamo esseri sociali, e come tali, volenti o nolenti, fin dalla nascita siamo immersi in caratteristiche legate all’appartenenza di genere. Altrimenti dovremo considerare di far crescere i bambini con nomi inventati, vestirli con tutine di colori neutri, senza fiocchetti draghetti cuoricini macchinine eccetera, non chiamarli con attribuzioni maschile/femminile, che nella lingua italiana e’ impossibile.
Questo se volessimo lasciare davvero i bambini liberi di esprimere la sessualita’ che si sentono.
Ma io credo che sia un’idea ipocrita.

Prendiamo i genitori di una bambina. Tipo me. Non avrei alcun problema a comprare per mia figlia una postazione di lavoro con cacciavite martello e bulloncini giocattolo. E’ un hobby che piace anche a me, cosi’ come mi piacciono il pallone e gli sport in generale, tutti, anche quelli di contatto. Mia figlia crescera’ immersa in questa educazione non tipicamente femminile. Perche’ io non sono una femmina. Ma poi, chi lo e’? Ancora co ste cose che se ti vesti di rosa sei senza cervello?

Pero’ per un maschio e’ ancora peggio. Se un bambino chiede sempre di giocare con delle bambole, al di la’ di Quanto e’ carino ma che lato sensibile che sta sviluppando, sono sicura che ad un genitore un brivido lungo la schiena gli venga. E non (necessariamente) perche’ abbia qualcosa in contrario con l’omosessualita’, ma perche’ proietta la vita di suo figlio nel futuro e sa gia’ che avra’ da soffrire per far accettare la sua condizione. Emotivamente e poi socialmente.

E non ditemi che non avete mai visto bimbi effeminati. Alcuni lo sono gia’ a tre anni, lo si vede proprio. Non vuol dire affatto che diventeranno omosessuali, assolutamente; ne’ che se giocano con le femmine vuol dire che. Ma che siano diversi dai coetanei dello stesso sesso e da quelle del sesso opposto, questo si’.

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Ieri ho letto dei commenti interessanti su fb in un gruppo di cui faccio parte. Una mamma intelligente diceva che aveva notato che il bambino mostrava interesse per i passeggini, ed era decisa a prendergliene uno. Altre mamme raccontavano di esperienze vissute direttamente o meno, di bimbi maschi educati a scegliere il giocattolo che volevano, seppure femminile; alcuni di questi bimbi a distanza di anni avevano perso la caratteristica di femminilita’ che mostravano in eta’ piu’ precoce con il giocare alle bambole o alle pentoline o al dottore. Altri no. E questo gia’ da solo spiega perche’ e’ inutile, e stupido, dare ai bambini solo giocattoli unisex. Chi determina cosa sia unisex e cosa no? Forse non abbiamo chef uomini? O donne poliziotto? Perche’ privare i bambini della possibilita’ di conoscere, sperimentare e far finta di essere dall’altra parte del cielo?

Non e’ che due piu’ due faccia sempre quattro. Ma un bambino non esiste solo all’interno di un asilo o della casa in cui si trovano i suoi giochi. Ha delle relazioni, e’ figlio di due persone che hanno bisogni e comunicazioni inconsci, fa parte di un microcosmo che a sua volta e’ parte di una societa’, e quella italiana, per esempio, non e’ propriamente libera da condizionamenti legati al sesso.

Pero’ e’ anche vero quello che scriveva sinceramente un’altra mamma, e che per questo reputo ancora piu’ intelligente. Suo figlio in un negozio di scarpe aveva scelto quelle da bimba, ora non ricordo se per colore o per personaggi stampati. E lei ha ammesso di non avercela fatta a comprargliele.
Perche’ e’ cosi’, e’ inutile fingere di essere sportivi. I genitori di un maschietto saranno doppiamente soggetti a questo genere di pressioni sociali, e dovranno combattere continuamente tra il desiderio di lasciare il figlio libero di crescere secondo natura, e il bisogno socialmente imposto di imporgli una scelta, seppure minima. Tutti i bambini, maschi e femmina, da bimbi giocheranno a pulire la casa, ma da piu’ grande chi continuera’ a farlo durante il gioco? E lo fara’ perche’ e’ la societa’, e’ il modello familiare, e’ la televisione…?
Alla fine, siamo sempre li’. Siamo noi che diamo un significato alle cose, ma io credo che nessuno sia veramente libero. Se non di stracatafottersene.

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