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Adolescenza Inside Out

Negli Stati Uniti abbiamo visto Inside Out gia’ qualche mese fa, in Italia e’ appena uscito. Piu’ di una persona mi ha chiesto di recensire questo bel film, quindi provo a darne una metalettura in chiave psicologica – come se non bastasse gia’ il film stesso!

Inside Out parla di una famiglia che si trasferisce dal Midwest a San Francisco. Riley e’ figlia unica, gioca a hockey, ha amici e un certo successo scolastico ma il trasloco e la nuova vita la mettono davanti ad una serie di difficoltà con le quali non si era mai scontrata prima. Per di più ha 11 anni. E’ una preadolescente.

Il film mostra quello che accade nella sua testa, quali sono le emozioni che governano le sue scelte e di conseguenza la sua vita. E’ straordinario nel mostrare in che modo i nostri ricordi vengano conservati nella mente (e richiamati dalla mente, o eliminati per sempre) a seconda dell’emozione che li contraddistingue. Se all’inizio sono la gioia e la fiducia nel prossimo a mostrarle la strada, ben presto Riley cade in preda allo sconforto: Sadness, l’emozione triste, prende in mano la sua mente e opera tutta una serie di scelte sbagliate che porteranno Joy (cioe’ il temperamento di Riley fino a quel momento) a dover riparare agli errori commessi senza riuscire ad ottenere il suo scopo.

Ecco, questo e’ quello che accade in adolescenza. Proviamo a pensare che non sia il trasloco in se’ a trasformare Riley, ma un evento di vita che lei si trova impreparata ad affrontare con gli strumenti emotivi che aveva in mano fino a quel momento della sua vita, semplicemente perché non sono più efficaci. Servono nuove strategie che lei non ha, il restare li’ impalata senza potersi esprimere la fa cambiare, e la riflessione su quanto e’ accaduto cambia il suo temperamento, che diventa governato da emozioni negative, prevalentemente Sadness (tristezza) e Anger (rabbia), in una escalation di incapacità relazionali nei confronti degli adulti che la porta a decidere di tornare indietro da sola.

Quante volte abbiamo sentito adolescenti minacciare di andarsene di casa? Quanti di loro sono sordi a tutto quello che gli si dice perche’ non ascoltano altro che la loro emozione?

via slate.com

Nel film questo momento di rottura col passato e’ rappresentato dallo sgretolamento dell’Ideale di famiglia, uno dei capisaldi nella mente di Riley bambina. E questo e’ esattamente quello che accade in ogni adolescenza, quando i ragazzi smettono di considerare i propri genitori come gli unici detentori del sapere, gli unici in grado di consolarli e di capirli, e iniziano a guardarsi attorno in cerca di nuovi punti di riferimento. E non e’ un momento semplice, vanno avanti per prove ed errori e lo faranno fino alle soglie dell’eta’ adulta. Ogni nuova situazione e’ un emozione, una sfera da mettere a posto su uno scaffale che suo malgrado prenderà il posto di qualche vecchio ricordo ormai lontano, che magari non scomparirà proprio, ma cambierà natura.

Quello che poi questo film insegna e’ che le emozioni singole non aiutano in nessun modo. Alla fine sara’ proprio Sadness a risolvere la situazione con il suo pessimismo e la sua concretezza. A questo proposito Gramellini ha scritto un bellissimo articolo chiamato Elogio della tristezza, leggetelo.

La bellezza di questo film, andate a vederlo!, e’ che ha almeno quattro livelli di lettura, il primo dei quali, quello delle vocine nella nostra testa, e’ solo il più superficiale. Non e’ un film per bambini, e’ un film per preadolescenti, che a mio parere non capiranno con la razionalità della loro testa ma con la loro sfera emotiva più primordiale. E se noi adulti siamo rimasti in tenero contatto con quella parte di noi che e’ stata cosi’ fragile e ribelle non potremo che entusiasmarci e commuoverci.


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12 commenti

  1. Mi è piaciuta questa tua lettura di Inside Out!
    In effetti, sebbene all’inizio pensassi che fosse un film per bambini – come molti altri della Pixar -, guardandolo mi sono dovuta ricredere: è più un film per “giovani adulti” che lascia spazio a molti spunti di riflessione!

    Piace a 1 persona

      • E me lo chiedi?
        Io intanto mi muovo in punta di piedi e osservo. Spero solo che continueremo a parlarci (anche di emozioni). Vedremo, forse mi sto fasciando la testa troppo in fretta ma è paura vera…

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      • E me lo chiedi?
        Io intanto mi muovo in punta di piedi e osservo. Spero solo che continueremo a parlarci, lui ed io (anche di emozioni). Io mi impegnerò. Vedremo, forse mi sto fasciando la testa troppo in fretta ma è paura vera…

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        • Ma no, vedrai. Tanto l’adolescenza è così, tu tamponi sulle emozioni e lui se ne uscirà con qualcosa che non hai assolutamente preventivato 😀 ti ho tranquillizzata, vero? 😀

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  2. l’ho visto ieri. Che bella recensione che hai fatto.
    Mia figlia ha 9 anni e non so se l’ha veramente capito.
    Io ho pianto tanto. E’ normale che abbia pianto?
    in tutta onestà mi è venuto un po’ di magone anche a leggere la tua recensione.
    Ieri ho vacillato sia pensando al fatto che mia figlia a breve non sarà più una bambina. (vacillato è un eufemismo, ho proprio pianto)
    In compenso lei si è abbastanza annoiata, perchè non fa tanto ridere (cioè qui da noi son furbi, tutte le parti divertenti le han fatte vedere nei trailer)

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    • Io ho pianto, Elena. E credo di aver pianto per gli stessi tuoi motivi, perche’ ho ricordato come fosse quel periodo, che solo da adulto riconosci essere quello in cui non si torna piu’ indietro.

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