Nuovo mondo

A volte i racconti del mio promesso mi scatenano una curiosità incredibile per quella terra così diversa dalla nostra cara vecchia patria.
Lo scorso agosto l’ho accompagnato dal dentista. Lo studio era in una zona della città molto bella e piena di verde, a due passi da una meravigliosa biblioteca pubblica, antica di costruzione, austera ma molto easy, come solo le cose in quella nazione sanno essere, non come i nostri locali stantii che attirano solo gli addetti ai lavori.
Dicevo, il dentista ad agosto. Il palazzo non era un granchè, senz’altro era bizzarro, con dei lunghi corridoi curvi e stondati, poco illuminati, e un ascensore decrepito; la sala d’aspetto era di un metro quadrato scarso con un divanetto a due posti e sei poltrone ampie e comode, piena zeppa di pazienti con lo sguardo incollato su una tv a schermo piatto che trasmetteva il concerto di Andrea Bocelli da Las Vegas. Insomma, non mi aveva fatto una grande impressione, questo famoso dentista tanto pubblicizzato presso una popolare radio locale.
Ieri, la notizia: il dentista si è trasferito in una zona decisamente più periferica ma, mi ha detto il mio promesso, non ha badato a spese in quanto ad arredi e decori di classe, e soprattutto ha mantenuto alto lo standard delle apparecchiature e delle relative innovazioni professionali. Il mio promesso era entusiasta, dice che certe cose noi in Italia ce le sogniamo, era tutto molto avveniristico. Ed è senz’altro vero, se penso agli ultimi tre studi dentistici che ho frequentato (sì, in effetti non ho un dentista di fiducia!); ma forse il fantastico dentista americano dovrebbe investire di più sulla comunicazione tra i suoi dipendenti, dal momento che il promesso è la terza volta che va ad un appuntamento che non era stato trascritto, senza essere curato.


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