Non credo che Fregene sia esattamente una meta turistica. Non offre nulla e soprattutto è collegata malissimo con Roma. Fregene è la meta estiva di molti romani, soprattutto quadrante nord ovest.
Io ci ho passato tutte le estati, dai 12 anni a quella prima di trasferirmi qui, per interi mesi o solo per un veloce aperitivo. Le amiche che ho conosciuto a Fregene e che vedevo tre mesi l’anno sono ancora mie amiche, solo di una non sappiamo bene che fine abbia fatto. È stato bello vederci crescere, un po’ tutti, conservando quell’affetto di fondo per chi ha passato con te gli anni più  spensierati, facendo finta di essere grandi.

Saint Tropez estate 1991
Estate 1991, l’ultima cosi’.

Gli ultimi anni ho frequentato Fregene soprattutto con Silvia e con la amica Lu. Andavamo sempre al Saint Tropez, dove sia mia nonna all’epoca che la nonna di Lu avevano l’ombrellone per la stagione. Nonna Elvira ci ha lasciati un anno fa a 96 anni, e se l’aveste conosciuta l’avreste chiamata nonna pure voi. Iniziava a prendere la tintarella ad aprile e un mese dopo era carbone. Chiamava tutti Ni’. Ciao Ni’! Socievolissima, arrivava in spiaggia presto e se ne andava per pranzo, quando invece arrivavamo noi ad occupare il suo pezzetto d’ombra in diciotto. Lei, romana da settemila generazioni, donna fiera e d’un pezzo che crebbe due figlie sfanculando il marito fedifrago, diceva sempre che gli uomini erano inutili. Fino all’ultimo dei suoi giorni è stata attenta al suo aspetto, curiosissima del mondo e dei giovani e al passo coi tempi, e come tutti i romani era profondamente schietta, perfino un po’ sfacciata. Solo dopo aver lasciato la sabbia scura di Fregene per l’azzurro del cielo ha fatto in modo che a pochi passi da quei granelli iniziasse la storia d’amore che sua nipote finalmente meritava.
Siccome a Fregene il mare non è uno splendore, problema di cui nessun romano si interessa più di tanto, il Saint Tropez offre una ottima tavola calda, vera meta del romano al mare, dove il profumo di salsedine e di legno si mischia a quello del fritto di pesce.

Stasera stavo tagliando l’anguria alla Picci quando mi sono tornati in mente i pranzi al mare, da adulte, con Lu e Silvia, a mangiare quegli strepitosi spaghetti allo scoglio e la fettona di anguria a parlare di futuro sotto al pergolato nel sole cocente e pigro di agosto. Come piu’ di vent’anni prima.

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