Oggi, Miami, un mese di quarantena

Un mese fa, 13 marzo 2020, siamo usciti per l’ultima volta. Le scuole hanno chiuso, al mio lavoro ci hanno concesso di lavorare da casa. Lo Chef è uscito fino al 18, giorno in cui è stato licenziato.

Da un post che ho scritto per facebook, sembra che il mondo intero si sia fermato il 13 marzo.

Da allora sono uscita una volta per andare al supermercato con lo Chef – dovevamo comprare delle sedie da giardino – e una per ritirare i pesci che avevo ordinato online. Pesciolini rossi, qui goldfish, visto che uno degli ultimi due highlander aveva deciso di tirare le cuoia poverino. Ordino sul sito 10 goldfish di media grandezza, pago circa 3$ (!!), mi arriva la mail che l’ordine è pronto, vado da Pet Store, parcheggio al posto riservato agli ordini online, chiamo il negozio, esce il commesso con la busta e me la mette nel portabagagli. Non controllo il contenuto, chiudo il bagagliaio con i miei guanti bianchi, mi lavo le mani con l’hand sanitizer, torno a casa, metto la busta a mollo nell’acquario per 20 minuti per abituare le creature alla nuova temperatura, poi apro la busta… e i pesci sono diciotto.

Ora, dopo venti giorni, sono di nuovo due, poverini.

Questo mese è letteralmente volato.

Ripenso a quando pensavo alle mie amiche, a mia sorella in Italia chiuse in casa. Il tempo grave della conta dei contagi e dei morti sembrava non passare mai. Poi in quel tempo ci siamo cascati dentro pure noi, e invece ha cominciato a scorrere veloce.

Dopo la chiusura della city di Miami, i due operai che ci stavano rinnovando casa non vengono più. Abbiamo così un lampadario a penzoloni, il marmo di una delle basi della cucina non fissato – e i cassetti hanno le maniglie con delle viti provvisorie – una stanza purtroppo inutilizzabile e anche il bagno. Ma il grosso è lì, e dopo aver capito che non sarebbero tornati abbiamo deciso di sistemare la casa più che potessimo.

Questo tempo lo stiamo passando insieme, e quando ci ricapiterà più? Quando altro avremo il papà a casa, ogni giorno, per giocare? Tutti a casa, insieme, senza il pericolo di essere contagiati. Io lavoro, laPicci ha 3 ore di lezione quotidiane più i compiti. Lo Chef si dedica a noi.

Nei negozi, ci va lui a fare la spesa che in casa è un poco insofferente. Abbiamo trovato le mascherine solo 3 giorni fa, quando sono diventate obbligatorie. L’ordine di amazon chissà che fine ha fatto.

E almeno in questa zona la gente è disciplinata, rispetta le file e la distanza di 6 ft, la maggior parte indossa le mascherine. Chi avrebbe mai pensato che avremmo vissuto una situazione simile.

Dopo qualche giorno: impossibile fare le file all’aperto a Miami

L’addetta invece alla disinfezione della spesa sono io. I primi giorni questa operazione era stressantissima, incredibile che ora sia diventata la normalita’. Ad ogni modo, sempre per evitare lo stress da moltiplicazione delle possibilita’ di contagio e per risparmiare – visto che abbiamo un solo stipendio ora – abbiamo smesso di ordinare cibo da fuori. Ecco un articolo che parla in dettaglio di come comportarsi quando si va a fare la spesa e come disinfettare le cose che entrano in casa.

La situazione ad oggi, 13 aprile 2020

In Florida oggi ci sono 21,019 casi e 499 morti.
Nello Stato di New York, il piu’ colpito, ci sono 188,694 casi e 9,385.
In Italia ci sono 159,516 contagi e 20,465 decessi.

Si vocifera che si tornerà a riaprire le attività dal 1 maggio. E lo dico consapevolmente, una ripresa e’ assolutamente necessaria. Non si puo’ continuare a star chiusi ad oltranza.

A questo link la curva di contagio delle principali citta’ americane.

Anche qui a Miami si trascorre il tempo cucinando e impastando. Pane, pasta, dolci, pizza. La piccolina mi aiuta, le piace e si diverte.

Questo e’ il mio pane preferito. La ricetta del pane comodo di Benedetta a questo link
Qui invece la ricetta della pastiera

Questa e’ Miami durante la quarantena.

E questa Miami Beach. Il mare anche qui ha cambiato colore grazie alla diminuzione delle persone e delle barche.

Tra venerdì e sabato scorsi i nostri amici ci hanno stupiti e sono passati da casa per portarci dei pensieri per Pasqua. Biscotti fatti in casa, colombe, perfino gli ovetti con le caramelle per la egg hunt. Che sofferenza non poterli abbracciare, poter parlare solo a distanza. Altri amici, troppo carini, mi hanno comprato le mascherine. Addirittura c’è stato chi si era offerto di spedirmele dall’Italia. Ho sentito davvero tanto amore intorno a noi.

Abbiamo perfino festeggiato un compleanno via Zoom.

Anche voi avete riscoperto le telefonate? O le videochiamate? Il mio telefono in otto anni non l’ho mai usato così tanto!

Mia mamma sta bene, era destino che rimanesse qui. Prima il fallimento di Air Italy e poi questo virus così subdolo. Lei è felice e ci ringrazia ogni giorno, io sono felice di vedere mia figlia intrattenersi con la nonna.

Ah, a parte la strage di pesci, abbiamo 3 gatti! Si sono autoinvitati fin dal primo giorno che ci siamo trasferiti e abbiamo deciso di adottarli. LaPicci sta prendendo confidenza con loro, il nostro preferito è Tigro che è super coccolone.

Altra cosa bella di questa quarantena è l’amichetta di Picci. Abita nella community di fronte a noi e ogni tanto ci incontriamo al parchetto accanto dove andiamo a camminare. È già arrivato il caldo umido, noi usciamo alle 5 e come vedete dalle varie foto non c’è nessuno in giro, poi un’ora più tardi il parco è molto frequentato! A seconda dei giorni portiamo con noi il pallone da rugby, da calcio, le racchette da tennis, la corda per saltare, il frisbee, o la palla leggera. È rilassante, i tempi sono lunghi e ceniamo più tardi rispetto alle nostre abitudini.

L’aperichat è un’altra piacevole presenza della quarantena, oltre agli amici dello Chef che lo chiamano dall’Italia, increduli di trovarlo disponibile.

Siamo entrati in una nuova era, con effetti sull’economia, dicono, piu’ devastanti di quelli della Great Depression. Una persona ha cambiato il mondo, e tutti ci siamo adeguati.

Non sappiamo quando torneremo a viaggiare, che per molti di noi espatriati significa quando potremo riabbracciare le nostre famiglie di origine, tornare nei luoghi dove siamo nati e cresciuti. Per molti di noi expat questo blocco avra’ delle conseguenze inimmaginabili, anche in termini di visti, permessi di lavoro, attivita’ che falliscono. La Florida ha al momento un tasso di disoccupazione enorme, stratosferico, basando tantissimo del suo indotto sul turismo e i servizi. Ma questo e’ anche un grande paese, che e’ sempre riuscito a rialzarsi. Vidi la differenza tra marzo e giugno 2009 e stentai a credere ai miei occhi. Sono fiduciosa che con molta attenzione da parte di noi cittadini, e un po’ di pazienza, le cose potranno tornare a girare nel verso giusto.

2 pensieri su “Oggi, Miami, un mese di quarantena

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