Un anno di quarantena a Miami: la mia Covid-19 time capsule

Il 13 marzo 2020 il mondo a Miami si e’ fermato. Dopo settimane che si monitoravano la situazione cinese e poi italiana, e dopo giorni di agitazione indecisi su cosa fare, il sovrintendente all’istruzione insieme ai sindaci di Miami e di Miami-Dade decidono di fermare le lezioni, chiudere gli uffici, e tenere le persone in casa. Il 13 marzo 2020 inizia la quarantena a Miami. Quello che non sapevamo era cosa sarebbe successo, quanto sarebbe durato. Abbiamo iniziato a fare raffronti con altre pandemie, soprattutto la Spagnola. Mia madre e’ un anno che ripete che questa epidemia e’ come una guerra, ed io le rispondo che siamo fortunati a poter stare in casa, al sicuro. A differenza della maggior parte delle localita’ nel mondo, abbiamo trascorso un anno di quarantena a Miami all’aperto.

Si’, come piu’ o meno nel resto del mondo, anche qui sono state chiuse scuole, uffici, negozi. Si sono tenuti aperti i supermercati e pochi ristoranti, limitandone l’accesso esclusivamente all’asporto. Abbiamo accettato di buon grado un ordine restrittivo, il coprifuoco, per buona parte dell’anno. Abbiamo tutti iniziato ad ordinare oggetti su Amazon e spesa via Instacart, vivendo con estrema pazienza, a volte rassegnazione, i giorni di ritardo nelle consegne. Il mondo si e’ fermato in attesa di capire cosa stesse succedendo e come interrompere la spirale di morte che soprattutto in Italia, secondo paese colpito ma unico con una libera e sincera circolazione di informazioni, stava decimando la popolazione anziana.

A proposito di anziani, mia madre era venuta da noi in vacanza, a dicembre 2019, per i classici 90 giorni. A distanza di due mesi, le allarmanti notizie provenienti dal nord Italia ci convincono che e’ saggio evitare il suo rientro. A distanza di pochi giorni dal nostro invito a restare a vivere definitivamente con noi, grazie alla mia cittadinanza, Air Italy fallisce. Facciamo appena in tempo a mandare la sua richiesta di residenza tramite il nostro avvocato, il 26 febbraio. Non sapevamo ancora che dalla settimana successiva il tempo si sarebbe fermato.

Quello che racconto in questa pagina e’ quello che e’ accaduto a Miami. In altre localita’ a sole due ore da qui la situazione e’ sempre stata ben diversa. Non ci sarebbero mai state le restrizioni ne’ i contagi che questa metropoli ha accumulato. Miami e Fort Lauderdale sono state praticamente le uniche due citta’ della Florida colpite. E a differenza di Miami, Miami Beach vedra’ il maggior numero di casi e il maggior numero di trasgressioni. Ma in definitiva, la conta dei decessi qui non ha mai destato particolare preoccupazione. La Florida sara’ uno dei luoghi in cui il virus colpisce senza troppo vigore, probabilmente perche’ l’eta’ media dei contagiati e’ 40 anni.

Quello che racconto e’ la mia Covid-19 time capsule, per ricordare quello che e’ successo e come lo abbiamo vissuto.

Marzo 2020: ansia e incredulita’

Il primo caso di Covid registrato in Florida e’ una italiana, il 1 marzo, uno dei primi degli Stati Uniti. Pochi giorni dopo, ai viaggiatori di un paio di navi da crociera viene vietato l’attracco a Fort Lauderdale a causa della presenza di positivi a bordo. Negli Stati Uniti marzo e’ periodo di Spring Break, le vacanze scolastiche, e sono in molti a non credere al virus e a non voler rinunciare al loro viaggio in South Florida. Dai piani alti della politica non si muove una foglia nonostante i ripetuti appelli alla sicurezza. Per tutto il resto dell’anno avremmo scoperto quanto coronavirus e politica andassero a braccetto, con puerili polarizzazioni sostenute unicamente per partito preso.

L’11 marzo 2020 il Direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiara il Covid-19 pandemia globale. Due giorni dopo, alle 4 del pomeriggio, il sovrintendente Alberto Carvalho finalmente dichiara la chiusura delle scuole e delle universita’ sul territorio di Miami. La scuola di Picci passa online nel giro di un fine settimana, e fino a giugno non perdera’ una singola ora di scuola, funzionando alla perfezione. Non e’ cosi’ ovunque. Noi siamo parte di una piccola percentuale di privilegiati.

Sono ufficialmente a casa, con la mia bambina, con enorme, grato sollievo. Io lavoro da casa, lei ha le lezioni da remoto. Solo gli italiani, che da fine gennaio hanno amici e parenti colpiti dal virus, si rendono conto di quanto questo decreto fosse necessario, sebbene la chiusura ufficiale italiana avesse anticipato quella americana solo di qualche ora. La decisione era nell’aria da giorni ma il Governatore della Florida De Santis stentava a prendere una posizione ufficiale.

Non tutti infatti percepiscono la gravita’ della situazione, e continuano a fare la vita di sempre. In USA e in Europa, Italia compresa, c’e’ chi continua a viaggiare “per non perdere i soldi del biglietto” o peggio per non avere limiti al loro libero arbitrio, contribuendo pero’ alla libera circolazione del virus. La superficialita’ di questi viaggiatori mette a rischio i diritti di altri, ad esempio le persone che per lavoro sono trasferite in altri paesi e che non riescono a trovare posti sui voli per rientrare in patria. Ancora peggio, la stolta cecita’ di chi non intende rinunciare alle vacanze ha come conseguenza quella di bloccarli all’estero a tempo indefinito. Lamentando poi, ovviamente, il loro inalienabile diritto ad essere soccorsi e riportati a casa.
La seconda rivelazione del coronavirus e’ stata, infatti, l’egoismo.

Il 17 marzo De Santis ordina la chiusura di night club e bar. Con la chiusura forzata degli alberghi e degli airbnb, a mio marito viene chiesto di licenziare tutti i dipendenti del dipartimento di food and beverage. Restano in 3: lui, un cuoco, e un lavapiatti. Il 18 marzo verra’ licenziato anche mio marito. In tutta la Florida, in tutti i settori, vengono licenziati i dipendenti che costano di piu’, sostituiti da chi guadagna meno e che, bene o male, tirera’ avanti una baracca che al momento non ha piu’ motivo di esistere: il turismo.

Il 23, dopo giorni di inutile attesa, i sindaci della contea del Miami-Dade e della citta’ di Miami rompono gli indugi e dichiarano la fine delle vacanze per tutti i giovani sul territorio, che devono tornare a casa il giorno successivo. Miami e la Florida sono ufficialmente in lockdown. Tra Florida e Georgia viene istituito un checkpoint, vale a dire una frontiera. Lo stesso faranno le Florida Keys, e verranno ammessi esclusivamente i residenti.

un anno di quarantena a Miami

Dalla fine di marzo, quindi, siamo tutti a casa: io, laPicci, lo Chef, e mia madre. Almeno uno stipendio c’e’.

Aprile: clorox, pane e ansia

L’ansia inizia a far parte delle nostre giornate, insieme al clorox. Si disinfetta la spesa che si riceve a casa, si guarda con sospetto chiunque ci passi accanto, si evitano posti e situazioni. Cancelliamo visite mediche e incontri con gli amici. La carta igienica e’ sparita dagli scaffali, e con lei salviette igienizzate, gel disinfettante, e guanti di lattice. Compriamo a peso d’oro mascherine chirurgiche, ma qui in Florida non assisteremo a quelle enormi polemiche italiane su ffp2, lavabili e filtri: una mascherina e’ una mascherina, e insieme ai 6ft distance ci garantiscono di stare alla larga dal virus.

Seguiamo sgomenti le notizie dall’Italia, increduli e impotenti di fronte alla violenza dei contagi. Veniamo tutti rapiti dalla bellezza e dalla poesia dei canti sul balcone.

Il tempo in south Florida e’ buono e qui non ci sono elicotteri che girano sulla testa costringendoci in casa: dopo la giornata di lavoro e scuola possiamo quindi passare un po’ di tempo all’aria aperta. Scopriamo un enorme parco condominiale proprio alle spalle di casa, nel quale andremo a passeggiare e giocare ogni giorno. Dapprincipio da soli, poi un giorno incontriamo per caso una compagna di classe di Picci con la sua mamma spagnola, che da quel giorno diventano la nostra unica frequentazione per settimane. Un lusso per la nostra bambina.

Iniziamo a fare degli zoom party, cioe’ vediamo gli amici su zoom. E’ un casino, non si capisce niente, ma e’ divertente! Per Pasqua alcuni di loro caricano dei pensierini in macchina e fanno il giro delle sette chiese per consegnarli a mano. Sempre salutandoci col gomito, o peggio facendoci ciao da lontano. Abbiamo tutti una gran voglia di tornare alla normalita’ ma ci atteniamo alle regole, “We’re all in this together!“. L’accesso alle spiagge e’ vietato, i parchi giochi sono chiusi, cosi’ come palestre e piscine. Stiamo a casa e non ci pesa. Cuciniamo tanto, ricevere cibo da asporto ci getta in un’ansia incredibile. Iniziamo a fare il pane da soli, anche noi, come tutti gli italiani.

Alcuni amici in Italia si contagiano, per fortuna in modo leggero. Alcuni nella prima ondata primaverile, altri nella seconda successiva all’estate. Seguo con apprensione le loro notizie, anche se mi sembra di capire che Roma e’ messa meglio di altre citta’.

Anche la Florida, per qualche misterioso motivo, continua ad essere graziata dai contagi. Tutti navighiamo a vista, anche gli esperti, e nonostante cerchino di capire da cosa dipenda la maggiore concentrazione di contagi in alcune zone rispetto ad altre, si brancola nel buio (qui l’articolo originale, qui quello in italiano). Alla fine di aprile, con i casi ben sotto controllo, decidiamo di rivedere i nostri piu’ cari amici, all’aperto, salutandoci con il gomito. Non potro’ mai dimenticare la bellezza di quel momento.

Maggio, la storia

Con un marito disoccupato e noi altre da remoto, passiamo lunghe giornate insieme come mai ci era successo prima. E nonostante le frizioni, va tutto bene! Le giornate lavorative si allungano, il tempo si assottiglia. Non so che giorno sia, dimentico quando e’ l’ultima volta che ho lavato i pavimenti, ogni giornata e’ uguale alla successiva. Per di piu’, si inizia a sospettare che quello che sembrava dovesse durare qualche settimana avra’ una durata piu’ lunga. Il mio lavoro da casa viene rinnovato fino a luglio, e poi lo sara’ a tempo indefinito. Non possiamo vedere mia suocera per timore di contagiarla, frequentando supermercati, ascensori e altre aree comuni. L’equivalente delle nostre Frecce Tricolori, i Blue Angel di Pensacola, passano sul South Florida per rendere omaggio a medici e infermieri. E’ uno spettacolo molto emozionante.

dal mio punto di osservazione volavano senza la scia… pero’ bello lo stesso!

A distanza di pochi giorni, la Florida e’ protagonista del lancio dello SpaceX, dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral. Successivamente gli scontri per il Black Lives Matter arrivano fino a Miami, e iniziano i disordini che dureranno solo qualche giorno. Per fortuna.

Nonostante tutto l’umore e’ buono e riesco a trovare degli aspetti positivi, ad esempio l’italiano di mia figlia subisce un’accelerata incredibile, oppure le tartarughe hanno ricominciato a nidificare perfino a Miami, grazie all’assenza di umani sulle spiagge.

Giugno, viaggi e ansia

La nuova normalita’ e’ quindi questa, fatta di attenzione, mascherine, e distanza. Passa anche per prove ed errori, e notiamo che se anche non disinfettiamo la spesa non succede nulla. Con la fine della scuola lo Stato decide di tentare la riapertura di parchi e spiagge, e il South Florida con i suoi casi piu’ numerosi e’ l’ultimo a riaprire. Nessun altro luogo al di fuori di Miami e Fort Lauderdale avra’ avuto cosi’ tanti casi da doversi preoccupare particolarmente: in questo lungo anno di quarantena, solo Miami e Fort Lauderdale sapranno cosa significa distanziamento sociale e mascherine.

Proviamo quindi a tornare alla vita pre-Covid programmando un paio di viaggetti: uno in giornata, a Sombrero Beach, l’altro a Orlando e Mt. Dora. A causa dell’eccesso di ospiti nell’albergo, questo secondo ci mette decisamente a disagio e ci fa sentire vulnerabili, e pensiamo che e’ saggio saper aspettare.
Lo Chef ha la sua prima offerta di lavoro!! Ma il proprietario del ristorante e’ in attesa dei permessi per aprire, e non se ne parlera’ prima di agosto. Nel frattempo l’intero settore turistico in Florida e’ in ginocchio.

Giugno e’ anche, purtroppo, il mese in cui uno dei nostri piu’ cari amici decide di rientrare in Italia con la sua famiglia.

Luglio, gli amici

I casi in Florida iniziano a salire. Molto. Con la fine delle scuole in tutta la nazione, infatti, e con altri Stati in enorme sofferenza, molte persone iniziano a trasferirsi in Florida. Entro Natale questa tendenza sara’ in progressiva e costante crescita.

Nel mese di luglio timidamente ricominciamo anche a rivedere gli amici, una famiglia alla volta, possibilmente all’aperto, ma e’ davvero troppo bello riprendere delle piccole abitudini.

Agosto, mare e attivita’

Il mese trascorre con grossi cambiamenti! Innanzitutto dopo aver sperimentato una semi-disastroso campo estivo online, decido che si puo’ provare a mandare laPicci ad un campo estivo in presenza, per 10 giorni, dalle 9 alle 3. Credo di non averla vista cosi’ felice in tanto tempo! E tra le prove ed errori di cui parlavo prima, non accade proprio nulla: nello studio di danza le prendono la temperatura ad ogni ingresso, disinfettano tutto, le mascherine sono obbligatorie. Se ci sono ferrei controlli, il virus non attacca!

Lo Chef riprende il lavoro, nonostante il ristorante aprira’ solo ad ottobre, ma comunque c’e’ molto da organizzare nei mesi precedenti l’inaugurazione. Anche lui e’ felicissimo, comprensibilmente, dopo tanti mesi a casa a sentirsi inutile. Io continuo a lavorare da remoto, fuggendo il tardo pomeriggio sulla spiaggia con gli amici. Stare all’aria aperta ci fa bene, i bambini giocano insieme, alla fine siamo tutte persone che non hanno grossi contatti col mondo circostante e se incontrano qualcuno, sono protette da mascherine.

Infatti a meta’ mese decidiamo addirittura di vederci tutti insieme per una cena all’aperto! E’ stato bellissimo!

Contemporaneamente ci si prepara per l’inizio della scuola online, ma compriamo il materiale scolastico, uniformi e mascherine con il logo della scuola, come se dovesse accadere normalmente, anche perche’ la nostra scuola richiede uniforme completa anche dietro lo schermo.

Settembre, non troppo bene

Il mese di settembre vola via veloce. La scuola termina alle 3 e siccome io comunque lavoro fino le 5, decido di iscrivere Picci ad una attivita’ sportiva, almeno fa qualcosa. Ricomincia anche il catechismo, questo sempre online, e continuiamo a vedere gli amici. Rispettando il coprifuoco delle 22.

A settembre purtroppo ci rendiamo conto che mia suocera non e’ piu’ in grado di stare in casa da sola. Si trasferisce per qualche settimana da noi, ma cade un paio di volte e siamo costretti a trovare un’altra soluzione in una casa di cura. Il Covid ci impone restrizioni nelle visite, ma ancora riusciamo a vederla. Da gennaio 2021, con il nuovo aumento di casi, non piu’.

un anno di quarantena a Miami

Ottobre, si torna a scuola

Ottobre 2020 segna la svolta: quasi da un giorno all’altro si rientra al lavoro e a scuola! Questo soprattutto a causa di enormi problemi con il portale online delle scuole pubbliche della contea del Miami-Dade. Le famiglie avevano avuto la possibilita’ durante l’estate di indicare se volevano continuare online o tornare in presenza, e noi non avevamo avuto dubbi nello scegliere la seconda. In classe sono solo 9, la maggior parte prosegue da remoto. Non e’ cosi’ in tutte le scuole, in altre si costituiscono classi solo online e solo in presenza, e in queste ultime ogni tanto circolano dei casi positivi che costringono alla quarantena. Io vado invece in ufficio 3 mezze giornate, e al pomeriggio lavoro da casa.

La vita torna ad avere una parvenza piu’ o meno normale. Ricomincio a prendere appuntamento con i medici, inizio a fare tutti i check up che avevo saltato per un anno. Per la residenza di mia mamma ancora non si muove foglia, ma un paio di problemi con la spedizione delle sue medicine dall’Italia mi convince a cercarle un medico qui, che ovviamente devo pagare senza assicurazione. E scopro cosi’ che a Miami e’ possibilissimo avere prestazioni mediche senza assicurazione. Addirittura per le medicine un iniziale preventivo di $500 (per 3 mesi, per 3 medicinali diverse) e’ stato abbassato a $300, con uno sconto della farmacia.

Ottobre e’ anche mese di elezioni anticipate, e io ho voluto essere in prima linea con il mio voto!

Novembre

Che mese assurdo e’ stato. Trump perde le elezioni, e dopo pochi giorni si abbatte su Miami un mini uragano. Scuole e uffici vengono chiusi per un weekend lungo, ovviamente comprendendo anche il giorno in cui mia madre avrebbe dovuto fare, finalmente, le impronte digitali per la residenza! Che sfortuna nera!

Prenoto un mini-weekend con la mia amica a cavallo di Thanksgiving e, indovina? Due linee di febbre diventano un tampone positivo e il viaggio e’ cancellato! Questo fatto, insieme a quello di alcuni bambini testati positivi nella scuola dove vanno tutti i figli dei miei amici, mi mettono un po’ di angoscia. Sento che questo Covid inizia ad alitarci sul collo. Per fortuna Miami ha un buon clima tutto l’anno e riusciamo a festeggiare un piccolo Friendsgiving, molto molto contenuto e all’aperto. Invece la luna di miele tra mio marito e il proprietario del ristorante termina dopo poche settimane dall’apertura ufficiale. Siamo di nuovo con un solo stipendio.

Dicembre

La quarantena degli amici ci convince che sia il caso di starcene per i fatti nostri, tanto piu’ che le feste hanno portato tantissime persone a viaggiare e i casi sono di nuovo in aumento. Organizziamo un bellissimo viaggio a Tampa, alloggiamo in un albergo dove siamo completamente indipendenti, e la vacanza e’ da sogno. Mia mamma finalmente riesce ad andare all’appuntamento per le fingerprints. Lo Chef trova un altro lavoro, ma quando gli chiedono di andare nella seconda sede a coprire il personale che si e’ ammalato di Covid, rifiuta l’offerta e andiamo avanti cosi’.

Le vacanze natalizie si avvicinano e l’Arsht Center ha la magnifica idea di trasferire il Nutcracker in un parco, con posti a sedere o sul prato. Siamo felici, ci sentiamo sicuri, e sono stati grandiosi sia lo spettacolo che l’organizzazione.

un anno di quarantena a Miami

A distanza di pochi giorni, Zoo lights ci lascera’ invece meno entusiasti, avendo ammesso decisamente troppe persone. Trascorriamo un Natale intimo con una coppia di amici, mentre per Capodanno saremo soli, e ci divertiremo moltissimo.

Gennaio

Lo Chef comincia a pensare ad un’alternativa e si iscrive ad una scuola per agenti immobiliari. Si opera ai tendini della mano, che durante l’ultimo lavoro si era infiammata tantissimo. Mia mamma viene vaccinata, tra la fine di gennaio e meta’ febbraio. Alla fine del mese, io rientro al lavoro tutte le mattine. Si inizia a vociferare che per il mese di agosto la ripresa delle scuole potra’ essere normale, in presenza, senza mascherine. La prospettiva mi sembra cosi’ irreale, dopo un anno trascorso in questa maniera.

un anno di quarantena a Miami
sono stati cosi’ veloci che non sono riuscita a cliccare sulla fotocamera in tempo!

Febbraio

Due sono le notizie bomba del mese di febbraio: la residenza di mia madre inizia a muoversi, a distanza di un anno esatto, e lo Chef ottiene, finalmente, un colloquio di lavoro in un posto ben strutturato. Fingers crossed per entrambe.

Marzo

Lo Chef ha avuto il lavoro!! Il giorno del mio compleanno, inoltre, riesco a ottenere anche io la prima dose del vaccino. E’ un momento importante. Siamo parte di un enorme esperimento, consapevolmente. Siamo nella storia.

Questo anno e’ volato. E’ stato bello, per quanto mi riguarda, nonostante tutto. Siamo fortunati in Florida, sappiamo che altrove la situazione e’ tuttora molto grave e senza fine. Non possiamo ricevere amici dall’Europa, soggetta al travel ban. Possiamo viaggiare per l’Italia, noi italiani, per abbracciare le nostre famiglie. Ma la maggior parte di noi sta rimandando alla prossima estate, in attesa di un miglioramento che speriamo arrivi presto. Continuiamo a navigare a vista mentre progettiamo il ritorno alla vita di un tempo.

Se volete qualche idea per la vostra Covid-19 time capsule, guardate qui (adulti) e qui (bambini).


Scopri di più da Lucy in Florida

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

4 commenti

  1. perchè dici che noi italiani possiamo viaggiare epr l’italia e abbracciare le nostre famiglie? ci è vietato uscire perfino dal comune, e vedere amici e famigliari da mesi. perfino i fortunati che erano in zona gialla in realtà avevano il divieto di ricevere più di 2 persone epr volta… io non ce la faccio più a vedere il modno che riparte e noi governati da una manica di incompetenti che lucra e basta (vedere i casi mascherine, camici e banchi a rotell…), con le vaccinazioni ferme al palo e gliarresti domicliari nocnhè l’odio feroce verso i bambini a cui è stato tolto tutto

    "Mi piace"

      • Scusa, avevo inteso pensassi a noi rimasti nella madre patria. Qui è veramente un disastro, ci sono coppie e famiglie che vivono in regioni diverse che non si possono vedere da mesi e chissà per quando ancora resteranno separati. Per non parlare di draghi che al discorso di insediamento ha detto che ci sono attività che si devono rassegnare a sparire, o del ministro dell istruzione che ha dichiarato non solo che la dad rimarrà anche post pandemia, ma che la scuola resta chiusa sine die. Non abbiamo un futuro. Mi sento soffocare. Qui si continua a inseguire un rischio 0 e un contagio 0 che non possono esistere o essere raggiunti, e ci stanno uccidendo economicamente e mentalmente: i sacrifici si fanno se si vede una fine, se ci si sente uniti per il bene comune, non quando ci si sente presi in giro. Da un anno il leit motiv è “due settimane di sacrificio per salvare il mese prossimo” e poi siamo da capo. È inaccettabile. Almeno ci fossero le scuole aperte! Anzi, la contraddizione sono le scuole chiuse e i centri commerciali traboccanti.

        "Mi piace"

        • Sono totalmente d’accordo con te, dalla prima all’ultima parola. E la follia e’ che io che arrivo dalla Florida posso venire li’ senza problemi, perche’ ho fatto un tampone prima di partire. Assurdo.

          "Mi piace"

Scrivi una risposta a distrutta Cancella risposta

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.