Pranzo di Pasqua per expat non foodblogger

Premetto che per noi il menu è stato splittato tra la cena del venerdì santo e la colazione del sabato, ma vabbe’, noi siamo una famiglia turnista.
Quest’anno mi sono portata avanti e tra gennaio e febbraio ho comprato online gli ingredienti per la pastiera per poi scoprire che avrei risparmiato le spese di spedizione alla bottega italiana dietro casa, vabbe’. Avevo deciso di fare quattro pastiere piccole da portare alle amiche, una volta viste le dimensioni delle tortiere usa e getta disponibili al supermercato ho dovuto optare per tre, grandi e quadrate. E non ho trovato il liquore Strega da nessuna parte, ma non mi sono lasciata abbattere, ho ringraziato e sono andata avanti.

Nel frattempo che My Chef mi è tornato a casa con una borsa di cipolle (sono i cadeaux degli chef, ma che ne sapete voi!!), decido che i tempi (pasquali) sono maturi per un ragù alla genovese.

Ingredienti per 6 persone:
6 cipolle
Girello (fate voi)
Salame
Pinoli 100 gr
Uvetta 100 gr
Sedano, prezzemolo, carota
Sale, pepe

Mettete un fondo di olio, gli odori (si chiama mirapoix, vedete quante cose vi insegno), aggiungete la carne e seppellitela ricopritela con le cipolle tagliate piccole, uvetta, pinoli e un pezzetto di salame tagliato a dadini piccoli, tutto a freddo, e aggiungete acqua fino a coprire tutto. Accendete il fuoco al minimo, portate a ebollizione e lasciate stufare girando la carne di tanto in tanto. Quando la carne sarà cotta toglietela dalla pentola e lasciate ancora le cipolle a stufare. Il sugo è pronto quando assume un colore ambrato, a me ci son volute 4 ore.

ragu' alla genovese
Userete il sugo per condire la pasta. Se sarete in Italia cercherete gli ziti, qui compriamo gli ziti.

ziti

Gli ziti in Italia vanno spezzati prima di cuocerli, qui li vendono gia’ corti. Nella mia famiglia era compito di mio padre, notoriamente incapace a farsi perfino il caffè, ma come spezzava gli ziti lui, nessuno. Anche perché fanno male alle mani, poi mi direte.

La pastiera invece è un dolce facile da fare ma un po’ lungo. Per 6 persone:

Per la farcia:
500gr di ricotta di pecora mucca
400gr di zucchero
5 uova
Grano in scatola*
Aromi per pastiera: acqua di millefiori e acqua di fiori d’arancio*
Canditi, se vi piacciono (a noi no)
1 limone non trattato
Vanillina o meglio vaniglia in bacche
Liquore Strega Amaretto di Saronno**

Per la pasta frolla:
450gr di farina
150gr di burro
150gr di zucchero
3 uova
1 bustina di vanillina
1 pizzico di sale

Lavorate ricotta e zucchero mischiandoli bene e lasciate riposare per otto ore. Al momento di iniziare la lavorazione della pastiera, accendete il forno al minimo (qui 350F) e preparate la pasta frolla: mischiate burro e zucchero e fateli diventare cremosi, poi aggiungete farina, uova, vanillina e sale. Lavorate bene, formate un panetto e mettete in frigo per un’ora.
Passate alla pastiera: alla ricotta e zucchero già preparati aggiungete le uova sbattute a parte e mischiate bene il tutto. Mettete il grano in un pentolino con poco latte e una noce di burro: il grano assorbira’ il latte e diverrà cremoso. Prendete lo strumento che non può mancare nella casa di un italiano doc

e tritate il grano. Questo è un passaggio davvero personale, c’e’ chi il grano lo lascia intero, chi lo passa nel filtro a grani grossi, noi tritiamo a crema usando il filtro dai buchi più piccini. Aggiungete questo passato alla crema di ricotta, zucchero e uova e mischiate bene.
Aggiungete quindi gli aromi, la vaniglia o vanillina, il liquore.
Stendete la frolla (odio!!) lasciandone da parte 1/3 per le strisce, ricoprite una teglia rotonda quadrata, che sia profonda (quelle che vendono in Usa per le pie non vanno bene), versate la farcia nella base, quindi tagliate delle strisce da adagiare incrociate sulla farcia. Io so’ peciona e la metà mi affondano, ma voi siete brave.
Infornate per un’ora e un quarto circa – la pastiera è pronta quando è dorata.

pastiere
Una volta fredda si sgonfiera’ e la ricoprirete di zucchero a velo, che qui in Usa troverete in comode confezioni da 3 kg. Avoja a crema chantilly. Lasciatela riposare almeno una giornata intera perché si asciughi, quindi gustatela a colazione col caffè, che dopopranzo sarete fin troppo sazi.

Pastiera

Aspetto di rosicare con i vostri racconti sull’abbacchio scottadito e i carciofi e la corallina. Buona Pasqua a tutti!

*Gli expat americani potranno trovare grano e aromi da Capriflavors o Gran Caffè Vuotto, stessa gestione, hanno i migliori prezzi tra singoli items e spedizione.

**Se siete in Italia metterete due dita di Strega, dà un buonissimo profumo alla pastiera. Ho voluto sperimentare l’Amaretto di Saronno ma per paura del retrogusto amaro ho messo solo un cucchiaio per dare profumo di mandorla, ma di solito il rhum è il miglior liquore per dolci.

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22 pensieri su “Pranzo di Pasqua per expat non foodblogger

  1. Il mio menu di Pasqua è stato stravolto… pranzo con la suocera. Avevamo pianificato il menu e poi lei mi ha chiamato per dirmi che ha comprato tutto altro ma che il dolce lo facevo io (essendo io quella allergica a latte e che sa far dolci vegan) . Due giorni dopo mo chiama per dirmi che ha comprato gelato di soia e la badante del nonno farà le crepes senza latte. A cena siamo dai miei dove come ogni anno ci sarà la lite per farmi mangiare la carne (che non mangerò) e dovrò mangiare solo spinaci (sperando li faccia il papà perché quelli della mamma non sanno di spinaci) .
    In compenso mi rifarò a Pasquetta con maritino per i nostri 9 anni insieme!
    Cara Lucy, Buona Pasqua a te, My e la Picci e a tutti i tuoi lettori!

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      1. In effetti è un pò una tortura =) io e Maritino non siamo proprio contenti quando arrivano Pasqua e Natale…
        Grazie per gli auguri per l’anniversario! Non vedo l’ora che sia domani per festeggiare !
        Un bacione e ancora auguri di buona Pasqua

        Piace a 1 persona

  2. Quest’anno abbiamo deciso di passare una Pasqua alternativa andata e ritorno in giornata x CA noi siamo di BG, quindi non cucinero’ nulla e non so dove mangeremo, dove capiterà, l’importante è essere tutti e 4 insieme.
    Non ho mai mangiato la pastiera e credo che mi piacerebbe molto. Vi auguro una serena Pasqua.
    Miciomao ha 7 uova di Pasqua, ti farò sapere dove è la sorpresa stavolta.

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  3. Questo è il mio primo anno senza fare la pastiera …..meno male che ci sei tu a tenere alto l’onore della famiglia!!!! Brava sister! ❤️❤️❤️

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  4. Io invece sono molto contenta perché oggi sono a mangiare dai nonni, e quando sono con loro sono sempre contenta. Ahimè sono a dieta, per cui mi devo dare un contegno, ma insomma…

    Tanti auguri bella Lucy, un bacino alla Piccy, e un caro saluto a My, passate giorni sereni e belli!

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  5. Qui il grano cotto non si trova, così mi sono armata di pazienza e l’ho tenuto ammollato per tre giorni, cambiando l’acqua, poi l’ho fatto bollire e quindi ho fatto la cremina con il latte e il burro. Ho trovato i canditi ma l’acqua ai fiori d’arancio… tsé, impossibile. In compenso da 200 grammi di grano pelato mi sono venuti fuori 6 etti di grano cotto, abbastanza per fare TRE pastiere. L’ho congelato e farò altre pastiere più avanti, provando altre ricette. In passato avevo provato quella di GialloZafferano ma la quantità di frolla è troppo scarsa, non basta a fare le decorazioni, e anche quella della Parodi, che invece veniva bene con metà dello sbattimento rispetto a GZ. Su internet ho però trovato anche alcune versioni dove la cremina latte+grano+ricotta va mischiata con la crema pasticcera, ma devo aspettare di avere taaaaanta voglia di cucinare per mettermi a fare questa versione iper complicata. In compenso suppongo si possa congelare la pastiera già assemblata, anche se non sono sicura se sia meglio farlo prima o dopo la cottura in forno.

    Quella che ho fatto l’ho congelata per metà dopo cotta perché siamo già satolli prima del pranzo pasquale, complici vari compleanni a cui siamo stati invitati nei giorni passati.

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  6. Leggendo il tuo racconto ho avuto un colpo al cuore quando hai menzionato Ischia, anche io sono di Ischia e come mi manca il pane!
    Per le pastiere poi mi sono attrezzata ,teglie rigorosamente Italiane e souvenir annuale di acqua millefiori in valigia al ritorno dalle vacanze.
    Ciao!

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