La terra delle opportunita’

Qualche settimana fa sono stata da Trader’s Joe con la mia amica Cony. Questo grocery store, non riesco a chiamarlo supermercato, vende prodotti buoni, parecchie cose italiane, ed e’ stato uno degli indirizzi raccomandati in carboneria dalle mie connazionali che vivono in America. In piu’, i commessi indossano divise particolari, felpe e tshirt ad ispirazione surfista, e magari sono un po’ alternativi, con piercing e tatuaggi.

Mentre scegliamo la breasola – Citterio! – conosciamo Linda, che ci vede indugiare davanti i salumi e fa per consigliarci la pancetta.

Leggi anche: Prodotti Italiani, fuori i nomi!

Linda e’ una bella ragazza bionda con gli occhi azzurri ed il sorriso aperto, e viene dalla Germania. Parla un ottimo inglese, in effetti racconta di essere in America da diversi anni, ma sentendoci parlare italiano riconosce immediatamente l’idioma perche’ dice che suo padre aveva una casa in Toscana. Conosce bene la bresaola, la pancetta e i salumi che noi tanto amiamo e ci assicura che quelli che sono in vendita sono altrettanto buoni. Iniziamo a chiacchierare, ci chiede come mai vivessimo negli Stati Uniti, le raccontiamo di noi.

E tu come ci sei finita in America, le chiedo?
Ok, long story short:

Il mio sogno di ragazzina era di lavorare con i delfini. Ho passato l’adolescenza a sognare di diventare un’istruttrice di delfini, percio’ appena compiuti vent’anni ho deciso di partire. Sono arrivata in California, ho provato ad inseguire il mio sogno ma in effetti in California non ci sono riuscita, e percio’ mi sono trasferita a Miami. Qui ho deciso di cambiare strada per il futuro. Ora sto lavorando in questo negozio in attesa di prendere il brevetto da pilota di elicotteri, perche’ voglio lavorare come forestale.

La guardo, cosi’ minuta da immaginarla perfettamente indossare una muta dentro una piscina, eppure tenace da poter spegnere un incendio da un elicottero. La ammiro.

Poi penso alla laurea appesa nello studio del nostro avvocato di immigrazione: Storia.
E al nostro commercialista, che e’ stato un campione di football.
E alle mie ex compagne di corso, asiatiche, arrivate qui per studiare musica e architettura.
E a quanti conseguono il visto permanente per motivi artistici, o scientifici, o imprenditoriali.
E mi viene in mente che solo qui si puo’ sognare di volare.

Da qualche giorno e’ aperta la Visa Lottery 2016. Se ancora non sapete di cosa si tratta, i migliori articoli li hanno scritti Dario, di Aria Fritta e Valentina, di Parole Sparse. Donatella, che qualche mese fa ci ha raccontato la sua storia, e poi il seguito, ha avuto i suoi sogni in dirittura d’arrivo e poi nuovi progetti realizzati.

keep it in mind

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35 pensieri su “La terra delle opportunita’

  1. vero! Se uno ha voglia e coraggio qui si puo`…pero` bisogna aver voglia di rischiare, come ha fatto Dona a cui non si puo` che inchinarsi con tanto rispetto e molti altri che come lei hanno deciso di fare un salto nell’ignoto.

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    1. Ieri ho letto un bel commento in risposta ad un ragazzo che chiedeva, Voglio andare in Australia, cosa mi consigliate?, e quello giustamente rispondeva Non chiederti cosa sei disposto a trovare, ma quello che sei disposto a lasciare.

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  2. Comincio a credere che non sia una questione geografica. Basta crederci. Ovunque.
    …ma spero di non venire presto smentita….

    Disse quella che aveva appena ricevuto una promozione inaspettata ad un ruolo prestigioso lontano anni luce dal suo curriculum!

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  3. ogni terra ha ovviamente i suoi difetti ma è innegabile che l’america sia, ad oggi, la terra promessa, il paese delle seconde-terze-quarte-millesime opportunità, il posto che ti fa capire che se ci credi davvero, non è cosí impossibile realizzare un sogno! e quanto alla green card lottery, abbiamo giusto fatto submit ieri sera 🙂

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  4. Ieri ho letto questa intervista http://bit.ly/1yFs67s e mi sembra che faccia il paio con il tuo post. Io sono sempre stata molto perplessa dagli Stati Uniti, ma piu’ ci penso piu’ vorrei sperimentare con qualche mese da visiting research student. Anche se non hanno le quantita’ di libri antichi che piacciono a me… 😉

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    1. Che depressione… grazie per avermelo segnalato, me l’ero perso. Non so dirti molto sui libri antichi, ma un’amica qui, medievalista, sicuramente ha piu’ il polso della situazione livinginsanfrancisco-culturalshock.blogspot.com

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  5. Purtroppo con la scuola e tutti gli impegni che l’autunno si porta dietro non ho molto tempo per leggere tutti i blog, ma il tuo è sempre il mio preferito e lo leggo appena posso. Questo post, stranamente LOL, mi ha fatta commuovere :’)
    Quanto mi piacciono i sogni, quanto mi piace sognare e quanto mi piace l’America!
    W Lucy!

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  6. in scala minore io credo che dappertutto siano nascoste delle possibilità di stupirsi e di rinascere.
    Quello che però qui non c’è è la velocità. L’America sembra un posto in cui se hai voglia di fare, magari anche il cameriere, il barista, il “qualunque”, non resti una settimana senza lavoro. Da noi puoi avere tutta la voglia che ti pare, ma i tempi tra un lavoro ed un altro sono bibilici.

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  7. E’ bello poter pensare che esiste un posto in cui gli sforzi possono essere premiati invece che ostacolati. In cui non devi nascondere il fatto di aver lottato, perso e poi ricominciato da capo, ma puoi parlarne con orgoglio.
    Anche io ho partecipato ieri alla Visa Lottery, tra qualche mese ne riparliamo!

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  8. Buongiorno,

    ti faccio i complimenti per il blog: lo leggo spesso, molto interessante!
    Ti scrivo per chiederti un’informazione sul processo della lotteria dei visti.
    Una volta ricevuta la seconda lettera di notifica (quella che riporta il giorno dell’intervista), la visita medica al Varelli è automaticamente prenotata per il giorno precedente? Oppure devo chiamare il consolato per prenotare?

    Ciao,
    a

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  9. Che meraviglia Lucy. Io e mio marito siamo stati estratti per la green card e questo tuo post mi ha dato una carica! Appena l’avrò ottenuta anche io verrò a Miami e anche io spero di avere un’opportunità per un sogno che ho da sempre. Dovrò lasciare tutto qui in Italia e questo mi spaventa, ma ho la speranza di un mondo migliore. Tanti credono di non passarsela poi così male, ma è un’illusione. Ci si abitua a tutto purtroppo, anche a rinunciare ai propri sogni e in un attimo vivere di briciole diventa normale. E’ triste, stava succedendo anche a me. La green card ha cambiato tutto in un secondo, come se avessi aperto una finestra nascosta in un muro. Ho pianto quel giorno. Ho tanta paura, ma mi sento viva, mi sento felice. Un abbraccio.

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